Fonseca, c’è una Roma da aggiustare: Smalling-Kumbulla in difesa, ma c’è il buco Veretout

Due recuperi fondamentali in difesa, ma l’assenza del francese peserà come un macigno

di Iacopo Erba

Voltare pagina il prima possibile. E’ questo l’obiettivo che si è prefissato Paulo Fonseca già in vista del prossimo impegno di campionato, quando all’Olimpico la Roma affronterà il Sassuolo. Il tecnico lascerà diversi titolari a riposo giovedì contro lo Young Boys: il primo posto nel girone di Europa League dista soltanto un punto e c’è convinzione di poterlo centrare anche con le seconde linee. Discorso ovviamente diverso quello relativo alla Serie A: contro i ragazzi terribili di De Zerbi i giallorossi proveranno a rimettersi in carreggiata affidandosi ad alcuni pezzi grossi ormai pronti al rientro, anche viste le assenze certe e pesantissime di Mancini e soprattutto Veretout. Sarà il reparto difensivo quello che recupererà gli interpreti più decisivi: Kumbulla scalpita e Smalling sembra aver messo alle spalle la paura di un problema serio al ginocchio.

Smalling fa rima con solidità e sicurezza

 

Nei tre appuntamenti stagionali in cui l’inglese è sceso in campo la Roma ha subito soltanto un gol, quello segnato da Pjaca nella sfida di Marassi con il Genoa che, in parte, è anche sulla coscienza dell’ex Manchester United. Gli attaccanti di Cska Sofia e soprattutto Fiorentina non hanno invece creato alcun grattacapo alla linea a tre giallorossa, sorretta dall‘innata leadership che Smalling ha mostrato all’interno del gruppo. Duecentosei presenze con il Manchester United, condite da 9 trofei, e 31 apparizioni con la Nazionale inglese disegnano soltanto in parte il suo ascendente sul resto della squadra: con Smalling in campo la Roma alza il proprio baricentro, è più compatta e si prende un maggior numero di rischi, convinta della presenza del proprio pilastro a comandare la difesa e a metterci sempre una pezza. Una differenza tecnica e psicologica decisiva.

LaPresse

Media voto alta e presenza costante in area: ci pensa Kumbulla

 

Al suo primo anno in una squadra di livello, Kumbulla ha convinto già tutti in quel di Trigoria. Il centrale ex Verona ha smaltito il coronavirus e scalpita per tornare il prima possibile in campo a dare il suo contributo. Dopo un periodo di iniziale assestamento di tutta la retroguardia, che Kumbulla ha in parte pagato restando comunque sempre tra i migliori in campo anche quando la Roma incassava più gol del dovuto, l’albanese è riuscito a mostrare man mano sempre di più le proprie qualità difensive e non: i due gol già messi a segno contro Young Boys e Milan lo identificano anche come pericolo costante su palla inattiva, visto che entrambi sono arrivati da calcio piazzato. Situazioni che la Roma nelle ultime settimane non ha sfruttato a dovere e che con l’albanese in area di rigore possono tutte trasformarsi in potenziali occasioni. A certificare l’ottimo impatto nella Capitale dell’ex Hellas Verona anche la media voto generale di 6,12, che disegna un rendimento ampiamente al di sopra della sufficienza. Kumbulla è già molto più che un’alternativa di lusso, e l’assenza di Mancini potrebbe rappresentare un’occasione importante per trovare la definitiva continuità.

Senza Veretout il centrocampo è un rebus

 

Se in difesa bene o male Fonseca recupera soluzioni di livello, il problema muscolare di Veretout lascia a centrocampo un enigma da risolvere per il tecnico, non tanto a livello numerico quanto di leadership e personalità. Il dinamismo e le spiccate qualità da mediano box to box del francese sono difficili da ritrovare in ognuno dei suoi compagni di reparto e. non sorprende si siano riaccese le voci su Nandez, centrocampista con caratteristiche simili ed oggetto del desiderio del mercato giallorosso. Sfogliando la rosa di alternative attuali, niente soddisfa a pieno: Diawara è indietro di condizione e ormai ai margini delle gerarchie e Villar, oltre che molto meno prestante fisicamente,  è un centrocampista diverso, di intuizione e possesso più che di strappi. Neanche il nuovo avanzamento di Cristante, eterno adattato sbloccato dai rientri di Smalling e Kumbulla, può davvero consolare: se lo si è elogiato per alcune buone prove da difensore è anche perchè da centrocampista è spesso apparso compassato e inadeguato nella gestione dei ritmi di gioco. Se in difesa esiste soluzione, a Veretout ai box non si troverà facilmente rimedio: starà ai giocatori non far sentire la sua assenza.

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