DiBenedetto: “Il nostro sogno è lo scudetto e lo raggiungeremo”. Enrique: “Abbiamo un grande progetto”(VIDEO e FOTO)

di Redazione, @forzaroma

Giornata importantissima oggi per la Roma. Alle ore 12.30 si terrà la conferenza stampa di presentazione di Thomas DiBenedetto e Luis Enrique. Il (quasi) presidente giallorosso è giunto alle ore 10.50 al centro sportivo “Fulvio Bernardini”. (Aggiorna la diretta).

Ad accoglierlo oltre 100 tifosi che però non hanno potuto riconoscerlo visti i vetri scuri delle auto sulle quali viaggiava il magnate americano

 

ORE 12.10 – Thomas DiBenedetto si starebbe intrattenendo con la squadra prima di tenere la conferenza stampa

ORE 12.30 – E’ tutto pronto. Sul tavolo della conferenza sono presenti le targhe dei protagonisti della conferenza con DiBenedetto al centro.  Baldini non è stato avvistato a Trigoria.

ORE 12.42  – Fa il suo ingresso nella sala adibita per la conferenza stampa Thomas DiBenedetto accolto con un applauso dai cronisti presenti. Ai suoi lati, Cappelli, presidente ad interim, Fenucci e Camiglieri

ORE 12.44 – Apertura di Camiglieri. “AsRoma e Unicredit sono quotate in borsa, quindi tutta una serie di tematiche devono essere affrontate con una certa maniera. Tutto ciò che attiene alle questioni societarie non ancora rese note ufficialmente non potrà trovare risposta in questa sede. Tutti i dettagli relativi all’investimento – budget, investimento, mercato calciatori – saranno oggetto di comunicazione dopo il closing”

ORE 12.46 – Prende parola l’avvocato Cappelli, presidente ad intermi dell’AsRoma: “Vorrei ringraziare la famiglia Sensi per quello che ha fatto in questi anni. Insieme a loro tutti i manager che hanno lavorato per la Roma. La proprietà c’è ed è solida come dimostri il fatto che abbiamo oggi una società pienamente attiva sul mercato. Abbiamo già individuato tutti i manager della nuova società. Baldini ci raggiungerà più avanti al termine del lavoro con la nazionale inglese. La proprietà futura siede accanto a noi. Sapete che il closing ancora non c’è stato, queste sono operazioni che prendono tempo. Però nessuno di noi vive questa situazione con ansia visto che la società c’è ed è operativa”



ORE 12.50 : Prende finalmente la parola Thomas DiBenedetto: “Grazie per essere venuti qui. Vorrei ringraziare Roberto Cappelli ed Unicredit per aver lavorato in modo così stretto con noi e per aver nominato Fenucci, Luis Enrique e gli altri manager. Vorrei ringraziare anche la squadra che ho appena conosciuto e la famiglia Sensi che mi ha preceduto. Sta per cominciare una nuova era che cambierà il modo di fare calcio con un nuovo management. Il nostro sogno è lo scudetto ci vorrà un po’ di tempo ma lo raggiungeremo. E’ una nuova concezione di fare calcio”

ORE 12.55 – Si presenta alla stampa anche Fenucci: “E’ una conferenza a cui non sono abitutato per il numero di persone proveniendo da Lecce e questo fa capire l’ importanza della stessa per Roma e per la Roma. Qualcosa di me già sapete, arrivo da un’ esperienza di 15 anni nel Lecce dove con ‘ un’adeguata organizzazione si sono raggiunti risultati, dal punto di vista sprtivo come da quello aziendale. Porto il mio bagaglio d’ esperienza che spero di mettere al servizio della Roma e della nuova proprietà, che ringrazio (oltre a quella vecchia) per l’ opportunità concessami. Sono altresì contento di lavorare con professionisti con cui mi legano stima ed amicizia radicate. Grazie a tutti voi ed un caro saluto a tutti i tifosi della Roma”.


ORE 13.00 – Inizia il botta e risposta DiBenedetto-giornialisti. Benvenuto a Roma. Lei si assume una grande responsabilità perchè mai nella storia del calcio italiano c’è stata una proprietà straniera. Ha parlato di sogno che si può concretizzare ma che ci vorrà del tempo. L’ obiettivo nei prossimi 12 mesi? “Formare un team di management sportivo per sviluppare al meglio il nostro business, è tutto incentrato lì e si può comprendere fin dalle prime azioni che abbiamo compiuto. La priorità è ovviamente il risultato del campo, nelle prossime settimane avrem ancora le idee più chiare sul futuro della squadra. Stiamo seguendo dei giovan calciatori, su cui puntiamo, e dobbiamo avere pazienza con quelli già acquistati. Il calcio deve venire al centro di tutto”.

