Dotto: “Roma, Di Francesco è inadeguato. Il rigetto dei calciatori è una sentenza”

Il giornalista si scaglia contro il tecnico giallorosso: “Ora Pallotta lo rimandi in contesti più adeguati, bisogna cambiare prima che sia troppo tardi”

di Redazione, @forzaroma

Il pareggio a reti bianchi contro l’Atletico Madrid ha soddisfatto soltanto una parte del mondo Roma. Tanti, infatti, sono rimasti delusi dalla prestazione contro gli spagnoli. Tra questi c’è anche il giornalista Giancarlo Dotto, autore di un lungo pezzo su Dagospia in cui si scaglia contro Eusebio Di Francesco. Ecco uno stralcio del suo articolo:

“James Pallotta non sa di calcio, ma sa di uomini (e di stadi). (…) James ha dalla sua l’entusiasmante brutalità del rullo compressore. (…) Nel mirino ora, dopo la gita all’Olimpico, c’è già il buon Eusebio. Tanto più appassionato quanto più inadeguato. Pallotta ne sta decifrando l’inadeguatezza. E mica perché l’abruzzese gioca il 4-3-3 piuttosto che il 3-5-2. Da vero cacciatore di teste e di qualunque cosa, il boss fiuta l’inconsistenza tremula di chi gli si para davanti. Ne misura la pochezza dei suoni e l’opacità dei lampi. I balbettii spacciati per grida.

Non solo lui, a dire il vero. Il guaio per l’onesto Difra è che a misurare l’inconsistenza del leader cominciano, e non da ieri sera, i calciatori (…). Gente come Dzeko, Nainggo, Strootman, lo stesso De Rossi, in cuor suo, onesto, leale, capace di mentire qualche volta al mondo, mai a se stesso.

Il rigetto dei calciatori è una sentenza. (…) Nulla di subdolo o riprovevole. Questa è la parte sana dei calciatori. Rigettano chi non sta dalla loro parte o chi non ha abbastanza bastone carismatico per abbassarne la cresta. Il calcio lo fanno i calciatori. Il rigetto dei calciatori è l’anticorpo che salva una squadra. Se Pallotta imparasse a fidarsi solo di loro o di se stesso, anche quando si tratta di pallone, dovrebbe decidere oggi stesso di chiedere scusa a Di Francesco e rimandarlo in contesti più adeguati dove tentare tutta la chirurgia necessaria per cambiare maschera, voce e storia.

(…) Ci sono tutti, ma proprio tutti, gli elementi per capire già qui e ora che questa Roma, la Roma umiliata dall’Atletico (un giorno vi racconterò la vera storia del mitologico Alisson da Porto Alegre a Trigoria), costretta a difendersi come una minus habens, e prima ancora dall’Inter con l’alibi della mala sorte e dall’Atalanta con quello della buona sorte, deve cambiare all’istante il suo conducator prima che sia troppo tardi.

Mi risulta stupefacente come, a questi livelli, i livelli di un club come la Roma, non ci si renda conto di come la prima qualità da perlustrare di un candidato sia la sua dote carismatica. (…) Prendi Di Francesco. Prova ad accostarlo a un aggettivo subliminale. Non ne trovi uno. Zero. Ragazzo splendido a farci un picnic in una banda di boy scout, ma zero carisma, zero follia, zero perversione. Faccia buia e voce chioccia. Non è lupo e non è lampo. Non è suono. Le sue comunicazioni pubbliche sono strazianti.

E così prova a confondersi facendo la voce grossa. Ma è voce che non passa. Non è mai un titolo Eusebio. Non è mai un esclamativo. (…) Dalle sua parti non latita mai una domanda appena inquietante. Non passa con noi, come volete che passi con la scafatissima banda che dovrebbe governare?

