Di Francesco: “Partita col Milan fondamentale per ambire a qualcosa d’importante” – AUDIO – VIDEO

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Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia del big match di San Siro contro i rossoneri, in programma domani alle 18

di Redazione, @forzaroma

Dopo la vittoria di Baku in Champions League, la Roma volta pagina e si tuffa sul campionato: domani pomeriggio alle 18 i giallorossi scenderanno sul campo di San Siro per sfidare il Milan di Montella. Alla vigilia del match, mister Eusebio Di Francesco è intervenuto in conferenza dalla sala stampa di Trigoria.

Come ha visto la squadra in queste settimane e in cosa è migliorata in questo mini-ciclo?
Sono migliorate tante cose in questo mini-ciclo e sono arrivati risultati importanti. E’ normale che abbiamo dato continuità di prestazioni in alcune partite e in altre un po’ meno. Sono contento della crescita della squadra anche dal punto di vista di manovra e compatezza. Dobbiamo migliorare la continuità durante la gara nel rimanere corti sulle due fasi e su questo ci lavoreremo.

Montella l’ha definito un amico vero e le ha augurato il meglio a partire da lunedì. Cosa si sente di augurargli e che rapporto c’è?
E’ un fratello per me per il nostro passato e il nostro vissuto, non solo qui a Roma. Il nostro rapporto è nato a Empoli, dove siamo stati giovani e ragazzini anche con poche possibilità di poter comprare una maglia o un vestito e questo ci ha fatto crescere insieme nelle difficoltà. E nella capacità di mantenere questo rapporto negli anni. Nel calcio spesso non ci sono amici, io ne ho tanti e Montella è un fratello per quello che abbiamo passato e gli auguro lo stesso.

Quale immagine conservate dello scudetto vinto sul campo?
Eravamo in stanza insieme per due anni. Lo contraddistingue il suo essere “scugnizzo” e ironico allo stesso tempo e questa qualità l’ha mantenuta anche da allenatore. E’ la sua forza la sua capacità di comunicare ma sempre con la battuta pronta. E’ una sua grande qualità.

Qual è la sua qualità migliore da allenatore?
La grande capacità di comunicazione e d’interagire, credo anche nello spogliatoio da quello che ho sentito. E’ bravo ad adattare e sfruttare al meglio le qualità dei suoi giocatori, magari modificando e cambiando anche il sistema di gioco, mantenendo una filosofia di gioco, che è quella di giocare sempre e far male agli avversari. Questa è la sua più grande qualità.

Domani nella Roma l’unico volto nuovo sarà Kolarov. Può essere una chiave del match?
La partita dirà tanto. Siamo bravi a fare e disfare in 90 minuti. Per questo non penso determini tutto questa gara, anche se è una gara importante per restare agganciati alla vetta della classifica. Il fatto che sia cambiato tanto diventa relativo, perché è una squadra in grande crescita. E’ cambiata l’idea di gioco che è quello che chiedo ai miei ragazzi. Col tempo e con il lavoro, anche grazie ai risultati positivi ci sarà maggiore convinzione e spero che questo ci possa dare grande forza anche a San Siro. Il Milan ha cambiato tanto ma ha messo dentro giocatori di spessore non solo tecnico ma anche psicologico nel saper affrontare determinate gare.

Under è pronto per una partita come quella di Milano?
Sicuramente sarebbe pronto per una partita importante come quella di Milano, inizia anche a parlare italiano che è un aspetto molto importante. Ha avuto molte difficoltà inizialmente dal punto di vista della comunicazione ma sa parlare la lingua del calcio. Ha avuto difficoltà a Benevento. Con i giovani lavoro in un certo modo, cerco di caricarli relativamente di responsabilità, deciderò domani se giocherà dall’inizio, ma so comunque di avere un’arma importante.