Totti è il simbolo della Roma come lei ha detto. Lui ha risposto di non aver avuto contatti con la nuova proprietà frenando l’ entusiasmo. La prossima stagione sarà di rodaggio, data la perplessità? “Speriamo di vincere lo scudetto il prima possibile, Totti è il più grande giocatore che abbiamo e che ci sia mai stato nella Roma e, forse, in Italia. E’ un campione che vuole vincere, proprio come poi, ma Roma non è stata costruita in un giorno quindi si farà il possibile per dare il massimo fin da subito”.

Quali sono le direttive guida per arrivare ad un calcio meno povero, a partire dallo stadio? “Per quanto riguarda il calcio italiano credo che le squadre possano fare molto di più,per concretizzare il fortissimo amore dei tifosi nei confronti dei club”.

Tre mesi fa ci disse che l’ accordo con la Roma era fatto ed ancora non lo è. Lei ha coraggio ad investire in Italia in un momento economico non facile. “Quello che avviene in Italia accade anche nel mondo, USA compresi, ed ha un impatto pazzesco sulle persone e, nello specifico, sul benessere della squadra. Il progetto Roma è a lungo termine e speriamo che ci saranno le condizioni. Ora la situazione globale del mercato è quella che è ma speriamo che vada migliorando ed a quel punto potremo spiegare ancor di più il nostro progetto. Riguardo il budget di mercato l’ obiettivo è dare flessibilità cercando di accontentare, in modo professionale, le richieste di Sabatini ed il mister. Le decisioni saranno prese dai manager dell’ organigramma. Loro si rivolgono a noi per la parte economica e noi prenderemo le decisioni in base alle loro richieste. I calciatori che arriveranno dovranno adattarsi alla squadra”.

Una domanda rivolta al presidente Cappelli:

Unicredit resterà come partner, la Roma viene definita “bicefala” al momento. Dopo il closing cosa succederà? Cappelli: “Non so se è la definizione giusta quella della ‘bicefala’. Ci deve essere una voce predominante che si esprime, non è nelle corde della banca ricoprire un ruolo simile dal punto di vista tecnico in questa situazione. Non mi risulta che fino ad ora la partnership abbia dato cattiva prova di sè e vogliamo continuare in questo modo. Unidredit può essere utile ma le redini le tiene DiBenedetto ed il suo team”.

Cosa riuscirà a portare della sua esperienza da manager in Italia? In relazione a questo come pensa di affrontare il discorso dello stadio in proiezioni futura? Sia per il nuovo stadio sia in direzione Olimpico vista anche l’aspra polemica che ha fatto la Lazio con il Coni. Ci incontreremo presto con i funzionari del Coni. L’esperienza che ho sviluppato con gli Stati Uniti con i miei partner è che noi abbiamo molta fiducia nello stadio. Abbiamo molta esperienza in relazione a questi progetti Stiamo analizzando la situazione per il nuovo stadio. Una delle aree fondamentale è il marketing. Abbiamo diversi manager che hanno esperienza in questa e noi ci rivolgeremo a loro per sviluppare questo settore e far crescere la Roma.”

Incalza Camiglieri: in Italia c’è stato uno strano freno sulla legge per gli stadi. Era una delle poche leggi fatte in modo trasversale e non si capiscono questi intoppi. Questo è un contributo importante che dovrebbe venire dal Parlamento.

Il vostro approccio è stato almeno nelle intenzioni e nei concetti rivoluzionario per il calcio italiano, anche Sabatini l’ha definita “rivoluzione culturale”. Lei intende provare a cambiare il calcio italiano ed in che modo la Roma potrà recitare un ruolo da grande nelle istituzioni calcistiche? Anche per i diritti televisivi alcune indicazioni da lei fatte non sono state osservate per alcuni periodi. Il mio obiettivo è che la Roma diventi la migliore squadra che possa esserci. Noi cercheremo di aumentare le risorse disponibile per poi avere i giocatori migliori. Sappiamo che ci sono altre squadra che hanno obiettivi seri ed importanti. Cercheremo di fare il massimo per la Roma.

Intramezzo di Fenucci sui diritti televisivi: “in termini economici la Roma è in una situazione di indifferenza se proseguire in una situazione di seguire o meno la proposta dei 15 club. In ogni caso la Roma tenderebbe sposare una visione che premierebbe la meritocrazia”.

