Tra dubbi e corteggiamenti, il futuro dell'attaccante ucraino potrebbe essere lontano dalla Capitale
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Solo un anno fa, la Roma pensava di aver trovato in Dovbyk l’attaccante giusto per completare il proprio progetto offensivo. Scelto da De Rossi e acquistato con convinzione dal d.s. Ghisolfi, l’ucraino era stato individuato come il profilo ideale per guidare l’attacco giallorosso, forte di una stagione da capocannoniere in Liga con il Girona e un investimento importante: 30 milioni più 5 di bonus. Oggi, però, tutto è cambiato. L’arrivo di Gasperini in panchina e di Ricky Massara nell’area sportiva ha aperto un nuovo corso tecnico e con esso anche una revisione delle strategie. L'ucraino non ha convinto del tutto nella sua prima stagione e, sin dai primi giorni di ritiro, sono riemerse incertezze sul suo ruolo e sulla sua centralità nel progetto. Ai problemi di ambientamento si sono aggiunti quelli fisici: l’attaccante è fermo da oltre una settimana, e la sua assenza comincia a pesare, soprattutto agli occhi del nuovo allenatore. Nel frattempo, il mercato si muove: sondaggi concreti sono arrivati sia dall’Italia che dalla Premier League, e la Roma, pur non avendo ancora avviato trattative, non considera più Dovbyk incedibile. Di fronte a un’offerta da oltre 40 milioni, il club è pronto a riflettere. Quello che doveva essere l’attaccante del futuro, oggi rischia di diventare un nome sacrificabile: un segnale evidente che il progetto giallorosso sta prendendo una direzione diversa rispetto a quella immaginata solamente un anno fa.
Dovbyk, l'infortunio, Ferguson e quella felicità mai trovata a Roma
Quando la Roma ha deciso di puntare su Dovbyk la scorsa estate, lo ha fatto con convinzione e una spesa importante: 30 milioni di euro più 5 di bonus. Un investimento da attaccante vero, reduce da una stagione straordinaria in Liga con il Girona, coronata dalla vittoria nella classifica marcatori. In giallorosso, Dovbyk ha chiuso con 17 gol e 4 assist: numeri solidi, che raccontano una stagione tutt'altro che fallimentare. Ma nonostante questo, non è mai scattata la scintilla. Il legame con l’ambiente non si è mai consolidato, e nei cuori dei tifosi romanisti l’attaccante ucraino non è riuscito a entrare davvero. Forse a pesare sono stati anche i pensieri e le preoccupazioni per la guerra nel suo Paese, che inevitabilmente ne hanno influenzato il vissuto personale. Forse, semplicemente, mancava quella connessione istintiva che certi giocatori riescono a creare sin da subito.
E ora, mentre Gasperini era pronto a ripartire da lui per costruire il proprio attacco, le cose stanno prendendo un’altra piega. Dovbyk è fermo da oltre una settimana per un infortunio che continua a tenerlo fuori dai giochi nel momento cruciale della preparazione. E nel frattempo, sotto gli occhi del nuovo allenatore, Ferguson - giovane, esplosivo, con fame e piedi buoni - si sta prendendo la scena a suon di gol e prestazioni convincenti. Gasperini lo studia, lo prova, lo valorizza. E se Dovbyk resta ai box, le voci di mercato si fanno sempre più forti: club di Serie A e Premier League hanno bussato alla porta, e la Roma non ha chiuso. Tutt’altro: davanti a un’offerta superiore ai 40 milioni, potrebbe aprire a scenari inattesi. Il centravanti che doveva rappresentare il futuro giallorosso ora rischia di essere superato prima ancora che la nuova stagione inizi. E quella felicità mai trovata, a Trigoria, sembra allontanarsi un po’ di più.
Gasp e quel sogno chiamato Hojlund
Il sogno di Gasperini ha un nome: Rasmus Hojlund. Il tecnico piemontese lo ha sempre amato per le sue straordinarie caratteristiche tecniche e fisiche, che lo hanno reso un vero e proprio prototipo dell’attaccante ideale per il suo gioco. Già ai tempi dell'Atalanta, Gasperini aveva intuito il potenziale del giovane danese, che con la sua potenza, velocità e attitudine alla profondità si era subito messo in mostra come un centravanti moderno, perfetto per il calcio ad alta intensità del Gasp. Ora, a distanza di tempo, l'allenatore giallorosso non ha mai smesso di sognare il ritorno del giocatore, che dopo l'esperienza a Bergamo ha fatto il grande salto al Manchester United, dove però non è riuscito a replicare le performance straordinarie viste in Italia. Gasperini vede ancora in Hojlund una macchina da gol, capace di tornare ai livelli che avevano fatto impazzire la Serie A e che tanto avevano entusiasmato i tifosi della Dea. Con la Roma, il tecnico potrebbe rilanciare il giovane danese e riportarlo ai suoi massimi livelli, sfruttando il suo gioco verticale e il fiuto per il gol.
La squadra di Amorim, proprietaria del cartellino del danese, non lo considera incedibile, ma la richiesta economica è tutt’altro che bassa. Si parla di oltre 40 milioni di euro, una cifra alta che rende l’operazione difficile da portare a termine per la Roma, specie se il club dovrà fare i conti con il budget limitato. Tuttavia, qualora Dovbyk dovesse davvero lasciare Trigoria - con il mercato che lo ha visto al centro di sondaggi da parte di club italiani e inglesi - la Roma potrebbe decidere di concentrare tutte le proprie risorse su Hojlund. L'arrivo di Rasmus nella capitale rappresenterebbe un nuovo capitolo nella storia di Gasperini e della Roma. Un’unione che potrebbe riportare Hojlund al top, con l’allenatore che ha saputo valorizzarlo, in un ambiente che lo potrebbe finalmente accogliere come protagonista.
Federico Grimaldi
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