Europa League, Garcia: “Roma piazza più difficile al mondo”. Keita: “Domani per vincere abbiamo bisogno dei tifosi” – AUDIO – VIDEO

Le parole del tecnico e del centrocampista alla vigilia del match di ritorno di Europa League contro la Fiorentina

di Redazione, @forzaroma

La Roma ad un bivio. Vincere e volare nei quarti di finale di Europa League, oppure continuare a sprofondare nella crisi. La pressione per questa gara è tanta, soprattutto dopo la sconfitta in campionato contro la Sampdoria. La sente Garcia, la sentono i giocatori, la sente tutto l’ambiente. Una pressione che fa dire all’allenatore francese come questa sia “la piazza più difficile del mondo”. Una piazza dove, però, è ancora possibile puntare a vincere. “Io non sarò mai un peso, perchè ho imparato ad innamorarmi di questa città e di questa Roma. Il giorno in cui sentirò che non potrò più essere un valore aggiunto per la società per vincere trofei, mi farò da parte. Fin quando mi seguiranno, però restero qui e seguirò il mio sogno di vincere qui”. Vincere. Questo aspettano da tanti anni i tifosi romanisti, che non alzano un trofeo dall’era in cui sulla panchina giallorossa c’era Luciano Spalletti. Chi invece è nella capitale solo da pochi mesi è Seyodu Keita, il quale, grazie al suo carisma ha conquistato sia lo spogliatoio che i supporters giallorossi. “I tifosi sono importantissimi, se domani la Roma vince, vincono tutti. E’ normale che ora siano arrabbiati, perchè non siamo all’altezza delle aspettative. Domani senza il loro aiuto sarà più difficile vincere, faccio loro un appello: non lasciateci soli. Io ora sono qui, ma domani potrei essere in un altro club. La Roma invece ci sarà sempre, così come i suoi tifosi”. Questo il Keita pensiero. Rafforzato poi dallo stesso Rudi Garcia. “Ci fa piacere giocarci la nostra qualificazione davanti ai nostri tifosi. Vogliamo avere i tifosi dietro di noi”.

 

Altri due calciatori finiti nella bufera dopo la sconfitta contro i blucerchiati. Iturbe e Gervinho. Il primo, nonostante i tanti milioni spesi per lui, non sta rendendo secondo le aspettative. Il secondo, invece, non sembra più lo stesso da quando è tornato dalla Coppa D’Africa e non incide più nel gioco della Roma. “Se si parla del campionato loro devono segnare di più e hanno le capacità di farlo. Se parliamo in Europa Gervinho ha segnato tanto e anche Manuel ha giocato bene pur essendo infortunato. Ho anche altri attaccanti, ma parlando di Gervinho è lo stesso giocatore che faceva alzare l’Olimpico l’anno scorso”. Il vero problema della squadra giallorossa, infatti, sembra essere la sua scarsa capacità di capitalizzare le occasioni che crea. Totti e compagni hanno segnato solo tre reti nelle ultime cinque partite e domani, anche se potrebbe bastare lo 0-0, sarebbe sicuramente meglio se si riuscisse a finalizzare il più possibile quanto creato, a prescindere dal modulo che Garcia utilizzerà contro i viola. “Abbiamo usato tre moduli di gioco. Non è questo che cambia qualcosa. Cambia se si riesce a segnare. Due giorni fa abbiamo perso una partita dove abbiamo giocato molto meglio di altre partite dove avevamo pareggiato. Finchè avremo occasioni sono tranquillo. Il problema della sconfitta di due giorni fa è che arriva dopo tanti pareggi”. La Roma deve rialzare la testa e l’Europa League fin’ora ha dimostrato di poter essere un buon diversivo dai tanti passi falsi effettuati in Serie A.

Ecco le parole di Rudi Garcia e Seydou Keita in conferenza stampa alla vigilia del match di ritorno di Europa League contro la Fiorentina.

