Dopo tanti no il mastino di Cassino è pronto per il salto

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – V.Valeri) – Non c’è ancora nulla di concreto, ma nelle prossime settimane l’interesse della Roma per Angelo Ogbonna del Torino potrebbe crescere, di pari passo con le esigenze di mercato dei giallorossi.

Presi due terzini e un attaccante, la necessità di Walter Sabatini prima del ritiro di Riscone è quella di trovare un centrale difensivo per Luis Enrique; con l’addio di Philippe Mexes, il ritorno a casa di Burdisso Junior e la fine del contratto di Simone Loria, a Trigoria c’è bisogno di un giocatore – se non due – che possa fare da valida alternativa a Nicolas Burdisso e Juan. Dopo Kjaer, Rolando e Bovo, ecco che il granata potrebbe fare al caso dell’allenatore asturiano. Ogbonna, 23 anni, è nato a Cassino in provincia di Frosinone da genitori nigeriani. Tutta la sua carriera, finora, si è svolta sotto l’egida del club attualmente nelle mani di Urbano Cairo. Ma l’interesse del neo tecnico dei piemontesi Giampiero Ventura per Stefano Guberti, potrebbe aiutare un’eventuale trattativa per portare Ogbonna nella capitale.

SOLO TREMILA EURO Angelo Obinze Ogbonna ha iniziato a giocare a pallone da ragazzino nella nativa Cassino, 140 chilometri da Roma, prima che alcuni osservatori del Torino lo notassero. È il 2002, Angelo non ha nemmeno 14 anni e il club granata lo paga appena tremila euro. No immaginavano minimamente che tipo di giocatore avessero in mano, ma col tempo lo scoprirono. Prima nei Giovanissimi, poi sempre più su fino alla Primavera e nonostante il fallimento della società rimane in Piemonte. Alla fine del 2004/2005, infatti, il Torino vince i playoff di B contro il Perugia, ma il dissesto finanziario della società di Attilio Romero costa l’esclusione dalla serie A. viene fondato il Torino Football Club, che raccoglie l’eredità della vecchia società e aderisce al Lodo Petrucci, iscrivendosi alla B. Il campionato 2005/2006 è l’ultimo di Ogbonna nelle giovanili, ed è anche quello della promozione in A del Toro, giunto terzo tra i cadetti. Alberto Zaccheroni, che a fine stagione verrà poi esonerato, lo aggrega alla prima squadra e l’11 febbraio 2007, ad appena 18 anni, lo fa esordire nella massima serie nella sconfitta 1 – 2 contro la Reggina. Sarannno tre le presenze per Ogbonna quell’anno, dopodiché la società decide di mandarlo a farsi le ossa in C1: il 31 agosto 2007 viene ufficializzato il suo passaggio in prestito al Crotone, col quale disputa 22 gare e sfiora la promozione in B, sfumata ai playoff.

BANDIERA GRANATA Dalla stagione 2008/2009, l’ultima in massima serie del Torino, che già da tre anni è passato sotto il controllo dell’editore Urbano Cairo, Angelo Ogbonna diventa un punto di riferimento per i suoi compagni. È un anno travagliato, con tre allenatori cambiati (inizia Gianni De Biasi, rilevato a dicembre da Walter Novellino, che a fine marzo lasciò il posto a Giancarlo Camolese), ma un unico risultato raggiunto: la retrocessione. Ogbonna scende in campo 19 volte, più 4 in Coppa Italia, e mostra a tutti gli addetti ai lavori le sue doti: forte fisicamente (quasi 1 metro e novanta per 86 chilogrammi), bravo di testa e capace di ricoprire più di un ruolo, qualità non da sottovalutare che lo può annoverare tra i cosiddetti universali del reparto difensivo. Ogbonna nasce come centrale, ma può agire anche a destra e a centrocampo. La sua forza fisica non gli impedisce di essere elegante e pulito negli interventi e non a caso già dal 2005 diversi club inglesi, tra i quali United, City ed Everton, cercano ogni anno di avvicinarlo per convincerlo al trasferimento nello Uk. Ma Angelo ha sempre preferito rimanere in Piemonte, sentendosi a suo agio in un contesto che lo stima e gli ha anche regalato l’emozione della fascia di capitano, indossata per la prima volta il 15 agosto 2010, prima che finisse sul braccio del centravanti Rolando Bianchi.

SCELTA AZZURRA Nonostante le innegabili origini nigeriane, Ogbonna ha sempre voluto vestire la maglia Azzurra. Nel 2009, quando ha già 21 anni, lo chiama il selezionatore della Nigeria, Shuaibu Amodu, per disputare due amichevoli con Irlanda e Francia e promettendogli anche di prendere parte alle qualificazioni e all’eventuale fase finale dei Mondiali in Sudafrica. Ma il difensore di Cassino disse “no, grazie” e attese la chiamata di Pierluigi Casiraghi dall’Under 21, giunta il 12 agosto 2009 per l’amichevole persa a San Pietroburgo contro la Russia. Con gli azzurrini partecipa al torneo di qualificazione per Euro 2011, ma lo spareggio contro la Bielorussia finisce male – i pari età dell’Est ribaltano il 2-0 azzurro dell’andata – e ciò comporta non solo l’esclusione dalla competizione continentale, ma anche quella ben più pesante dai Giochi di Londra. Dopo 8 presenze in Under 21 tra il 2009 e il 2010, ecco che Cesare Prandelli fa cadere la sua attenzione su di lui quando è costretto a sostituire l’infortunato Alberto Aquilani per l’amichevole contro l’Irlanda del 7 giugno scorso. Un dettaglio che conferma quanto detto prima sul suo eclettismo, la sua capacità di ricoprire più ruoli. È la terza volta in trent’anni (esclusi i milanisti negli anni del primo calcioscommesse) che un giocatore di serie B viene chiamato in Nazionale.

CONSACRAZIONENell’ultima stagione di B, ancora una volta travagliatissima per il Torino, tra polemiche societarie e allenatori allontanati, Angelo Ogbonna si conferma giocatore di qualità superiore e scende in campo per ben 35 volte, senza mai segnare ma regalando a Bianchi un assist per l’1 – 1 in casa del Modena nel match del 22 aprile. Per il secondo anno consecutivo, i granata falliscono l’approdo in A, stavolta senza nemmeno passare per i playoff. Un risultato estremamente negativo, nonostante Cairo avesse impostato la squadra con l’unico obiettivo del salto di categoria, che potrebbe anche allontanare – per esigenze economiche – il centrale di origini nigeriane dal capoluogo piemontese. Il suo valore di mercato si aggira intorno a una cifra che supera i 10 milioni, il direttore sportivo Petrachi lo ha già blindato a parole, ma la prospettiva di un grande salto di qualità potrebbe allettare tanto Ogbonna da spingerlo a chiedere la cessione. «È pronto per una grande squadra» dice il suo agente.

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