Le sue parole: "È normale che qualcuno si sia fatto vivo. Ci sono squadre che stanno cercando l'allenatore. Voglio restare qui ma devo capire dove vogliamo andare. E in che modo"
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Cesc Fabregas, tecnico del Como nonché uno dei più chiacchierati del momento (soprattutto in casa Roma), ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport nella quale si è soffermato anche sul suo futuro. Queste le sue parole:
Quando si conoscerà il futuro di Fabregas? "Non lo so, niente è ancora deciso. Ho bisogno di una breve sosta a fine campionato, di un attimo di respiro prima di sedermi al tavolo con il Como... Mi ritengo molto fortunato perché qui la gestione del quotidiano è uguale tanto che si vinca quanto che si perda. Il confronto è costante. Pretendo molto, è vero, perché una cosa che Conte mi ha insegnato e ha ripetuto giorni fa è l'essenza del nostro lavoro. Il fondoschiena sempre a rischio è solo quello dell'allenatore, è una questione di aspettative interne e esterne".
Confermi? Como la priorità? "Devo capire dove vogliamo andare. E in che modo. Si, la priorità è il Como".
È evidente che non hai preso impegni con altri. Del resto non me lo diresti. "È normale che qualcuno si sia fatto vivo. Ci sono squadre che stanno cercando l'allenatore o il giocatore. Chiamano e ci sta. È così, non dobbiamo dire bugie alla gente. Capita ovunque. Pensi che Simeone in tutti questi anni non l'abbia chiamato nessuno? Eppure è ancora all'Atletico. Esiste un timing per tutte le cose".
La Roma ha cercato tanto te quanto Emery. "Emery è bravissimo, all'Aston Villa ha un progetto molto interessante".
E poi al suo fianco c'è Monchi, che a Roma è stato. Potrei aggiungere purtroppo. "Quando ero al Chelsea mi cercò per la Roma. Stavo attraversando un momento difficile. Conte, appena arrivato, impiegava Matic e Kantè in mezzo al campo nel 3-4-3. Sono situazioni che si verificano, ma non la stavo vivendo bene. Ho dovuto spingere tantissimo per farmi apprezzare da lui e trovare spazio. Bene, in quel periodo parlai con Monchi per la Roma e Gazidis per il Milan. Mi volevano entrambi".
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