Florenzi: “Il Barcellona è il nostro modello. Serve tempo, ma non ne abbiamo”

Florenzi: “Il Barcellona è il nostro modello. Serve tempo, ma non ne abbiamo”

Le parole del terzino, all’esordio da capitano: “E’ stata un’emozione diversa dalle altre. Al derby faremo il massimo”

di Redazione, @forzaroma

Questa volta il Genoa non porta bene a Florenzi. Il terzino, all’esordio da capitano dopo l’addio di De Rossi, ha commentato il pareggio con i rossoblù per 3-3, al termine del match.

FLORENZI A SKY

Quanta amarezza?
Tanto. Volevamo un altro risultato, ci teniamo oltre alle prodezze gran parte della prestazione, dobbiamo migliorare su alcuni aspetti. Stiamo prendendo tutte le nozioni che ci sta dando il mister. Ma abbiamo cominciato con un buon piglio, soprattutto in avanti, dobbiamo migliorare e speriamo di farlo in fretta perché il tempo non è dalla nostra parte.

Dovete fare il salto di qualità in fase difensiva.
Assolutamente non è un discorso di singoli, ma di squadra. Partendo dal pressing in avanti e da noi di difesa come linea. Il mister vuole cose diverse da quello che abbiamo fatto in questi anni e quindi dobbiamo solo ascoltarlo e metterci sotto e lavorare.

Ora il derby.
Sappiamo tutti che partita è per la città, è importante ma non darà giudizi per tutto l’anno. E’ sentita, cercheremo di fare il massimo come abbiamo fatto comunque stasera.

Com’è andata la vicenda della fascia che hai offerto a Dzeko?
Come ha detto lui.

Lo striscione dei tifosi.
Mi ha fatto tanto piacere, da romano e romanista quale sono mi ha fatto tanto piacere. Sentivo un’emozione particolare stasera, sembrava come se fossi tornato indietro di tanti anni, alla prima in A. Non sapevo perché, poi l’ho capito ed è stata un’emozione diversa dalle altre. Li ringrazio, non per lo striscione ma perché hanno cantato e incitato la squadra per 90 minuti e quello è dato anche da noi. Se metteremo sempre in campo tutto quello che abbiamo, poi si può vincere o perdere perché ci sono anche gli avversari, ma quando esci sudato e senza rimpianti i tifosi saranno contenti di te e potrai uscire a testa alta.

Che tipo è Dzeko? Ha sempre fatto bene anche con tutte le voci di mercato.
Non voglio essere presuntuoso, ma da fuori tante cose vengono inventate e forzate per qualcosa o per qualcuno. Edin è un professionista esemplare, in quel momento veniva ‘stipendiato’ dalla Roma per cui non ha fatto niente di più o di meno di quello che fa un professionista. Poi ci sono tante cose scritte, non solo su Edin, posso stare qui a elencarle giocatore per giocatore, anche su di me. Poi di verità ce n’è ben poca. Edin è un campione, non ci sono altre parole e si è visto stasera anche se non doveva dimostrarlo a me. Non mi riferisco comunque solo all’interesse dell’Inter di Conte su Dzeko.

FLORENZI A ROMA TV

Prima partita con la fascia di capitano, lo striscione della Curva: che partita è stata per te?
È stata un’emozione particolare, nuova. Sentivo nel pullman un’emozione diversa, come se fossero passati 7-8 anni ed era la prima in Serie A. Mi ha fatto piacere ricevere questo striscione, ma li ringrazio perché hanno cantato e incitato novanta minuti. Loro l’hanno fatto perché hanno visto una squadra che non si è scomposta, non ha perso la sua identità e ha lottato 90′. Quando metti tutto in campo difficilmente esci con la testa bassa, se lo fai è perché volevi di più e non ci sei riuscito. Questo è quello che io ho avvertito da tutta la squadra a cui faccio i complimenti per questa sera, abbiamo interpretato bene la partita e li abbiamo messi nella loro area spesso. Ci sono delle cose da migliorare, la squadra che ha vinto lo scudetto negli ultimi 12 anni ha la miglior difesa e sappiamo di dover lavorare.

È un discorso di equilibrio di squadra?
Dobbiamo tenere meglio la palla, quello che ci chiede il mister. Sembra facile a dirsi, il mister ci dice che se abbiamo la palla noi non ce l’hanno loro perché è una. È vero ma devi stare attento perché non puoi perdere la palla sennò è difficile riprenderli. Un gol è stato fatto da una palla persa nostra facilmente, dobbiamo migliorare tante cose e vogliamo farlo. Dobbiamo seguire l’allenatore giorno per giorno, è un anno non di transizione, ma ci chiedono cose nuove in fase offensiva e difensiva. Ci vorrà un po’ di tempo ma il tempo non c’è, dovremo apprendere il prima possibile da un allenatore molto in gamba.