E’ corretto dire che avete ereditato una situazione economico-finanziaria meno felice di quella che vi aspettavate all’inizio? Questo può creare problemi nell’immediato? Sappiamo della riduzione del monte ingaggi e volevo chiederle se può parlarsi del sacrificio di De Rossi.Le pare singolare avere a che fare con una squadra campione d’Italia in cui il presidente sia il capo del governo? Io conosco la situazione del Milan il premier ha i suoi modi per arrivare al successo. Noi ammiriamo la capacità di De Rossi e vorremmo che restasse fermamente alla Roma. Lui nasce da questa squadra e tutti conoscono la sua capacità di allenarsi. Lavoreremo insieme a lui in modo professionali per il rinnovo. Circa il bilancio ereditato, i bilanci sono pubblici e potete trarre le vostre conclusioni.

Durante questi mesi c’è mai stato un momento in cui pensava che la trattativa potesse saltare? Si è mai accostato alla Roma in precedenza? “Ho sempre avuto molta determinazione in questo viaggio, ho sempre creduto che c’ erano le basi per delle opportunità da prendere al volo e trasferirle in campo internazionale. E’ l’ obiettivo mio e del mio gruppo per rendere questo sogno una realtà. Ci sono sicuramente state delle difficoltà ma non abbiamo mai smesso di crederci”.

La società è forte ma la dilatazione dei tempi ha causato un po’ di nervosismo. Lei si è reso conto di quanto è importante la presenza fisica della società, soprattutto per i tifosi? “Io ho dei manager a cui ho delegato tanto, tra cui Franco Baldini che faremo di tutto per permettergli di arrivare il prima possibile, spero prima di Ottobre. Per quanto riguarda la mia presenza apprezzo le attenzioni e la passioni dei fan che vogliono sapere tutto di me e della squadra. Credo che pochi altri posti abbiano un’ attenzione così smisurata e Boston, allo stesso modo, è così, con tante radio, talk shows e via dicendo, si disucte tutto anche lì. Vedrete che nei tempi e nei modi dovuti mi vedrete più spesso, forse anche troppo”.

Cosa l’ ha spinta ad acquistare l’ AS Roma e se in futuro si stabilizzerà nella Capitale? “Mi trasferirò a Roma perchè è fondamentale per capire la cultura della città e lavorare con tutti i settori del team. Quello che è successo in passato ora è andato, io amo questa città da quando sono arrivato qui la prima volta e so quanto conta qui lo sport del calcio. E’ una città che ha un respiro mondiale e l’ opportunità che il mio gruppo vede è di esportare il marchio ‘Roma’ nel mondo e da lì si potranno generare anche dei ricavi come in altri club. E’ un’ opportunità reale”.

ORE 13.26 – Inizia la cerimonia di presentazione delle maglie

Entra Alberto de Rossi. Le maglie saranno indossate dai ragazzi della Primavera campioni d’Italia. Sfilano nell’ordine con le nuove maglie:

Mirko Pigliacelli che indossa la nuova prima maglia per il portiere. Luca Antei la prima divisa di gioco con classico colore rosso. Federico Viviani entra con la seconda divisa da gioco. Maglia bianca per lui. Valerio Verre indossa la terza maglia. Gianluca Caprari entra con la maglia tricolore della Primavera con lo scudetto.

ORE 13.31 – Fa il suo ingresso in sala Luis Enrique

Intramezzo di Cappelli: “E’ un gran bel vedere la maglia con lo scudetto sopra. E’ un auspicio anche per il futuro”



ORE 13.35 – Inizia la conferenza di Luis Enrique: La mentalità spagnola che ha portato l’esempio del Barcellona A di Guardiola secondo lei è esportabile anche in Italia visto che ci sono mentalità del tutto diverse? “Scusate per il mio italiano, mi ci vuole tempo e sarà migliore dopo due mesi… o forse due anni… L’ obiettivo era prendere giovani, come con il gruppo che ho portato con me. Abbiamo bisogno di un gruppo di giocatori di livello e di rinforzi per quelli che già sono qui. E’ una società con una nuova proprietà, nuovi dirigenti, che ringrazio per aver scelto il mio staff”.

Lei passa per un allenatore offensivista e la Roma ha avuto la scorsa stagione la peggior difesa. Come ovvierà al problema? Kameni è davvero la prima scelta rispetto a Stekelenburg? “Quando ho parlato con i dirigenti della Roma per venire qui a fare l’ allenatore, la mia idea era di realizzare una squadra con molta qualità e di attaccare facendo buona impressione ai tifosi, facendo innamorare i tifosi essendo una tipologia di gioco molto attraente. Di Kameni non so quando Sabatini mi comunicherà chi sarà il portiere della Roma, ci sta lavorando. Sono entrambe opzioni importanti su cui lavorare per avere alternative di livello”.

