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Di Francesco: “L'indifferenza dei tifosi a volte fa più male”

Eusebio Di Francesco, ex calciatore della Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te la do io Tokyo”, in onda su Centro Suono Sport.

Redazione

Eusebio Di Francesco, ex calciatore della Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te la do io Tokyo”, in onda su Centro Suono Sport.

 

Ieri non c’era nessun tifoso alla ripresa degli allenamenti. Cosa può cambiare per una squadra? Parlo sempre di contestazione fatta in maniera incivile. Le contestazioni fatte con protesta vanno accettate, scendiamo in campo sapendo di prendere fischi o applausi. L’indifferenza a volte fa più male.

Dal punto di vista tattico, quale è la novità tattica della Roma? E’ più un discorso tattico, io penso che sia una questione di concetti portati a Roma, non è una questione di numeri, la Roma nn gioca un 4-3-3, ma più un 3-4-1-2, la ricerca di gioco è la novità, il fatto di tenere più possesso palla, è una tipologica di gioco di cui c’è stata poca predisposizione in Italia, è normale che in questo momento i risultati non stanno dando ragione ma c’è una metodologia di lavoro che magari altri allenatori non hanno, io da tecnico vedo una base, non è una cosa buttata lì, è una squadra giovane che sta avendo alti e bassi. L’analisi più importate per un tecnico è quando non si riesce a dare continuità di risultati.

Muriel e Cuadrado? Cuadrado l’ho voluto io, l’avevo visto a Udine, aveva bisogno di giocare con una squadra che doveva soffrire. Muriel l’ho messo apposto per mister Cosmi, era venuto sovrappeso, ha grandi qualità come altri giocatori che non sono riusciti a esprimersi.

Roma è più difficile come piazza? Io ho sempre detto che il tifoso della Roma può fischiarti ma è legatissimo alla squadra e che ti sosterrà sempre, ci hanno sempre incitato, quando sono tornato a Roma ho notato che non è cambiato nulla da quel punto di vista, è normale che poi a Roma quando si critica non sono uno ma centomila.

Zeman Ho grande stima verso lui. Sono uno di quelli che lo ha sponsorizzato a Pescara. Ero convinto che potesse andare bene, lui ha portato dei giovani molto interessanti, come Insigne e Immobile. Lui esalta il gioco offensivo, in B è l’unica squadra che propone calcio. Ha fatto 61 gol, li prende pure ma lui dice che conta fare un gol in più. Mi piace l’uomo Zeman, il modo di porsi e di fare calcio, sia dentro che fuori dal campo. Ha fatto la guerra con tutti. Zeman è inimatibile, chi lo vuole copiare fa solo brutta figura.

Tu cosa farai adesso? Guardo gli altri che allenano ma ho staccato un pochino, domenica vado a vedere Atalanta-Parma.

Bertolacci sarebbe pronto per la Roma? Ha ottime qualità, è cresciuto sotto il punto di vista mentale e dell’allenamento. Ha fondamentali per potersi migliorare e arrivare. Fanno bene queste esperienze dove c’è da soffrire.

Che ricordi hai di Totti? Uno che rimane per così tanto a Roma ne ha visti passare di allenatori. E’ sempre lo stesso ragazzo, lo stesso entusiasmo e lo stesso sorriso. Può dare ancora tanto, il derby è stato troppo condizionato dall’espulsione. Se tu guardi il livello tecnico l’errore nasce da Heinze, purtroppo quando giochi cosi per me i centrali si devono muovere il meno possibile.