Che spiegazione da ai tanti infortuni? Come si possono prevenire?
E’ un discorso ampio. Ne abbiamo avuti tanti anche se non lunghissimi a livello muscolare. Ci sono stati tanti crociati, legati forse alle tante partite. Alcuni giovani sono passati dal sintetico al campo naturale. Qua non possiamo dire che ci sono i campi pesanti, cosa che a Sassuolo gli infortuni mi capitavano quotidianamente. Ci sta nel nostro mondo. Sono cambiati i ritmi di allenamenti e partite. Ci sta il fatto del viaggio di 4 ore e mezza per andare a Baku che in un aereo seduti e piegati i muscoli non sono aiutati. Ci sono tanti aspetti sui quali ragionare. E’ prematuro puntare il dito su qualcosa o qualcuno. Dobbiamo riflettere e lavorare per migliorare, ma chi vive all’interno sa che piccoli infortuni possono capitare quando si alzano i ritmi. Per poter competere a certi livelli ci si deve allenare un certo modo. E’ importante la vita sana dei calciatori, ci sono aspetti che vanno curati, dall’alimentazione… Non va solo pensato quando si arriva al campo, ci si prepara in un certo modo, e io devo essere bravo a portare la cultura del lavoro nella squadra.

Il Milan viene indicato come una della migliori mentre la Roma è snobbata. Da fastidio questa disparità o è stimolo?
A me è indifferente. Conta il campo e i risultati e ciò che mettiamo come atteggiamento che fa la differenza. Il fatto di non partire favoriti ben venga, ma non ci toglie responsabilità. Tutti si aspettano qualcosa in più dalla squadra e da me ed è giusto che sia così. E’ una responsabilità che mi piace. Raggiungere qualcosa d’importante e migliorarsi passa da partite come quella di domani, fondamentale per ambire a qualcosa di più.

Manolas ha detto che vincere a Milano sarebbe un segnale per il campionato. Cosa significa vincere a Milano?
Vuol dire che il titolo sulle pagine dei giornali sarà “la Roma c’è”. Ci rimettiamo in corsa che è quello che vogliamo fare. Quello che dice Kostas è un’ambizione corretta e giusta anche se il campo può dire questo e altro. Noi lavoriamo per rimanere attaccati al quel carro. Noi ci presentiamo senza presunzione, ma con la consapevolezza di poter fare i 3 punti avendo rispetto per una squadra che ha giocatori importanti. E’ giusto puntare alla vittoria.

La mancata convocazione di Nainggolan con il Belgio?
Se parliamo tecnicamente, Nainggolan è un top player in Europa. Ognuno fa la sue valutazioni in base al proprio sistema di gioco e vede i giocatori non adatti in relazione a quelle caratteristiche che ha. Mi dispiace per il ragazzo e nello stesso tempo spero possa dare di più alla Roma per dimostrare qualcosa al proprio tecnico. Non possiamo però entrare nella testa degli altri ed è giusto che ogni allenatore faccia le proprie valutazioni. Io me lo tengo stretto, ve lo assicuro.

Ha visto il gol di Totti? La poca pazienza per gli allenatori è un punto sul quale riflettere?
Non l’ho visto, andavano sicuramente a due all’ora (ride ndr). La classe non muore mai. Lui ha classe in tutto ciò che fa, anche se gioca a carte è il numero 1 perché è un vincente in tutto. Sulla pazienza nella calcio: 90 minuti disfano e costruiscono, ma dipende anche da voi, la domanda dovrei porla io a voi. L’esonero di Ancelotti mi dispiace perché è un ottimo allenatore, ma fa parte del nostro lavoro. Un domani lo potremmo dire, anche se mi auguro di no, anche di me come successo in passato. E’ già stato affiancato a 4 o 5 panchine. E’ giusto dare notizie e vendere i giornali, ma ogni tanto si esagera, si esaspera tutto. Auguro ad Ancelotti di poter rientrare in futuro. Siamo a settembre. Dopo 5 partite siamo tutti frettolosi. Perché il Bayern ha scelto così non lo posso sapere.

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