Florenzi: “Io e De Rossi vogliamo vincere. DiFra bravo a cambiare, con Pastore il salto di qualità”

Il terzino giallorosso racconta il 2018 ai canali ufficiali del club: “La vittoria col Barça difficile da dimenticare, ma vogliamo vivere altre serate come quella. Nel 2019 servirà più continuità, il quarto posto è il nostro obiettivo”

di Redazione, @forzaroma

Tempo di bilanci e di speranze. La Roma guarda con fiducia all’anno che verrà, ma per qualcuno è ancora tempo di fare un passo indietro. È il caso di Florenzi, racconta tramite le foto l’annata dei giallorossi allo Slide Show di Roma TV. Ecco le sue parole.

Su Napoli-Roma. 
Venivamo da un momento difficile, ma con l’aiuto di tutti siamo riusciti a fare una grande partita che ci ha rilanciato verso quelli che erano i nostri obiettivi. Una bellissima partita, Edin ha fatto due grandissimi gol. Una grande vittoria.

Roma-Shakhtar. 
Una partita importante per noi, dovevamo per forza vincere dopo la sconfitta dell’andata. Ed è stato un bellissimo gol, con Kevin che l’ha messa di prima – e la provavamo da tempo – Edin è scattato sul fuorigioco e ha fatto quello che gli riesce meglio del suo mestiere, fare gol. Siamo tornati in un posto dove non eravamo da tempo, a Roma non si va spesso ai quarti di Champions League.

L’esultanza di Manolas dopo il gol al Barcellona.
Questa è la foto della stagione dell’anno scorso, non tralasciando quello che hanno fatto Daniele e Edin perché senza di loro non ci saremmo trovati sul 2-0. Quello che ha fatto Kostas rimarrà nella storia, è stata una partita che difficilmente scorderemo e difficilmente scorderà Roma. Ci credevamo perché avevamo visto quello che avevamo fatto a Barcellona. Ci aveva detto male in qualche occasione, trascinati dall’affetto del pubblico abbiamo fatto qualcosa di straordinario.

L’esultanza con De Rossi. 
Ci stavamo rendendo conto che stavamo facendo qualcosa di straordinario, Daniele come me vorrebbe vincere qualcosa qui e anche se quella non era una vittoria per noi era come se lo fosse. E per quello che poteva rappresentare per i tifosi. L’ultima semifinale era nel 1984, abbiamo pensato di essere entrati nella storia del club facendo qualcosa di incredibile. Non è stata una vittoria ma è come se lo fosse stata per i romani e i romanisti.

I festeggiamenti negli spogliatoi. 
Abbiamo buttato tutto quello che avevamo davanti a noi, sprecando pure troppa acqua. Erano i festeggiamenti di un gruppo che si vuole bene e vuole vivere ancora serate come quella.

Salah. 
Fortissimo, ci ha fatto male in quella serata ad Anfield. Siamo riusciti a renderla solo meno amara nel finale, per poi nel ritorno avere l’amarezza e dire ‘se avessimo fatto meno peggio forse avremmo potuto ambire a qualcosa di importante’. Siamo stati fuori dai binari per tre quarti della partita, loro ci hanno ammazzato dal punto di vista dell’aggressività e del gioco di squadra, poi negli ultimi 20′ siamo riusciti a risalire.

Il ritorno col Liverpool.
Ricordo i momenti prima. L’immagine che ho anche sul mio telefonino dei tifosi all’arrivo allo stadio la porterò sempre con me, ci hanno spinto a fare una grande partita che abbiamo vinto 4-2. Una pagina brutta che portiamo con noi, per poco non facevamo il miracolo. Abbiamo avuto l’affetto dei 70 mila allo stadio, li abbiamo sentiti ed è stata una bella serata, nonostante avessimo perso l’obiettivo della finale di Champions.

La vittoria sul Cagliari. 
Vittoria importante col gol di Cengio (Under, ndr). È un grande giocatore, se continuerà così farà grandi cose nella sua carriera. Bisogna stare sempre sul pezzo, quella partita ci avrebbe dato la Champions League e siamo riusciti ad averla con un suo guizzo.

Roma-Juve di fine anno. 
Volevamo vincere, così non è stato ma è stata un’annata importante e speriamo di rifarci nel 2019.

Di Francesco.
Ci ha dato un’impronta precisa, l’abbiamo cambiata leggermente quest’anno ma la sua filosofia ci ha portato a fare grandi partite e speriamo di farne altre nei prossimi tempi. Ha fatto qualche accorgimento in base ai giocatori di quest’anno, secondo me ha fatto una cosa giusta. Ha fatto modifiche per far stare ognuno nel suo ruolo.

De Rossi. 
Manca tanto, come uomo squadra ma soprattutto come giocatore. Quando lui gioca io faccio sempre una battuta quando vinciamo: “È facile giocare in 12”. Sa stare in difesa e far ripartire al momento giusto, tutti lo vorrebbero uno così e speriamo si riprenda presto perché abbiamo bisogno di lui.

La preparazione in ritiro. 
Questa è bella, perché era la prima dopo i due infortuni. Bello stare col gruppo, è stato un bel periodo, faticoso ma bello. Conosciamo già l’ambiente, ci sono strutture all’avanguardia qui a Trigoria. Poi siamo a Roma, se qualcuno della famiglia vuole venirti a trovare può farlo.