Domanda a Keita:
E’ questo il momento più difficile della stagione?
Si, questo sia il momento più difficile ma domani abbiamo un’opportunità importante, l’opportunità di vincere. E’ una partita molto importante per noi, il calcio è così esistono momenti buoni e altri meno buoni. I campioni nel momento della difficoltà alzano la testa, continuano a lavorare per cambiare le cose e già da domani possiamo cambiare centrando la qualificazione

 

Domanda a Keita:
L’altra sera ci sono stati dei fischi da parte dei tifosi al termine della partita. Dalla tua esperienza ti senti di dare un consiglio ai tuoi compagni per come si può uscire da questa crisi?
Un club è composto da tre cose: i calciatori, la società e i tifosi. I tifosi sono importantissimi, in particolare nelle partite in casa. Se domani la Roma vince, vincono tutti. E’ normale che ora siano arrabbiati, perchè non siamo all’altezza delle aspettative. Domani senza il loro aiuto sarà più difficile vincere, faccio loro un appello: non lasciateci soli, sosteneteci, aiutateci. Per un giocatore è più difficile giocare bene quando viene fischiati, o contenstati. I tifosi rappresentano il club. Io ora sono qui, ma domani potrei essere in un altro club o smettere di giocare. La Roma invece ci sarà sempre, così come i suoi tifosi

https://youtu.be/iguqnpsAjrY

Domanda per Garcia:
L’altra sera dopo la Samp ha detto che non vuole essere un peso e a fine stagione si vedrà. E’ cambiato qualcosa tra lei, la società e la piazza?
Non è una contraddizione essere ambizioso e voler vincere, con quello che ho detto l’altra sera. Io volevo rassicurare questa piazza e la gente da qui. Io non sarò mai un peso, perchè ho imparato ad innamorarmi di questa squadra e di questa Roma. Il giorno in cui sentirò che non potrò più essere un valore aggiunto per la società per vincere vittorie e trofei, perchè sono venuto per questo, mi farò da parte. Fin quando mi seguiranno, però resterò qui e seguirò il mio sogno di vincere qui. Sono venuto per questa cosa, voglio vincere qui dopo aver sognato di farlo. In questa piazza, che forse è la più difficle del mondo, si può ancora vincere. Io sono inflessibile su me stesso, questa è la cosa importante. A fine anno faremo i conti, come sempre, come al solito

Domanda per Garcia:
Manca qualcosa nello spogliatoio? Non so una sedia… Si è parlato molto del confronto tra lei e la squadra
Lo spogliatoio è sacrosanto e quello che si dice nello spogliatoio rimane tra la squadra e l’allenatore. Quello che posso dire è che nello spogliatoio ci sono panchine ma non ci sono sedie

Domanda a Keita:
Ad inizio anno la Roma chiudeva le partite, ora no. Cosa è cambiato da qualche mese ad oggi?
Quello che è cambiato, è che nel calcio si alternano momenti positivi e negativi. In questo momento stiamo fallendo diverse occasioni come con la Sampdoria. Cosa dobbiamo fare? Continuare a lavorare e se lo faremo bene le cose cambieranno in positivo e si ritornerà a giocare come prima

 

Domanda per Garcia:
Gervinho e Iturbe segnano poco, però, nelle ultime partite giocano quasi sempre titolari. Li sta aspettando? O li considera i migliori attaccanti che ha a disposizione?
Sono due casi differenti. Se si parla del campionato loro devono segnare di più e hanno le capacità di farlo. Se parliamo in Europa, Gervinho ha segnato tanto e anche Manuel ha giocato bene pur essendo infortunato. Ho anche altri attaccanti, non ho solo loro due, ma parlando di Gervinho è lo stesso giocatore che faceva alzare l’Olimpico quando faceva vincere la Roma l’anno scorso. Deve ritrovare in campionato il suo livello dell’Europa. Le due partite di Rotterdam non erano l’anno scorso. Su Manuel è differente, ha dovuto adattarsi al nostro gioco ed è stato infortunato. Lui se non è  al 100% non può esprimere la sua qualità. Io però ho totale fiducia in tutti e due e anche in tutti gli altri miei giocatori

