Dodò: “Finora ho fatto vedere il 60% delle mie potenzialità. Voglio restare a Roma a lungo”

di finconsadmin

Dopo le anticipazioni dell’intervista a Dodò sul profilo Twitter dell’AS Roma ecco la versione integrale a RomaChannel:

 

Come ha vissuto la ricaduta dal tuo infortunio, nel momento in cui stavi esplodendo?

“Ero dispiaciuto, stavo giocando bene e anche con continuità. Ma queste lesioni vengono ai giocatori che giocano più partite. Mi ricordo che, con la partita di Coppa con la Samp, ero l’unico ad averne giocate tre in una settimana. Ero contento, ma forse ho accusato di più la fatica, non so. Ma queste lesioni sono normali nel calcio”.

 

Siamo al termine del tuo secondo anno in Italia. Si sente di essere maturato o di aver sbagliato qualcosa?

“Era una situazione particolare lo scorso anno. Avevo cambiato paese, il rientro è stato difficile, forse ho sbagliato qualcosa anche io”.

 

In che senso?

“Nell’atteggiamento, nel modo di pensare. Forse avevo una mentalità più chiusa e questo mi ha fatto male”.

 

Ma è maturato anche dal punto di vista tattico. Con l’Atalanta ci aveva detto di essersi scrollato dalla preoccupazione della fase difensiva e dalla paura di sbagliare dal punto di vista tattico.

“I primi mesi qui non sono riuscito a imparare tanto, magari perchè non capivo molto bene l’allenatore e mi sono allenato anche poco. Con Andreazzoli già avevo capito tante cose, quest’anno con il mister ho fatto tutta la preparazione e ho imparato di più. In precedenza forse avevo più queste preoccupazioni tattiche in mente, non andavo molto avanti,restavo molto sulla linea dei difensori. Con l’Atalanta avevo già pensato la partita da fare anche in ritiro, mi sono divertito di più, volevo in modo che mi marcasse l’attaccante che dovevo marcare io”.

 

Cosa ti ha detto Garcia nel periodo del tuo infortunio?

“Cercava di capire come stavo. Il mister ci lascia tranquilli, non ci mette molta pressione, ci parla quando ha bisogno”.

 

Ora non c’è Balzaretti, lei e Romagnoli siete in lizza per il suo ruolo, ma siete molto diversi.

“Il mister ha fatto scelte diverse, anche più difensive. Vediamo per sabato, giochiamo contro una squadra che tiene molto la palla e ci attaccherà molto”.

 

Il suo agente ha detto che abbiamo visto solo il 60% di te, sei d’accordo?

“Un po’ si, sto iniziando a sbloccarmi mentalmente, ho più fiducia e con più tranquillità posso fare di più”.

 

Cosa non ha fatto ancora vedere Dodò?

“Non ho fatto tanti gol, ho sempre creato occasioni per gli altri. Ma devo ancora far vedere tante cose”.

 

Le manca un po’ il gol o una  giocata simile?

“In questi tempi ho avuto anche un po’ di sfiga, le giocate che creo non diventano gol. Mi manca il gol, sicuramente, non ne ho fatti molti ma è una cosa che piace a tutti i giocatori. Qui in Italia sicuramente abbiamo meno spazi che in Brasile, li potevo fare tante giocate in ogni partita. Ma devo far vedere ancora tante cose”.

 

Una linea a 4 tutta brasiliana, De Sanctis capiva qualcosa?

“Morgan è esperto, qualcosa capisce, scherzavamo anche. Ma con lui abbiamo un’intesa anche con uno sguardo, parla solo lui e ci capiamo tutti”.

 

Le sue sensazioni a Roma dopo due anni?

“Mi trovo molto bene a Roma, fuori Trigoria sto bene, qui nemmeno ne parlo. Non ho avuto particolari difficoltà fuori dal campo. Avevo un po’ di paura in passato, quando si trattava di andare all’estero, magari di trovare cose troppo diverse. Le persone qui a Roma sono molto simpatiche”.

 

Le sue difficoltà iniziali erano più legate al calcio?

“Si, legate al calcio all’inizio non potevo nemmeno scendere in campo, per via dell’infortunio al ginocchio. Anche perchè la stagione non andava bene, non eravamo tranquilli a sufficienza per imparare”.

 

Le piacerebbe vivere il tuo futuro a Roma da protagonista?

“Quando ho scelto la Roma sapevo anche che era molto seguita, in Brasile è una delle squadre più famose. Sicuramente ho pensato anche questo, che sarei andato in un posto in cui avrei giocato più di 5 anni del mio contratto. L’idea è questa, restare a lungo. E sto cercando di fare il possibile per far si che ciò si avveri”.

 

Legge molto i giornali?

“Li leggo poco, anche in Brasile non avevo questa abitudine. Sto più sul telefono e su Twitter”.

 

Si ha la sensazione che i giudizi su di lei siano ancora negativi. L’ha avuta anche lei?

“Un po’ si, ma mi sembra anche normale. Non conosco nessuno, nemmeno chi parla male di me. Magari quando conosci una persona fai più fatica a parlarne male, se non conosci una persona puoi dire di tutto. La vivo tranquillamente, l’appoggio dalle persone che sono nella Roma l’ho avuto ugualmente ed è quello che mi interessa”.

 

Con l’Atalanta si è visto un Dodò più “cattivo”?

“Un po’ si, in campo mi trasformo un po’. Fuori sono tranquillo, ma in campo cambio atteggiamento. Forse in qualche occasione l’ho mostrato di più, anche in questa partita”.

 

Mancano 5 giornate, la Juve è lontana ma voi non mollate. Cosa vi siete detti nello spogliatoio, ad esempio dopo Udinese-Juve?

“A noi tocca fare la storia, la penso così. L’abbiamo fatto all’inizio, con le 10 vittorie in avvio, ora ci tocca farne 12 per battere il record di vittorie e il record di punti. E ci tocca anche aspettare la Juve, abbiamo ancora lo scontro diretto e casomai sognare ancora…”.

 

Con la Fiorentina che partita si aspetta?

“La Fiorentina è la squadra che assieme alla Roma gioca il calcio più bello in Italia, lo sappiamo. Hanno giocatori con una tecnica incredibile e giocano molto in attacco. Mi aspetto una bella partita, come lo è stata quella dell’andata”.

 

Possibili tanti gol, ma De Sanctis non sarà molto d’accordo?

“Non lo so, con noi è difficile che ci siano partite con tanti gol, ne abbiamo subiti pochi. Speriamo ce ne siano tanti dei nostri (ride, ndr)”.

 

Come difensore brasiliano, si sente di assomigliare più a Maicon, Dani Alves o Marcelo?

“Non so, sono diverso da tutti e tre. Mi piace di più come gioca Maicon: lo vedo più terzino, magari perchè ha giocato più in Italia rispetto agli altri che giocano in Spagna dove devono difendere anche meno. Mi piace di più come gioca lui, fa tutta la fascia avanti e indietro ed è bravo a difendere, anche sulle palle alte”.

 

Il futuro della Roma, come lo vede?

Ci aspettiamo tutti una buona stagione anche per il prossimo anno. Dobbiamo ancora chiudere questa stagione, che è stata meravigliosa per tutti, per i singoli e per il collettivo. Speriamo di fare una bella stagione anche l’anno prossimo. Non ho mai giocato la Champions, sappiamo che è difficile, ma secondo me possiamo fare bene.

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