Giunge una comunicazione di servizio nel corso della conferenza stampa: “La Fa conferma che il general manager Franco Baldini si unirà all’As Roma la termine del programma di qualificazione di euro 2012 della nazionale inglese”

Riprende la conferenza del mister: Abbiamo parlato di alcuni giocatori come il valore di Totti e di De Rossi. Si parla molto anche di Vucinic. Anche in rapporto al suo modulo di gioco, lei si adopererà direttamente con il giocatore per farlo restare? “Io che ho avuto la possilità di giocare con Totti posso dire che è un grandissimo giocatore. Ci sono tanti giocatori importanti oltre a quelli menzionati anche Perrotta. Abbiamo bisogno di giocatori importanti”

Lei di sicuro ricalca le orme di Guardiola. Ha giocato in grandi club, nella nazionale spagnola. Cosa le ha consigliato l’ allenatore del Barcellona? “Non gioco con la Roma ma la alleno, sono contento del mio staff. Mi sento depositari della scommessa del clubul puntare su giovani dalle idee chiare. Josep è uno dei migliri allenatori al mondo e con la Roma ha purtroppo avuto unrapporto breve”.

Cosa ha detto alla squadra in queste poche ore insieme? Non è un po’ ingombrante il paragone con Guardiola? Abbiamo avuto tre allenamenti soltanto, siamo all’ inizio di un lavoro interessante ma l’ ho vista poco, notanto soprattutto l’ atteggiamento dei calciatori stessi. Il paragone con Guardiola interessa molto i giornalisti ma io sono molto lontano da lui, il lavoro dirà tutto e con il lavoro si vince qualcosa di importante.

Lei ha giocato e allenato un club prestigiosissimo, il Barcellona. Bisognerebbe dire ai tifosi le reali aspettative sue e della squadra per la prossima stagione. “Non abbiamo ancora la squadra completa quindi non so rispondere. Posso assicurare ai tifosi che la squadra mirerà a vincere ogni partita ed il mio non sarà un modo di giocare difensivo. Non conosco bene la squadra perchè sono arrivato da poco

Pare di capire che ci vuole molta pazienza per questo processo di rifondazione della squadra. Un messaggio chiaro va dato (come insistere sui giovani). Sarete disponibili a chiedere chiaramente pazienza alla passione dei romanisti?

DiBenedetto: “Ci vorrà pazienza perchè il talento che stiamo portando a Roma è altissimo anche se alcuni di questi giovani calciatori sono molto giovani. Quelli che hanno più esperienza daranno sicuramente il miglior esempio ai più giovani e man mano che le promesse cresceranno verranno amate dai tifosi, come con i bambini. Sono certo che Luis Enrique e il suo staff faranno il massimo per rendere la squadra competitiva il più possibile e il prima possibile”.

Luis Enrique: “Non è un progetto che si va a concretizzare in un mese, si concretizzerà con il lavoro e con il tempo. Mi piace la tranquillità che trasmette il presidente in un cambio di identità così delicato. Mi piace anche l’ insieme tra frescezza ed esperienza. Nel calcio dipende tutto dai risultati e non ha memoria, io cercherò il credito che meriterò. Se dovesse andare male ci sarà qualcuno che prenderà il mio posto”.

Luis Enrique, cosa serve davvero alla Roma per essere competitiva? DiBenedetto, perchè tra Roma e Premier League ha scelto l’ Italia alla fine?

DiBenedetto: “Io sono Tom DiBenedetto. Ho origini italiane”

Luis Enrique: “Stiamo lavorando da un mese con Sabatini, quando avremo la rosa completa si verificherà tutto”.

In Spagna si dice che Luis Enrique importerà a Roma il modello blaugrana… è realmente possibile una cosa simile? “Non intendo portare a Roma il modello del Barcellona ma un’ idea simile. Il sistema di gioco dipende dai calciatori, con lo staff tecnco si deciderà la modalità di gioco più conveniente per la squadra stessa. Quando un calciatore arriva in una squadra e in una città, da qualsiasi parte del mondo, diventa automaticamente di quella squadra”.

ORE 14.00 – Termina la conferenza stampa di presentazione

 

 


 

 

 

 

Dall’inviato di ForzaRoma.info

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