 

Domanda per Garcia:
Quando le cose andavano bene lei era considerato un re. Ora invece viene considerato quasi l’unico colpevole. Si sente colpevole davvero di questa situazione?
Mi conoscete, io non mi esalto mai quando le cose vanno bene e non mi abbatto quando vanno male. Io sono sempre misurato, per questo sono tranquillo, come ha detto Seydou dopo la pioggia viene il sole. Dobbiamo tornare a far risplendere il sole coma ad inizio anno. Lasciate stare i giocatori, loro mettono sempre tutto in campo. Io mi prendo tutta la colpa, loro hanno bisogno di giocare con la voglia e con l’aiuto. Dalle critiche sembra che lottiamo per la salvezza e siamo già fuori da tutto. Abbiamo la voglia di passare il turno e la nostra concentrazione è solo su quello. Se abbiamo successo potremo andare avanti, i ragazzi devono avere la testa tranquilla. Ci fa piacere giocarci la nostra qualificazione davanti ai nostri tifosi. Vogliamo avere i tifosi dietro di noi

 

Per Keita:
Il mister ha detto che questa è la piazza più difficile del mondo. Sei d’accordo?
E’ chiaro che le critiche sono normali. E’ giusto accettarle, io in questo momento non sono contento ma come ho detto dopo il mal tempo arriva sempre il bel tempo. A livello di pressioni ci sono due fattori: stampa e tifosi. Loro possono aiutarci a vincere la partita, mentre i giudizi della stampa sono meno importanti, perchè cambiano a seconda dei risultati. Sono sicuro che quando riprenderemo a vincere anche voi cambierete la vostra opinione. Quello che mi preme è che i tifosi siano con noi, che ci sostengano perchè anche loro come noi vogliono vincere domani

 

Per Garcia:
In cosa Roma le sembra la piazza più difficile del mondo?
Voi lo sapete meglio di me, perchè ne fate parte. Tifosi, comunicazione, un po’ tutto. Ora non è importante parlarne, è importante la squadra. A fine anno parleremo di tutto. O all’inizio dell’anno prossimo, altrimenti prendete la squadra più corta

 

Per Garcia:
La Roma ha cambiato spesso modulo sia in corsa che in partenza. In queste settimane ha pensato col suo staff di fare accorgimenti tattici per far tornare efficace questa squadra sia nel possesso palla che nella finalizzazione?
In queste ultime settimane abbiamo usato tre moduli di gioco. Non è questo che cambia qualcosa. Cambia se si riesce a segnare, perchè ti cambia una gara. Due giorni fa abbiamo perso una partita dove abbiamo giocato molto meglio di altre partite dove avevamo pareggiato prima, come col Parma o col Chievo. Finchè avremo occasioni sono tranquillo.Una squadra che non ha occasioni è in difficoltà. Il problema della sconfitta di due giorni fa è che arriva dopo tanti pareggi, altrimenti per come è arrivata poteva starci. Il problema è che è arrivate dopo gare di basso livello. Non voglio che i giocatori pensino che due giorni fa era tutto da buttare. C’ è da appoggiarsi sulle cose buone che facciamo e vinceremo le partite solo se ci appoggiamo sul gioco. Va bene il carattere, l’orgoglio ma il gioco è fondamentale. E per fare questo dobbiamo avere fiducia e c’è bisogno dell’appoggio dello stadio come già ha detto Seydou

 

Per Garcia:
Gli ultimi allenatori se ne sono quasi tutti andati via per scelta. Questa è una piazza difficile specificatamente per gli allenatori?
Non lo so, può esserlo anche per i giocatori, come ha detto Seydou. Io non mi arrendo ai primi momenti di difficoltà e spero che ce ne siano tanti anche in futuro, anche se non in questa stagione, perchè ne abbiamo già avuti abbastanza. Come ho detto dopo la Sampdoria, finchè non finisce la stagione io ci sarò, spingerò i giocatori e tutti quelli che hanno bisogno di essere spinti. Come ho detto sarò io il primo a lottare

 

FINE

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