La vittoria sul Torino alla prima di campionato
Un’azione di Justin e il gol di Edin con un colpo da maestro.

Pastore.
Ha fatto due gol di tacco, per noi è importante. Si sta ambientando benissimo e sono sicuro che tra poco tempo vedremo il Flaco che ci può far fare il salto di qualità.

L’esultanza al gol contro l’Atalanta. 
Una partita partita male, siamo riusciti a riacciuffarla con Kostas. Eravamo sotto 3-1 e siamo riusciti a pareggiarla, è stato un bel segnale perché non ci siamo abbattuti dopo il 3-1. C’è un po’ di rabbia, un po’ di tutto. Quando sono in campo cerco di dare tutto, quando c’è un gol riesci a sfogare le emozioni e quindi spero di fare altri gol ma non mancherà mai il dare il 100% per questa maglia.

La sconfitta al Bernabeu col Real Madrid
Un po’ troppo per quello che abbiamo costruito, non siamo riusciti a concretizzare le occasioni. Un 3-0 che è stata una brutta batosta.

Quella col Bologna. 
Il punto più basso di questa stagione, un 2-0 nel quale non siamo scesi in campo. Sono partiti dei risultati negativi, cerchiamo di non fare più queste figure perché siamo la Roma e non dobbiamo cadere così in basso.

Il gol di tacco di Pellegrini nel derby. 
È stata la sua rinascita. Tutti si aspettavano qualcosa di importante da subito, ma non era facile perché lui era al primo anno nella Roma, diciamo. Questo gol ha cambiato le sue sorti, da quel tacco è rinato il Lorenzo che ha contribuito a tante vittorie e speriamo che adesso l’infortunio sia alle spalle e torni a fare queste magie per noi. La Lazio è affiatata, è rimasta quella dell’anno scorso ma poi c’è il Milan o la Sampdoria… Il quarto posto è il nostro obiettivo e dovremo averlo chiaro fino alla fine.

La partita in Champions col CSKA all’Olimpico.
Stiamo facendo grandi risultati, abbiamo fatto più di 7 risultati utili consecutivi tolto il Real. Questo era un 5-0. Quando senti la musichetta della Champions qualcosa scatta, è ovvio che ci sono circostanze che ti fanno fare grandi partite o mediocri in campionato. Quello che dobbiamo capire è che se vogliamo sentire la musichetta serve il quarto posto, quindi dobbiamo fare grandi prestazioni in campionato.

La sconfitta con la Spal. 
Dopo la sosta spesso non siamo riusciti a fare quello che volevamo, non siamo riusciti a concretizzare. Dovevamo dare un segnale di scossa che non c’è stato.

Il pareggio col Napoli. 
Lì riusciamo quasi sempre a risorgere: dopo il gol abbiamo difeso uniti, peccato per il pareggio finale perché sarebbero stati tre punti pesanti.

Il gol con la Fiorentina. 
Doveva essere il gol della vittoria, non del pareggio. Ci hanno dato un rigore contro che non c’era, l’hanno detto anche gli arbitri. Comunque non siamo usciti sconfitti da Firenze che è un campo difficile.

Il gol di Manolas a Mosca. 
Ci ha dato una grande mano per il passaggio del turno. Sapevamo di dover fare punti fuori casa col CSKA, siamo riusciti così a raggiungere il primo obiettivo stagionale. Non capita sempre di andare agli ottavi e magari andare avanti, ma questo solo il destino lo sa.

La foto di Totti nel giorno dell’Hall of Fame. 
Dall’addio col Genoa l’affetto è sempre stato maggiore e lo sarà sempre. È il capitano della Hall of Fame, con noi ha sempre un rapporto speciale che va al di là del calcio con alcuni. È sempre il primo a fare colazione anche se è in un tavolo leggermente distante, ma è sempre con noi.

Roma-Inter. 
Abbiamo fatto un 2-2 dove siamo andati due volte in svantaggio, non è stato semplice ma abbiamo tirato fuori quello che avevamo dentro e si è visto. È stata una buona partita anche se non abbiamo portato a casa una vittoria. A volte ci siamo buttati giù mentalmente, non è successo in questa vista la grande reazione da squadra. Non dovrà accadere di andare in svantaggio, dobbiamo provarci: ma quando succederà servirà una reazione come questa.

Il torello in allenamento durante il ritiro a Trigoria.
Ci è servito per amalgamare il gruppo, per cercare tra di noi cosa non stava andando in quel periodo. Spero ci siamo riusciti, anche se nella prima partita col Plzen non è avvenuto. Poi c’è stata la reazione.

La vittoria sul Genoa.
È la reazione che volevamo. Non è stata una partita bellissima, ma tutti noi volevamo solo una cosa che erano i tre punti e ci siamo riusciti. Non avevamo bisogno di gioco o di belle giocate, ma di fare un gol più dell’avversario.

La sconfitta col la Juve.
L’ultima parte della gara li abbiamo messi nella loro area, senza concretizzare. Meritavamo qualcosa di più.

Il gol di Zaniolo contro il Sassuolo.
Partita vinta meritatamente col Sassuolo, Schick e lui hanno fatto una grande partita. I giocatori hanno dato un grande contributo verso il quarto posto, che resta il nostro obiettivo. Nel 2019 servirà più continuità per giocare la Champions.

 

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