(…) A Bergamo e contro l’Atletico la Roma si è aggrappata poveraccia allo specchio in frantumi della sua identità per salvicchiare una vittoria e un pareggio mai così mortificanti. Dov’è finito il suo calcio fluido e musicale? Nainggo, Strootman e Dzeko erano uomini squadra nel coro di Spalletti, esecutori di uno spartito. In questa Roma sono piccoli, frustratissimi titani che lottano solitari contro il mondo. Ingabbiati in un calcio che non porta da nessuna parte e non lascia altro che fatica e bava alla bocca“.

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  1. zanasi_692 - 3 anni fa

    Amici Romanisti abbiate pazienza!Da sostenitore del Sassuolo vi seguo con affetto,sognerei di festeggiare lo scudetto giallorosso e la salvezza dei neroverdi l’ultima giornata al mapei ma ci vuole tempo! E comunque c’è modo e modo di criticare! Caro Dotto il calcio non lo fanno i calciatori, lo fanno quelli che se ne intendono, e a me pare che lei sia un ottimo tifoso, ma un pessimo intenditore, al contrario di Di Francesco che di calcio ne mastica. Se non si hanno Messi, Ronaldo…e pochi altri in rosa (che mi par di capire la Roma, e nessuno altro in Italia si possono permettere),un giocatore a cui non viene insegnato a esprimere il proprio potenziale,non è altro che un ragazzotto ben pagato in calzoncini che corre dietro a un pallone.Le squadre italiane non possono competere economicamente con tedeschi,inglesi,spagnoli, (e a Roma lo sapete benissimo se avete dovuto vendere Salah e Rudiger indebolendovi oggettivamente!!), e se come nazione vogliamo vincere qualcosa in campo europeo con rose di livello medio-alto (….e non altissimo!!!), possiamo farlo solo esprimendo un gioco superiore. Per cui..caro Dotto, un consiglio..si armi di pazienza, prenda la sua sciarpa giallorossa e vada a sostenere la sua squadra, comunque vada! Lo lasci lavorare e non manchi di fare sentire il suo sostegno alla squadra, all’allenatore, alla società.

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  2. fracn_941 - 3 anni fa

    Pensiero di una banalità estrema, mi chiedo se questo è davvero il livello dei giornalisti che orbitano attorno all’ambiente Romano e Romanista. Un articolo che si poteva scrivere quest’estate, perchè era scontato che un allenatore nuovo e giovane avesse bisogno di tempo per ottenere risultati e gioco, altrimenti si andava a scegliere uno da pronti via come Ranieri, persona magnifica e grande motivatore che dopo un anno però non sai più cosa fartene. Leggo la massima espressione della mediocrità del giornalista romanista, senza voler generalizzare, tutto ciò senza parlare minimamente di calcio! Sì è vero la Roma fatica, non brilla e non appassiona, ma dire che i giocatori lo scaricano quando invece vedo una grande concentrazione ed applicazione da parte di TUTTI. Il carisma non si vede sulla base del tono di voce di inutili e logoranti interviste purtroppo imposte; si vede in allenamento, dalla risposta dei calciatori in campo. Io vedo una squadra dentro le partite per 90′ mentalmente, purtroppo un po’ meno fisicamente, vedo una squadra che gioca in 20 metri e non è facile da affrontare. Mancano ancora gioco, brillantezza e la capacità di gestire meglio i 90 minuti, ma ha giocato 3 partite ufficiali! In una fase transitoria come questa porre l’accento sulla fase difensiva mi pare invece una scelta saggia ed apprezzabile per un allenatore che passa per zemaniano. Non voglio dire che abbiamo trovato il nuovo guru del calcio, questo sarà il tempo a sentenziare, tempo che qui a Roma non c’è mai. Un appella ai giornalisti: non parlate si Roma per qualche mese, grazie! L’ambiente e la squadra non potrà che beneficiarne. Un saluto

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  3. maxgiallorosso - 3 anni fa

