Di Francesco: “Le parole di Strootman? Più fatti e meno chiacchiere. Schick è ritrovato” – AUDIO – VIDEO

L’allenatore giallorosso: “Farò del turnover, torneremo ad essere quelli di prima. De Rossi può fare 180 minuti con Udinese e Shakhtar. Il distacco dal Napoli? Non pensavo potesse essere così grande”

di Redazione, @forzaroma

Dopo la doppia vittoria con Verona e Benevento, la Roma prova a chiudere il tris in campionato prima di tuffarsi nell’impegno Champions. Alle 13.00 il tecnico Eusebio Di Francesco ha presentato in conferenza stampa la gara di domani pomeriggio contro l’Udinese. L’allenatore giallorosso dal centro sportivo Fulvio Bernardini ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.

Torna la Champions, torna anche il turnover?
Ho dato sempre continuità ai giocatori che ritenevo opportuno in determinate gare. Con meno gare ravvicinate ho fatto scelte più decise. Ci sarà sicuramente qualche rotazione in più questa settimana rispetto alle ultime gare, come ho fatto in passato, quando la squadra spingeva e raggiungeva risultati importanti. Torniamo ad essere quelli di prima.

Come è cambiata l’Udinese da Delneri a Oddo? Differenza con l’andata?
Oddo ha dato maggiore spensieratezza, la squadra ha concretizzato molto di più. Delneri è un ottimo allenatore dal punto di vista lavorativo, così come Massimo che è giovane e bravo. L’ho avuto da calciatore e l’ho conosciuto anche come tecnico, è un allenatore di buone speranze e buone qualità.

De Rossi ha 180 minuti nelle gambe?
Quando si rientra e quando si gioca sono più facili 2 partite insieme che 3. La possibilità c’è, si può fare.

Monchi ha detto che Pallotta cerca la strada per vincere. Facendo sano realismo, vedendo entrate e fatturati, è corretto dire che è molto complicato cominciare a vincere?
La società e il direttore hanno detto che lavoriamo per iniziare a creare qualcosa d’importante. E’ giusto, senza costruire e senza provarci non si può ottenere nulla. Il fatto che si parli in questo modo è di grande positività, spero si possa fare il prima possibile.

Riferendosi alle parole di Strootman, ci può essere un problema di ambizione nella squadra?
Serve grande ambizione se si vuole fare questo lavoro. Credo che andiamo sempre oltre al campo, parlo sempre di altro in conferenza, vorrei parlare più di calcio. Qui a Roma ci perdiamo sempre su tante chiacchiere, dobbiamo fare i fatti per costruire qualcosa. Sia io come allenatore, che i miei calciatori che devono concentrarsi sugli obiettivi imminenti, cioè la Champions e il campionato, la Champions in campionato e la Champions a seguire. Concentriamoci su questo che è la cosa migliore anziché spendere energie su altro. Il resto ci deve interessare meno, parlo in generale, non parlo di Strootman ma di tutta la squadra. E’ un messaggio che trasmetto quotidianamente alla squadra.

Per Silva si va alla prossima settimana?
Silva lo dobbiamo ancora valutare, domenica può già fare qualcosa con la squadra, ma c’è un percorso da seguire per portarlo ad avere continuità negli allenamenti e nella partita.

Jesus può giocare titolare, magari anche al posto di Kolarov?
Jesus è una possibilità, sia da centrale che da terzino sinistro un po’ adattato. Valuterò tra oggi e domani. Dovrebbe essere della partita.

Con il rientro di De Rossi si torna al 4-3-3?
Questa squadra giocando così e cambiando si è arricchita, non indebolita. La capacità di giocare con entrambi i moduli assimilati dai ragazzi, e con le caratteristiche giuste per poterli fare, è un valore aggiunto e si può lavorare sui due fronti. Valuteremo partita dopo partita. Non vi dico come giocherò domani. Cercherò di cambiare meno possibile per dare continuità a quello che stiamo facendo.

Schick?
Si è allenato questa settimana con grande continuità bene, sono soddisfatto. Per dire che partirà dal primo minuto però ce ne vuole. Lo vedo in crescita non solo fisicamente, ma anche mentalmente e psicologicamente. E’ ritrovato sotto tutti i punti di vista.

Dal punto di vista del gioco la Roma è ritrovata o c’è ancora da fare?
A volte vogliamo il gran bel gioco e i risultati. Mi piacerebbe tantissimo perché è la mia filosofia, ma non è sempre possibile avere le due cose. A volte abbiamo fatto grandissime partite portando a casa poco o niente. Ora abbiamo bisogno di fare punti. La squadra mi è piaciuta ma ci manca continuità, la dobbiamo ritrovare. Abbiamo fatto 6 punti che erano obbligati, la squadra li ha voluti anche se non è mai facile vincere, e specialmente nel girone di ritorno anche con le piccole nel campionato italiano tutte diventano difficoltose. Spero di ritrovare il prima possibile il bel gioco che, anche con il Benevento che con il Verona nel primo tempo, si è visto a tratti. Spero di ritrovarlo con continuità. Manca la continuità nel corso della gara. A volte partiamo bene, a volte male. A Verona è stato un po’ il contrario di quello che è successo col Benevento. Mi auguro che la squadra parta bene e finisca meglio.

E’ un valore reale il grande distacco dal Napoli?
Rispondo quello che ha risposto Monchi. Per come si era messo il campionato, per i punti che abbiamo perso per strada per negligenza e per un pizzico di sfortuna – ma la fortuna va ricercata con gli atteggiamenti e le prestazioni – siamo un pochino mancati sotto certi punti di vista in certe gare. Non dico le ultime due, dove abbiamo fatto quello che dovevamo fare. In altre gare dove potevamo fare più punti non l’abbiamo fatto. Il distacco ci sarebbe stato lo stesso, ma non di questa entità. Mi sarei aspettato un distacco inferiore e essendo l’allenatore sono tra i responsabili. Il dispendio della Champions non è una motivazione. Comunque stiamo facendo un ottavo di Champions e vorrei vedere un po’ di ottimismo, non che siamo già fuori da tutto. Stiamo lavorando per cercare di recuperare un po’ di strada persa.

Gerson e Pellegrini possono giocare insieme da mediani?
Credo che per età e caratteristiche tutti e due insieme non sono proprio adatti a fare i mediani, a livello tattico e di esperienza. Uno davanti, che può essere Gerson che è più abituato a fare il trequartista, sia se giochiamo a 3, come mezzali sì, come centrali no. In questo momento non hanno la capacità di giocare insieme. E’ un discorso di esperienza e tattico, di lettura di certe situazioni.

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