Di Francesco: “Fiducia in Norman e Lippie. Dobbiamo trovare soluzioni, non colpevoli” – VIDEO – AUDIO

Il tecnico giallorosso in conferenza stampa: “Defrel sarà della partita, deve ritrovare gol e fiducia ma non so se rinuncerò a Dzeko. Per gli infortuni va migliorata la prevenzione”

di Redazione, @forzaroma

Dopo la vittoria di misura sul Crotone di mercoledì, la Roma torna allo Stadio Olimpico per l’undicesima giornata di campionato per la sfida contro il Bologna, in programma domani sera. La squadra di Donadoni arriva dal ko interno con la Lazio, ma soprattutto con alcune defezioni importanti come Taider, Palacio, Torosidis e Mirante. La squadra di Eusebio Di Francesco vuole la terza vittoria di fila per provare ad accorciare dalle primissime della classe e arrivare con fiducia allo scontro col Chelsea. Il tecnico giallorosso,  come di consueto nella vigilia,  ha preso la parola in conferenza stampa.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

“Ci sono pochi giornalisti, dovrei dare di matto così ci ritroviamo un po’ di gente”.

Come mai così tanti infortuni al crociato?
Cerchiamo di trovare soluzioni e non colpevoli, abbiamo ottimi professionisti e cercheremo di fare in modo che non accada più. Dispiace per il ragazzo a cui faccio un grande in bocca al lupo, ci avevamo puntato molto in un ruolo molto delicato per me.

Come sta Defrel?
Bene o male? Greg ha bisogno di fiducia, di fare gol. E’ la cosa più importante, si è sacrificato e si sacrificherà tantissimo per la squadra, mi auguro che questa sua predisposizione sia ripagata. Ha bisogno di fiducia, di essere supportato e di trovare il gol.

Gioca centravanti domani?
Non lo so, potrebbe giocare centravanti o alto a destra. Sicuramente sarà della partita, oggi valuterò le condizioni di tutti pensando anche alla gara di martedì. C’è un unico obiettivo, vincere col Bologna. Poi penseremo al resto.

Dzeko può riposare?
Non è stato brillantissimo mercoledì ma sempre molto pericoloso. E’ stato presente in area, non so se rinuncerò a lui.

Su Norman e Lippie. Giocatori ora più timorosi?
Siamo una squadra, il primo responsabile di tutto è l’allenatore. Norman e Lippie sono due grandi professionisti che vivono tantissimo Trigoria, dalla mattina alla sera, per migliorare. Insieme con i dottori e lo staff raggiungeremo grandi risultati. In questo periodo c’è anche la casualità di alcuni infortuni, ma vogliamo essere costruttivi e cercare le soluzioni. In un posto come Roma vengono fuori discorsi che lasciano il tempo che trovano. Noi siamo tutti uniti, poi in futuro ognuno farà le sue scelte, ma da parte mia c’è grandissima fiducia in loro. Sul timore dei giocatori glielo chiederò. Anche in loro c’è grande fiducia. Il ginocchio me lo sono rotto anche io l’anno dello scudetto, anzi magari lo abbiamo vinto per quello. Nel nostro lavoro può accadere, il ragazzo stava rientrando da un infortunio che si era procurato a casa sua. E’ stato un movimento strano e casuale.

Che soluzioni si possono trovare?
Ci sono cose anche dal punto di vista scientifico per capire cosa si può migliorare a livello di prevenzione. Non siamo degli sprovveduti, ora tutti parlano all’esterno ma dobbiamo lavorare e parlare meno per trovare le soluzioni.

Domani giocherà contro suo figlio: come gestite il prepartita?
Mi fa ridere perché quando gli chiedo se gioca lui mi dice che non lo sa e che hanno provato 6-7 moduli. E’ un giochino tra me e lui. E’ sempre emozionante, è strano anche parlare di lui ai miei calciatori, chiamarlo Di Francesco invece che Federico. E’ una particolarità che mi inorgoglisce, sono felice di quello che sta facendo e spero farà meglio, magari non domani.

Tanti giocatori si sono alternati come esterni alti a destra.
E’ un dato di fatto, era stato preso Schick ma non avendolo mai avuto e con Defrel out abbiamo cambiato tanto. Under ha un’ottima prospettiva, si sta adattando, a sinistra ho più certezze e giocatori più rodati mentre a destra sto cercando degli equilibri giusti. Magari sarà così fino alla fine o fino a gennaio, ma ora è così e succederà anche in altre occasioni.

Le rotazioni a partita in corso possono essere un fattore negativo?
Se parliamo di crescita e rotazioni è come nel settore giovanile, per crescere devono giocare. Se faccio giocare dei giocatori è perché ritengo che siano in grado. Vantaggi e svantaggi li diranno il campo e i risultati, sto lavorando per crescere insieme ma ottenere anche i risultati. Con 3 partite in 6 giorni è ovvio che si debba cambiare qualcosa. Si è parlato della partita col Crotone, ma non c’è stata partita. Siamo mancati in qualcosa, nel chiuderla, quello sì.

Tutti i crociati rotti sono di giocatori under 25.
Non ci avevo pensato, ma gli aspetti sono tanti. Bisogna lavorare tantissimo in prevenzione, è alla base per cercare di evitare gli infortuni. In questo dobbiamo cercare ancora più soluzioni ed esercizi.

Dove preferisce Nainggolan?
Per me basta che giochi. Può giocare in tanti ruoli, la sua qualità è prendere palla tra le linee, il tiro e l’inserimento. Lo può fare ancora meglio, ma si è messo a disposizione della squadra, dei compagni e del mister, tornerà a fare gol con continuità, è stato anche sfortunato. Qualcosina ci è mancato sui legni, ora a lui manca solo il gol. Sono contento di quello che sta facendo.

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