Donadoni: “Roma tosta e difficile, risultato meritato”

Le parole del tecnico del Bologna al termine del match pareggiato con la Roma

di Redazione, @forzaroma

La Roma si ferma al Dall’Ara: nell’anticipo del sabato di Pasqua, i giallorossi pareggiano 1 a 1 contro il Bologna. Al termine del match, il tecnico rossoblù Roberto Donadoni ha rilasciato alcune dichiarazioni.

DONADONI A SKY SPORT

Ottima prestazione.
La Roma è tosta e difficile, hanno giocato i titolari e sono stati bravi. Potevamo essere più incisivi e lucidi ma il risultato è meritato.

Si poteva cercare quel tipo di soluzione su Palacio con più continuità?
Ci sono state, non siamo stati bravissimi nell’ultimo passaggio, ma abbiamo avuto grande spirito e compattezza. Bravissimo Santurro, non aveva mai giocato neanche in B e ha avuto personalità. E’ un grande professionista e non ha fatto sentire la mancanza di Mirante e Da Costa.

La curva ha fischiato.
Io ho sentito l’incitamento.

Qualcuno voleva Destro in campo al posto di Verdi.
Serviva però un difensore, che non è un difensore. Al posto di Di Francesco è entrato Orsolini. Verdi non ne aveva più, ha fatto una grande partita e sono contento. Qualcuno poi ha sempre qualche consiglio da dare e io li ascolto e li accetto volentieri.

DONADONI IN CONFERENZA STAMPA

Ottima prova, risultato meritato. Peccato per il gol di Dzeko…
Condivido questo riassunto su quello che è stato l’atteggiamento della squadra. Direi che abbiamo fatto un’ottima partita siamo stati sempre molto ordinati, coesi, compatti. Abbiamo avuto qualche occasione sull’1-0 in cui potevamo incidere meglio, poi qualche scelta non precisa e poco lucida ci ha impedito di raddoppiare. Poi la Roma ha messo dentro molti attaccanti, giocatori offensivi ma non abbiamo perso compattezza e questo ci ha permesso di non soffrire più di tanto se non per qualche palla messa dentro o situazioni da palla inattiva. Peccato perché abbiamo perso una buona occasione di fare risultato pieno contro una squadra importante come la Roma che tra qualche giorno andrà ad affrontare un quarto di finale di Champions League contro il Barcellona, con dei giocatori straordinari come Dzeko che come è accaduto oggi alla prima occasione ti fanno gol.

Come valuta l’esordio di Santurro?
Ha fatto un ottimo esordio, un ragazzo che non ha giocato mai nemmeno un minuto in serie b. E’ un ragazzo che all’interno del gruppo è riconosciuto come un grande professionista e con ottime qualità. Ho passato 15 giorni sapendo che Mirante e Da Costa non ci sarebbero stati per una serie di motivi, ma non ho neanche parlato con lui perché mi sono sentito subito tranquillo. Sono contento per lui, è vero che qualche uscita nel secondo tempo è stata sbagliata ma è dipeso anche dalla loro stazza e dal loro peso offensivo. Sono molto felice per lui e gli stessi compagni hanno riconosciuto l’ottima prestazione.

Dopo un’ottima prestazione, ma senza centrale il risultato pieno sono giusti secondo lei i fischi durante la sostituzione di Verdi?
Mi sento davvero di ringraziare i tifosi ed auguragli buona Pasqua. Simone è uscito perché alla fine non ce la faceva più e serviva un difensore, così come quando ho tolto Di Francesco.

Una valutazione su queste prime cento partite?
Una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo. Bella città, ottima società e grande piazza. Faccio a fatica a credere che siano già passate cento partite, il tempo vola. Ringrazio la società che ieri mi ha donato la targa, mi sento in obbligo nei confronti della gente e della società.

Sarebbe più opportuno affrontare la prossima stagione con la sicurezza di un anno in più di contratto?
Va bene così, ora dobbiamo portare a termine al meglio queste ultime 8 gare portando il fieno in cascina. Poi per l’anno prossimo si vedrà senza problemi assolutamente.

Viene da pensare che con l’atteggiamento di oggi qualche pareggio in più si sarebbe potuto ottenere. Lei resta della sua idea di voler provare comunque a vincere?
Non è questione di provare a vincere, è una questione di provare a giocarsi le proprie carte. Questa per me non è una squadra che può giocare solamente aspettando, in funzione dell’avversario deve riuscire a trovare delle contromisure e quei dettagli che alla fine fanno la differenza. Non c’è un preconcetto sotto questo punto di vista, ci sono partite che abbiamo vinto dimostrando di giocarcela a viso aperto e altre che abbiamo perso per delle ingenuità e a volte il risultato è legato anche alla fatalità.

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