Digne: “Sono a Roma per giocare ed arrivare in nazionale”

In un’intervista ad AFP il francese ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare il prestito alla Roma: “Al Paris Saint Germain ho trascorso anni fantastici, ma avevo bisogno di giocare anche per ritrovare la nazionale”

di Marco Cruciani, @marconintytwo

Torna a parlare Lucas Digne. Il terzino sinistro della Roma si è rivelato fino a questo momento un giocatore indispensabile per Rudi Garcia e, a differenza di quanto accadeva a Parigi, in giallorosso ha trovato continuità. In questo inizio di stagione ha già disputato undici gare in campionato, quattro in meno rispetto all’intera scorsa stagione passata tra le file del Paris Saint Germain. Il francese ha raccontato la sua scelta di cambiare maglia in estate in un’intervista rilasciata a AFP: “Ho accettato il trasferimento perché avevo bisogno di giocare. Al Paris Saint Germain c’erano molti grandi giocatori, ma non ho trovato molto spazio – ammette il terzino -. Giocando avrei avuto la possibilità di riconquistare un posto in nazionale, anche per questo ho chiesto di essere ceduto. Ora ho trovato continuità e sono felice. Al PSG ho comunque trascorso un periodo fantastico in cui ho vinto dei trofei. Avrei fatto di tutto per rientrare nel gruppo della Francia, per ora è andata bene e spero di continuare in questo modo. Totti? E’ un mito, come Ibrahimovic. Hanno un qualcosa in più che non riesco a spiegare”.

A tre settimane di distanza, il terzino francese torna a parlare degli attentati di Parigi del 13 novembre scorso. Digne, presente quella sera allo Stade de France, si è detto profondamente colpito dalla tragedia: “Ho vissuto quella vicenda come tutti i francesi. E’ stato un incubo, non ci sono altre parole per descrivere quello che ho provato. Al termine della gara (Francia-Germania ndr) appena abbiamo saputo la notizia siamo rimasti in silenzio nello spogliatoio. Oltre a rifare le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime, non c’è niente da dire. Pochi giorni dopo siamo andati a giocare a Wembley – prosegue il calciatore – ed è stato bellissimo l’omaggio che ci hanno riservato gli inglesi, li abbiamo ringraziati per questo. Noi abbiamo voluto rendere omaggio al calcio a modo nostro. Sapevamo che molte persone sarebbero state davanti al televisore”.

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