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Getty Images
"Non piaccio agli allenatori esperti del campionato? Sembra di no, non lo so". Così Fabregas ha chiuso le sue interviste televisive dopo la vittoria contro la Roma. Quel "sembra" però, è di troppo perché il tecnico spagnolo ormai da due anni è sempre protagonista di battibecchi, più o meno accesi, con diversi colleghi, soprattutto con quelli più navigati. L’episodio di ieri con Gasperini è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Che tra i due non scorresse buon sangue si era già capito nella gara d’andata, ma questa volta il botta e risposta a distanza ha assunto toni ancora più duri. “Gasperini mi ha mancato di rispetto”, ha dichiarato Fabregas a Dazn. “Non stimo i loro comportamenti in campo e in panchina”,ha replicato il tecnico giallorosso. Tutto sarebbe nato da una mancata stretta di mano a fine partita, lo stesso motivo che in passato aveva acceso il diverbio con Massimiliano Allegri. Nel match d’andata, infatti, il tecnico rossonero era rientrato negli spogliatoi senza salutare lo spagnolo, che poi in sala stampa non aveva perso l’occasione per sottolinearlo. Ma ad alimentare la tensione tra i due era stata soprattutto la contrapposizione, tanto cara ai social, tra risultatisti e giochisti. “Il risultatismo piace tanto qua in Italia. Quelli a cui piace vedere il calcio penseranno che il Como, otto volte su dieci, la vince”, aveva detto Fabregas. Parole che Allegri non aveva affatto gradito. Nel match di ritorno a San Siro, invece, gli animi si sono surriscaldati ancora di più. Fabregas, nel pieno dell’agonismo, ostacola Saelemaekers che stava provando a rialzarsi dopo un contrasto. Un gesto che ha fatto infuriare la panchina rossonera e, in particolare, Allegri, che nei corridoi di San Siro si era rivolto al collega senza mezzi termini: “Serve più rispetto. Sei un bambino, hai cominciato ad allenare ieri”. L’antipatia di molti allenatori nei confronti di Fabregas, però, parte addirittura ad un Como-Monza terminato 1-1. In quell’occasione il battibecco era stato con Alessandro Nesta che, rispondendo alle accuse del collega sul pressing uomo contro uomo, aveva replicato con ironia: “Anni fa ci dicevate che facevamo il catenaccio e non andava bene, adesso veniamo avanti e non va bene? Ditecelo voi, mandateci un fax…”. Poi sono arrivati anche gli scontri con la panchina del Bologna e con Tudor che, dopo aver evitato persino di nominarlo definendolo soltanto “l’allenatore del Como”, aveva liquidato la polemica con una frase tanto semplice: “Fabregas può dire quello che vuole”. Insomma, il lavoro di Fabregas sta sorprendendo tutti, detrattori compresi. Ma i suoi comportamenti in panchina e davanti alle telecamere continuano a far discutere. E a quanto pare, non è solo Gasperini a pensarlo.
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