Di Francesco: “Zaniolo non va pressato. Ora lavoriamo da squadra” – AUDIO – FOTO – VIDEO

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Le parole del tecnico in conferenza: “Il Porto sia un punto di partenza. El Shaarawy a rischio. Ora ci servono i risultati”

di Redazione, @forzaroma

La Roma continua la rincorsa al quarto posto. Nel posticipo della 24esima giornata all’Olimpico arriva il Bologna di Mihajlovic: appuntamento domani sera alle 20.30 allo stadio Olimpico. Alla vigilia del match Eusebio Di Francesco ha parlato in conferenza dalla sala stampa di Trigoria.

La conferenza stampa di Di Francesco

Cosa si porta dietro dalla partita col Porto?
Abbiamo speso tanto dal punto di vista fisico e mentale, ma la squadra ha dimostrato di avere maggiore equilibrio sotto tutti i punti di vista, sapendo quando è il momento di soffrire insieme. Abbiamo lavorato da squadra. E’ un punto di partenza e non di arrivo, è un atteggiamento che ci dobbiamo portare dietro domani.

Come è cambiata la Roma dalla sconfitta dell’andata col Bologna? Quello è stato un momento difficile…
Di momenti ce ne sono stati diversi. Abbiamo risalito la china e siamo tornati in basso, adesso dobbiamo sbagliare meno possibile. E’ un ricordo non bello che ci deve servire per non tornare indietro. Sarà un’altra partita anche perché c’è un nuovo Bologna, con un nuovo allenatore, con giocatori nuovi. Lavorano in maniera diversa.

Zaniolo confermato a destra? Come sta vivendo il momento di popolarità massima?
Sul ruolo, Zaniolo devo tenerlo in considerazione, numericamente non ho attaccanti. In dubbio fino a domani anche El Shaarawy, ieri ha preso un colpo sull’anca e aveva fastidio. Non so se parteciperà alla rifinitura con il gruppo, lo dobbiamo valutare. Con Under e Schick non disponibili, ho solo 4 attaccanti contando Kluivert. In quel ruolo probabile ci possa rigiocare Zaniolo. Deve vivere in maniera serena il momento, non è giusto che abbia troppe responsabilità e pressioni. Della maglia numero 10 ne ho già parlato, è un discorso di crescita, ora sta bene con la 22 con queste prestazioni. Dobbiamo essere bravi a farlo crescere e fargli capire che ha grandi prospettive e che deve ancora dimostrare tanto.

La gestione di De Rossi?
E’ quotidiana. Lo ha spiegato anche lui in conferenza. Ieri ha lavorato a parte, era programmato fare carico e scarico. Oggi si allenerà con la squadra, è disponibile e potrebbe essere anche della partita, sto valutando. Potrebbero giocare insieme lui e Nzonzi, sto valutando anche in base alle condizioni generali della squadra, capendo da qua alla fine il percorso con le partite che ci sono.

Su Nzonzi e Kluivert. Il francese è passato da titolare a essere uno a cui si può rinunciare…
Si può rinunciare ai giocatori in base alla condizione fisica, è stato detto anche in passato. E’ stato fuori una partita e poi è entrato, non ricominciamo a parlare di titolari e panchinari, lo odio. A me piace valutare in base alle esigenze della partita, è giusto avere tanti giocatori a disposizione per competere. Nzonzi può giocare o meno, come vale per tutti, anche per De Rossi che è stato fuori in tante occasioni e non era contento, è la normalità. Fa piacere che i giocatori vogliano dimostrare. Kluivert ha un percorso differente, si sta adattando, alti e bassi fanno parte della crescita di questi ragazzi, ma è successo anche ai giocatori importanti. Bisogna capire dove ci si trova, a volte si subiscono le pressioni. Spesso si utilizzano male i social che non aiutano. E’ sbagliato dare troppa importanza a quello che sentono attorno a loro. Devono imparare ad ascoltare quello che si dice a Trigoria, che è più importante, principalmente l’allenatore. Lui si sta allenando bene in questo periodo, ha cambiato il modo di affrontare gli allenamenti e questo è positivo.

A cosa è dovuto il miglioramento in fase difensiva? Al modulo, al rientro di De Rossi o al baricentro più basso della squadra?
Il baricentro non è più basso. Si tratta della capacità di scegliere quando abbassarti in base alle squadre avversarie, bisogna sempre restare corti, compatti tra le linee tra centrocampo e attacco. Qua è la differenza, quando la squadra si allunga meno, il capire se “andare” o no. Il centrocampo a tre ti dà più copertura, sulle linee interne e sulle aggressioni, dove si alternano i giocatori, ed è un vantaggio. Il sistema di gioco può aiutare, in passato abbiamo detto che il 4-2-3-1 ci faceva stare meglio in campo. L’importante è avere mentalità giusta, e difendere insieme da squadra. In questo momento difendiamo meglio, la linea difensiva lavora meglio, capendo quando uscire o scappare. Sono aspetti che partono dalla testa, poi dal lavoro.

Jesus è pronto? Può giocare da terzino sinistro?
Come terzino è più adattabile Marcano per caratteristiche. E’ più dinamico e capace a giocare a campo aperto, mentre Jesus lo vedo più centrale. Il discorso cambia se dovessi giocare con la difesa a tre, perché dovrebbe aprirsi di più. Dietro non ho deciso niente, non c’è solo Jesus ma anche Marcano, che ha fatto bene con il Chievo ed è in crescita per ciò che fa durante gli allenamenti. Sono contento di come si stanno allenando. Non posso far contenti tutti, ne scelgo solo 11. Jesus ha grande affidabilità.

Florenzi può giocare alto a destra?
In questo momento no, poi in base a quello che andremo ad affrontare sì. Per quello che voglio io preferisco interpreti differenti in certi ruoli, ma parlo di questo momento. Domani giocherà terzino lui o Santon.

Che cosa serve in più rispetto al Milan per centrare il quarto posto?
I risultati, il Milan in questo momento sta dando continuità. Ha Piatek che come la tocca la butta dentro e questo è importante. Hanno dimostrato compattezza di squadra e lo hanno fatto anche ieri, contro una squadra che quando li abbiamo affrontati noi aveva una forma strepitosa. Avevamo fatto un ottimo primo tempo a Bergamo, poi siamo mancati nella continuità. Il Milan è una squadra da battere per la volata al quarto e terzo posto, hanno un’ottima condizione. Paquetà, che è un ottimo giocatore, e Piatek hanno dato nuova linfa a questa squadra.

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