È il sistema di gioco o disattenzioni?
Non credo sia la seconda, perché loro hanno vissuto gran parte nella loro area. Abbiamo fatto tanto possesso palla nella parte loro, ma nelle preventive, nel fermare subito un’azione e prendere anche un giallo subito può fermare un contropiede. La reazione dopo la perdita di palla dev’essere pane quotidiano, dobbiamo essere animali quando perdiamo palla. È questo che ci chiede Fonseca, sennò andiamo in difficoltà.

Il Barcellona ci metteva cinque secondi…
Quello è il nostro modello. Giocavano uno contro uno dietro ma non riuscivi a uscire da quei cinque secondi. Ci stiamo lavorando dall’inizio del ritiro.

Ci avete fatto divertire, il coraggio non è mancato. È un punto di partenza
È mancata la cosa più importante, subire un gol in meno o farne uno in più degli avversari. Un’altra cosa che ci dice il mister è che vuole giocatori coraggiosi, che vengano a cercare la linea di passaggio per dare una mano al compagno. Stiamo lavorando da un mese o poco più, ma già alcuni meccanismi si sono visti alla grande. Possiamo solo migliorare.

FLORENZI ALLA RAI

Il tributo della Curva Sud, che ne pensa?
Li ringrazio, l’ho apprezzato molto e mi ha messo i brividi. Ma li ringrazio per l’apporto che hanno dato. Quando la gente vede che sudi per questa maglia ti è riconoscente e cerca di combattere con te 90 minuti.

Anche la fase difensiva è stata da brividi…
Sei un po’ esagerato, ma fai il tuo lavoro… E’ giusto che mi fai queste domande. Parlare di fase difensiva vuol dire parlare anche di Dzeko. Non siamo stati perfetti altrimenti staremmo parlando di un’altra partita. Dobbiamo crescere nelle due fasi e ci vorrà tempo anche se il tempo non lo abbiamo.

Pochissimo tempo, la Lazio ha fatto tre gol alla Samp…
Sarà una partita difficile. Sappiamo quanto vale per le tifoserie. Dobbiamo giocare con coraggio senza perdere la nostra identità.

Si sente la responsabilità della romanità sulla pelle?
Sicuramente è un plus giocare per questa maglia fin quando ne avrò la possibilità. Lo farò con tutto me stesso e sappiamo che dopo ci sono altri romani che potrebbero fare lo stesso percorso. Auguro il meglio a quelli che verranno dopo di me ma sarà difficile emulare quello che hanno fatto Francesco e Daniele. Ci tengo a dirlo perché apprezzo quello che hanno fatto per me e per la Roma.

FLORENZI IN ZONA MISTA

Cosa non ha funzionato e cosa ha funzionato?
Gran parte della partita l’abbiamo giocata bene e siamo soddisfatti. Ci sono cose da migliorare nella fase difensiva e dobbiamo assimilare quello che ci chiede il mister. Sappiamo che il tempo non è dalla nostra parte, ma in alcuni tratti della partita abbiamo fatto bene.

E’ necessario un risposto in difesa?
E’ una domanda che non puoi fare a meno, non devi chiedere a me questo.

Dopo lo striscione pace fatta con i tifosi?
Io non ho mai litigato con loro (ride, ndr). Ho apprezzato tantissimo non solo lo striscione per me, ma anche come hanno incitato. Hanno visto da parte nostra che non abbiamo mollato e cambiato la nostra identità. Quando esci stremato non puoi che uscire a testa alta. I tifosi penso non siano contenti del risultato, ma almeno della prestazione.

Come arriva la Roma al derby?
Arriva in parte bene perché abbiamo fatto vedere cosa possiamo fare. Sarà importante lavorare su quello che abbiamo sbagliato. Non devo dirlo io che è una partita particolare. Dovremo imporre il nostro gioco sempre, a prescindere da chi ci sia davanti.

Il dualismo con Zappacosta e Florenzi non può penalizzare entrambi in chiave Nazionale?
Penso proprio di no, siamo due giocatori che possiamo dare tanto a questa squadra e alla Nazionale. Davide è qui per darci una mano. Non sono ancora pronta 45 partite e quindi stai tranquillo che tutti avranno le proprie chance. Non guardiamo il singolo, ma alla squadra.

L’arrivo di Zappacosta ti libera in una nuova posizione?
Sono a disposizione dell’allenatore. Dall’uno all’undici vanno bene tutti i ruoli.

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