Di Francesco: “Questa Roma è costruita sul collettivo. Stiamo raggiungendo Juve e Napoli” – VIDEO – AUDIO

Il tecnico giallorosso: “Oggi deciderò su Nainggolan. Ho una grande rapporto con questa piazza, sento molto affetto”

di Redazione, @forzaroma

Dopo la doppia vittoria contro Verona e Benevento, la Roma può inanellare il terzo successo di fila in campionato. L’occasione ghiotta arriva nell’anticipo di domani alle 15 in casa contro l’Udinese. Come di consueto nel giorno della vigilia, il tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco prende la parola in conferenza stampa nel centro sportivo di Trigoria.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

L’Udinese avrà voglia di riscatto.
Tutte le partite nascondono insidie, anche le altre ma sono finite bene e quindi ci siamo accorti meno dell’importanza dell’approccio in queste ultime due partite. Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento avuto con Verona e Benevento, come predisposizione di squadra, come voglia di giocare insieme e determinazione, dobbiamo partire con la stessa forza. Davanti abbiamo davanti una squadra con valori importanti rispetto alla classifica, un allenatore che prepara sempre al meglio le partite e oggi come oggi sta raccogliendo meno di quello che ha seminato.

Il turnover aiuta molto.
Sì, quando arrivano i risultati. Per tutti il turnover diventa valido quando si raggiungono determinati obiettivi. Io dal primo giorno ho sempre parlato di collettivo, mai individualmente, ho parlato di due giocatori per ruolo e non di titolari e riserve, questo è significativo di quello che voglio far entrare nella testa della mia squadra ma anche dell’ambiente. Tutti sono indispensabili per raggiungere un obiettivo importante.

Queste numerose opzioni alla lunga posso essere il valore aggiunto?
Devono esserlo, è fondamentale. Se si abbinano anche i risultati aiuta di più, anche come percezione. Chi magari si sente con il posto assicurato, vedendo le prestazioni degli altri, alza l’attenzione e la preparazione ad ogni gara in allenamento. Siamo cresciuti tantissimo negli allenamenti, questo fa la differenza perché quello che si fa in allenamento si fa in partita.

Su Nainggolan.
Ieri ha fatto tutto con la squadra, oggi sarà l’esame finale. Se sarà tutto ok sarà sicuramente convocato e magari sarà della partita dall’inizio.

Si parla di grande differenza tra le big e le piccole: che ne pensa di un campionato con meno squadre?
Può essere una soluzione, non spetta a me dirlo, sono state fatte analisi. Credo che chi ha conquistato questa Serie A deve meritare questa chance. Poi se si faranno altre scelte ben venga, c’è sempre una logica. Questo divario esiste e c’era anche prima, quindi può avere un senso. Tutte le partite hanno un significato particolare, siamo solo all’inizio e più andrà avanti il campionato e meno si vedranno queste differenze. Tante squadre cominceranno a capire realmente come si affronta questo campionato e ve lo dice uno che ci è passato con il Sassuolo qualche anno fa.

Alla Roma manca uno come Dybala o Mertens?
Abbiamo giocatori importanti che possono decidere le partite da un momento all’altro. Edin, a prescindere dalle caratteristiche, può essere uno di questi, con la rabbia, la determinazione e la voglia di lavorare per la squadra che rappresentano il salto di qualità che possono far tutti. Nella costruzione di questa Roma ci siamo basati più sul collettivo, quando si fa una squadra l’allenatore diventa fondamentale. Io credo molto nel collettivo. I giocatori ti fanno vincere le partite, ma meglio vincerle insieme. E’ questo che stiamo costruendo.

