"Il giusto amalgama. E' ciò che cerca Rudi Garcia per la sua nuova Roma. Gli agrodolci risultati della tournée americana hanno prodotto qualche malumore in seno alla tifoseria, già desiderosa di ammirare una squadra perfetta, pronta a lanciare l'assalto allo scudetto. Ci vuole pazienza, ovvio. Soprattutto per riammirare la magica orchestra dello scorso anno, con l'aggiunta dei nuovi. E che nuovi: Iturbe, Cole, Keita, Astori e non solo. Calma e gesso, dunque, nella piena consapevolezza del valore oggettivo del gruppo. Garcia ha a disposizione tutto: esperienza, freschezza, gioventù. Il necessario per fare bene. Ora ed in futuro. Sabatini negli ultimi due anni ha perfezionato una rosa che adesso sforna un giusto mix. Non più un eccesso smisurato di giovani promesse, e nemmeno un frigorifero ripieno di prodotti ormai ad un passo dalla scadenza. Il mix, come detto. Lasciando fuori i ragazzi destinati alla Primavera, possiamo (ad oggi) parlare di 27 giocatori effettivi nella rosa giallorossa. Dividendoli per fasce, riscontriamo una perfetta parità: nove over trenta, nove elementi della “fascia intermedia” e nove under 24.
statistiche
Esperienza, energia, entusiasmo: il mix perfetto della Roma
Over 30, fascia di mezzo ed under 24. Nella Roma di Garcia c'è il giusto mix per vivere una grande stagione
ESPERIENZA – Prima fascia. Gente tosta, che in carriera ne ha viste di cotte di crude. Gente che ha vinto, che ha perso. Ma che soprattutto ha idea di cosa voglia dire lottare e sudare nelle situazioni più dure ed impervie. Partiamo dal portiere. Anzi, dai portieri. Morgan De Sanctis (37) e Bogdan Lobont (36) , che (secondo qualcuno) potrebbero ritrovarsi entrambi alle spalle di Skorupski. Ipotesi difficile da prendere in considerazione, conoscendo il carisma e la personalità (oltre che la bravura) del leone Morgan. Poi, le fasce. Da una parte Maicon (33), dall'altra Cole (34). Sessantasei anni e mezzo in due. Signorini che hanno alzato al cielo la Champions, tanto per dire. L'inglese ex Chelsea vuol proprio imitare il brasiliano, rilanciandosi dopo un paio di stagioni in chiaroscuro. In tema di fasce difensive ci sarebbe anche Balzaretti (33) che continua tuttavia a non offrire le giuste garanzie “fisiche” alla Roma (l'interesse di Sabatini verso Darmian e Santon la dice tutta...). C'è Keita (34), che di coppe dalle grandi orecchie ne ha vinte addirittura due. C'è Borriello (32), destinato a lasciare per la quarta ed ultima volta la Roma. E ci sono soprattutto loro, i totem: Daniele De Rossi (31) e Francesco Totti (38). Certezze storiche, bandiere vere. Con una coppa del mondo da presentare come eterno biglietto da visita.
ENERGIA – L'importanza della classe di mezzo. Uomini pronti, freschi, motivati. Nel pieno del proprio percorso sportivo e professionale. L'asse portante che garantisce il giusto livello di energia. Esperienza sì, ma unita alla voglia tipica di chi ancora in carriera non ha ottenuto il massimo. L'emblema della “categoria” è la coppia difensiva giallorossa, formata da Medhi Benatia (27) e Leandro Castan (28). Un duo sfavillante, da non smantellare (occhio allo United...). Astori (27) si unisce a loro, proponendosi come alternativa di lusso. Sulle fasce, per consentire a Maicon e Cole di rifiatare, sono pronti Torosidis (29) ed Emanuelson (28), con l'olandese che dovrà cercare di cancellare a suon di fatti le ultime disastrose stagioni in maglia milanista. Ok, ma il passaggio chiave, in effetti, qual è? Quando effettivamente da giovani promesse si diventa calciatori completi e maturi? Difficile dirlo, ma occhio agli esempi di casa nostra. Miralem Pjanic (24) su tutti. Talento incostante e lunatico sino a qualche mese fa, tramutatosi alla soglia dei 24 anni in ragioniere provetto del centrocampo, con ancora (e ci mancherebbe altro, vista l'età) ampi margini di miglioramento. Lo stesso discorso si può fare per il coetaneo Strootman (24) e per Nainggolan (26), altri pilastri essenziali della mediana romanista. Davanti, soltanto Gervinho (27) fa parte della “fascia di mezzo”. Ecco perché forse un'altra pedina (magari un centravanti...) di quell'età potrebbe fare molto comodo.
ENTUSIASMO – Parola che a volte sfiora il concetto di rischio. Perché chi ha troppo entusiasmo, “rischia” di bruciarsi. I giovani, gli elementi identificati nella fascia d'età che arriva sino ai 23 anni. Ecco perché abbiamo escluso Pjanic e Strootman, ritenuti già più maturi degli altri. Ossia, di coloro che vi andiamo a nominare. Partendo dal portiere: Skorupski (23). Una delle scommesse di Garcia e Sabatini, che ritengono il polacco l'ideale erede di Morgan De Sanctis. Fin qui ha giocato pochino, mostrando grandi parate e difettucci da limare. Ha stoffa, si farà. In difesa c'è Alessio Romagnoli (19), il predestinato. L'ultimo dei romani e romanisti con le stimmate del campioncino. Lo scorso anno ha impressionato, spesso fuori ruolo, per diligenza e mentalità. A soli 19 anni non è semplice giocare così. Il punto è un altro: con Benatia, Castan e Davide Astori, quanto spazio realmente ci sarà per Alessio? Se poi arrivasse anche Basa, non sarebbe peregrino ipotizzare un suo “arrivederci” in prestito. Spostandoci al centrocampo, occhio ai futuri allievi prediletti del dottor Pjanic: Salih Uçan (20) e Leandro Paredes (20). Coetanei ed entrambi dotati di tecnica sopraffina. Ora dovranno diventare giocatori, passaggio vitale per il loro futuro. Quindi, davanti, tre personaggi in cerca non d'autore ma di consacrazione: Florenzi (23), il “giovane vecchio”, e soprattutto Mattia Destro (23) ed Adem Ljajic (23). A patto che restino tutti e due a Roma. Il più giovane di tutti? Il baby dei baby? Antonio Sanabria, anni 18 e sprazzi di classe già sfornati in America. Una delle tante chicche del creativo Sabatini, ormai non più un semplice talent scout. Bensì un autentico boss del calciomercato mondiale.
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