    Premetto onestamente. non avrei preso Di Francesco perché non mi è mai piaciuto il 4-3-3 e perché mi sembra troppo gentiluomo per sopravvivere nei veleni che circondano la Roma (e questo articolo denigratorio dopo tre partite ne è la prova inconfutabile). Però vorrei ricordare al sig. Dotto che:
    1) non c’era Di Francesco in panchina quando abbiamo preso 7 ceffoni da Manchester e Bayern
    2) non c’era Di francesco in panchina quando abbiamo perso 0-3 in casa col Porto
    3) se ha voglia di studiare un po’ (mi pare che ne abbia tanto bisogno) vada a vedersi il curriculum in CL di Atletico Madrid e Roma prima dell’arrivo di Di Francesco
    4) al minuto 67 il mister ha rivoluzionato l’assetto della squadra consentendo di mantenere il risultato in una condizione di evidente inferiorità. Magari il grande genio Spalletti avesse dimostrato la stessa umiltà a Lione l’anno scorso, quando sul 2-2 lo vedeva anche un poppante che la squadra era all’angolo come un pugile suonato e non si reggeva più sulle gambe.
    Infine un consiglio: ma se è così bravo, perché il sig. Dotto non si candida ad allenare la Roma o magari a fare il Presidente, così può scegliersi l’allenatore che più gli piace?

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  4. encat - 3 anni fa

    come al solito Dotto-style molto sopra le righe, che a me non piace per niente, ma su Di Francesco purtroppo ha ragione, è una cosa moscia. Tuttavia crocifiggerlo dopo tre partite mi sembra un tantino esagerato, e io non sono certo un suo ammiratore, anzi per me la Roma doveva lasciarlo dove stava, ma ormai è qui e lasciamolo almeno lavorare, se poi è davvero un incapace lo diranno i prossimi mesi. Per me non ce la farà, ma è soltanto una mia opinione personale. Da ignorante vedo una squadra senza gioco e senza identità, svuotata di tutto il lavoro che Spalletti aveva fatto in un anno e mezzo; ma le cose possono sempre migliorare, speriamo
    Sul “rigetto dei calciatori”, non facciano troppo le vittime: sono dei professionisti strapagati, di “lavoro” fanno solo quello, sarà proprio un’impresa tanto impossibile assimilare gli schemi di un nuovo tecnico? E’ Di Francesco che non riesce a spiegarsi, o la squadra gli sta remando contro? Questo non possiamo saperlo
    E poi Dotto dovrebbe spiegarci chi è secondo lui l’allenatore giusto per la Roma, visto che invitava Spalletti a scappare e Di Francesco sarebbe inadeguato. Perché non si candida lui? Magari vinciamo finalmente qualcosa…

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  5. mascos - 3 anni fa

    Signor Dotto lei scrive della roma non sapendo nulla di calcio, mi consenta di dirglielo non sapendone nulla neanche io

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  6. gigisan1 - 3 anni fa

    segue dal primo commento: “se al contrario crede di farcela allora vada avanti senza paura, ma lo faccia, ma non dica di farlo e poi gioca a cinque in difesa come nel secondo tempo”. Nessuno dei tifosi pensa che leisia la soluzione a tutti i problemi ma nemmeno deve essere il contrario di quello che si è visto negli ultimi due anni.

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  7. gigisan1 - 3 anni fa

    Dotto è lo stesso personaggio che invitava spalletti a lasciare Roma perchè è un ambiente di m.. La Squadra gioca male e non si vede alcun miglioramento o, meglio, lo vede solo difrancesco. Non ha molte possibilità di sbagliare perchè le ha già esaurite tutte. Ha perso con l’inter e ha pareggiato in casa con l’atletico. Gli spagnoli sono forti ma la Roma ha giocato in difesa tutta la partita, parliamone.Gent.mo DIFRANCESCO se ha dubbi o crede di non farcela non c’è nulla di male ad ammetterlo e nel bene suo e della Roma valuti seriamente se è il caso di continuare.

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