Festival dell’intelligenza collettiva, Zeman: “Io leader con il buon esempio. Giovani, andate avanti!!” (FOTO – 4 VIDEO)

di Redazione, @forzaroma

Alle ore 19:00 inizierà il  ‘Festival dell’intelligenza collettiva‘ iniziativa promossa ed organizzata da CNA Giovani Imprenditori, che si terra’ al Teatro “Palladium” in zona Garbatella. Zdenek Zeman incontrerà il maestro Nicola Piovani e discuteranno riguardo il tema ”Oltre l’ego – L’etica della moltitudine: dalla squadra all’orchestra”.   Ore 18:32 – Zeman è  appena arrivato al Teatro, mentre Nicola Piovani era già presente da alcuni minuti. Catia Augelli, responsabile della Comunicazione A.S. Roma, accompagna il mister boemo.       Ore 19:20 – Ecco le parole di Zeman, salito sul palco, riguardo il suo ruolo di allenatore: “Come allenatore ho la responsabilità per quello che si fa in campo e fuori, per questo cerco di conquistarmi la leadership, farmi seguire. Il calcio e’ un gioco collettivo ma col tempo è diventato molto individuale, si pensa prima alle cose proprie che alla squadra. Risultati numerici, e ludici, perche’ si deve divertire la gente che viene a vederci. Leader può essere fattò in diverso modo, si dice che io incuta timore, ma per imporsi non ci sono spartiti precisi, bisogna cercare di farsi seguire, col buon esempio, attraverso il comportamento personale”.   Uno sguardo alla politica italiana: “Anche nel calcio moderno abbiamo della regole, così nella politica bisogna trovare persone che dicono ‘io voglio e lo faccio’, no ‘io vorrei ma non posso’ (applauso, ndr) Lei sceglie giocatori con caratteristiche simili? Come allenatore vorrei tutti ragazzi belli, bravi, veloci e forti (ride, ndr), purtroppo non si può sempre e si cerca il meglio possibile. Anche come carattere bisogna prima parlare con il giocatore e poi vederlo sul campo. Di solito quando si seguono i calciatori fuori si va dalle famiglie per sapere come si è comportato o che tipo di persona e si spera che sia l’uomo giusto. A me piace allenare giocatori sgarbati, così c’è da discutere, alcuni hanno delle fissazioni ma quando gliele togli e ottieni un risultato che hai voluto, sei contento. Quando è il giorno delle incomprensioni, la squadra sa perchè faccio certe cose, capisce e cerca di portare quel ragazzo sulla strada diversa e non voglio dire se giusta o sbagliata. Sicuramente sbagliamo tutti e, come tutti, sbaglio anche io”.    Ma il calcio non è fatto solo di singoli, il gioco di squadra è l’elemento portante dei ragionamenti del mister: “Il calcio è un gioco di squadra e bisogna mischiare il tutto. E’ chiaro che i più bravi sono bravi, ma sono molto più bravi se riescono ad aiutare quelli meno bravi. Quindi bisogna fare una squadra che si compensi. Non tutti sono uguali. Il concetto di squadra è che loro hanno lo spartito e cercano di fare la musica, io come allenatore do una base di gioco e loro mettono in atto”.   Quanto conta il talento? “Sicuramente tantissimo, chi tratta meglio il pallone è un artista, ma non è detto che 11 artisti battono 11 artigiani. I più forti sono quelli che corrono più veloce e si deve cercare di formare una miscela. Il talento conta tantissimo, il problema è non sentirsi arrivato, ma lavorare”.   Ore 20:00 – Uno Zeman a 360° passa dall’ironico alla seria osservazione sulla situazione dell’Italia attuale e così conclude l’incontro: “Ho la macchina elettrica visto quanto inquino con il fumo”. Ai giovani dice: “Svegliatevi, andate avanti. La situazione dell’Italia e’ drammatica, ma tanta gente non se ne rende conto. Serve agire non dire non ‘posso’  

       

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