Sul ruolo di Defrel.
Lui è stato preso per essere l’alternativa a Edin. Nelle situazioni in cui ci siamo trovati l’ho portato spesso a giocare a destra, dove lui si è sacrificato per la squadra non rendendo magari per le sue reali qualità. In determinate partite ho scelto altri giocatori con altre caratteristiche perché volevo mettere i calciatori a loro agio nel ruolo in cui si erano allenati. Pian piano Defrel lo riporterò al centro, quando rientrerà Schick farò anche altre valutazioni. Siamo ancora in costruzione soprattutto in quel ruolo, dove sto alternando tanti giocatori e ho dimostrato di avere meno certezze, ma è naturale quando ci sono i giovani come Under. Ha fatto fatica col Benevento dopo l’ottima prestazione col Verona, questi ragazzi vanno un po’ centellinati.

Roma al livello di Juve e Napoli?
Alleno una squadra forte che può competere con Juve e Napoli, che hanno però dimostrato maggiore solidità per tanti motivi, dalla base alla continuità. Noi abbiamo cambiato tanto, ma pian piano stiamo recuperando terreno, convinzione e consapevolezza. E’ questo che secondo me mancava nella squadra e anche nell’ambiente. Queste vittorie senza prendere gol e crescendo molto ci devono dare maggior forza, ma i campionati sono lunghi. Domani è insidiosa, spero e sono convinto che si parli anche domani sera di crescita per avvicinarci a squadre consolidate e competitive come Juve e Napoli.

Possibile turno di riposo per uomini come Dzeko, Alisson e Kolarov?
Valuterò partita dopo partita, domani giocheranno tutti e tre. Poi con Qarabag e Milan valuteremo in base alle condizioni, anche essendoci dei viaggi di mezzo e non è facile. Giusto però sfruttare questa loro onda di forza ed entusiasmo che hanno dimostrato.

I recuperi di Karsdorp e Emerson.
Emerson con Pellegrini è andato ad Amburgo per controllare la condizione del ginocchio e valutare la risposta muscolare ed è nel percorso giusto rispettando i tempi. Karsdorp ha avuto questo infortunio muscolare che ha frenato la sua crescita fisica. Come per Schick, è importante allenarli bene prima di metterli in campo, senza fretta. E’ normale che li vorrei avere subito a disposizione per avere delle valide alternative, perché sono giocatori in cui sia io che la Roma crediamo tantissimo e su cui è stato investito tanto. Però non sono ancora nella condizione giusta per essere inseriti in squadra.

Si sta abituando a questa piazza e alla pressione? Che rapporto ha?
Tutto il mondo è paese, le critiche e il gradimento ci sono dappertutto. Non mi piace quando si parte prevenuti, è una cosa che dispiace ma lascia il tempo che trova. Io sono qua per lavorare per la Roma e per cercare di migliorare questa squadra, non per me stesso, ve lo assicuro. E’ questo il mio pensiero quando parlo di collettivo, mi sento integrato perfettamente nel percorso di crescita di questa squadra e tutto quello che c’è attorno lo faccio scivolare abbastanza facilmente. Questa è la forza che deve avere un allenatore, specialmente in questo ambiente. Il rapporto per me è ottimo, quando vado in giro sento grande affetto da parte di tutti, anche qui dentro mi sento a mio agio.

E’ cambiata la sua idea su Florenzi e il suo ruolo rispetto a quando è arrivato? Può essere il jolly?
Può esserlo davvero, è cambiata la mia percezione. I giocatori, lo avevo detto, vanno allenati per poterli valutare e allenandolo mi rendo conto che ha questa capacità impressionante, ha grande predisposizione. Spesso i giocatori cambiano viso per farti capire il gradimento su un ruolo o un altro, ma non lui, è sempre uguale. Per un allenatore è gratificante e importante sapere che dall’altra parte c’è grandissima disponibilità, ora credo di sapere quale può essere il suo ruolo ideale ma non ve lo dico altrimenti rischio una figuraccia. Il ragazzo mi ha detto cosa si sente di fare fare, è il contrario di quello che pensavo io. Nel confronto si cresce entrambi e si capisce realmente quello che si vuole. Sono contentissimo di allenare Florenzi, sono convinto che mi darà grandi soddisfazioni.

 

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