Di Francesco: “Mio futuro ora non conta, ma non voglio essere sopportato” – AUDIO – FOTO – VIDEO

Il tecnico: “E’ la partita della vite e in campo non scenderò io, ma la Roma. Mi aspetto una prestazione come quelle viste nella Champions della scorsa stagione”

di Redazione, @forzaroma

È la partita da dentro o fuori. Per la Roma, che sogna di ripetere il cammino in Champions della scorsa stagione e che deve riscattare la sconfitta nel derby, e per Di Francesco, sempre più in bilico sulla panchina. Queste le parole del tecnico e di Diego Perotti in vista del match.

Di Francesco in conferenza stampa

Conceiçao ha detto ai suoi di non avere fretta. Noi siamo in una posizione diversa, lei cosa sa dice ai ragazzi? Come se la gioca?
Non lo dico pubblicamente, ma è una partita lunga, per loro c’è un gol di differenza e noi dobbiamo essere bravi a difenderlo per poi ripartire. Questo è fondamentale. Ribadisco che diventerà fondamentale fare una grande fase difensiva, il resto verrà da sé.

Sulle scelte, sarà delicato l’aspetto difensivo dopo il risultato dell’andata. Marcano è pronto? In partite di altissimo livello lei ha optato per una scelta di equilibrio con Florenzi alto, è un’ipotesi?
Tutto è possibile, i ragazzi sanno che devono essere preparati a giocare da un momento all’altro. Non sanno la formazione, non sanno niente di niente o perlomeno ho preparato la partita con tutti i giocatori. Non dirò chi giocherà domani e non lo sanno nemmeno loro, voglio decidere alla fine, vedere le facce dei calciatori e tante situazioni che mi convincono per poi far scendere in campo i giocatori per questa grande battaglia.

Sono ore che leggiamo, percepiamo e ascoltiamo che questa possa essere una nuova partita limite per la sua panchina, che stato d’animo si porta? C’è uno stato d’animo ulteriore? È l’ennesimo momento difficile per la Roma e per lei?
Per me da quando mi sono seduto sulla panchina della Roma parte sempre un momento difficile, fa parte del lavoro. Vorrei portare l’attenzione non a Eusebio Di Francesco e il suo futuro, domani gioca la Roma. E siccome sento parlare la gente di questo e quest’altro, l’interesse del romanista è che domani la Roma passi, al di là di chi sia l’allenatore. Il pensiero mio, sincero, non va a me stesso, ma alla mia squadra e ai miei ragazzi, che domani possano fare una grande partita per far passare il turno alla Roma. Di conseguenza ne gioveranno tutti, ma voglio ricordare che domani non gioco io e non è la partita di Eusebio Di Francesco. È una cosa che mi dà fastidio, la gente non capisce che domani scende in campo la Roma e l’interesse di tutti è che vada tutto in un certo modo. I discorsi fanno parte del mio lavoro, li metto da parte con serenità sapendo che è una partita importantissima per tutti.

Domani gioca la Roma e non giochi tu, il messaggio è passato forte e chiaro. Ti senti come prima? Supportato come prima? Hai vissuto mai un momento così? È il momento più difficile?
Il più difficile è quello che deve venire. Ora arriva dopo un momento positivo, quello che è successo nel derby ha influito sul morale generale e su tanti discorsi. Non aiutano, ma dobbiamo pensare a questa partita secca, la partita della vita che deve portare tutti a dare il massimo impegno. È normale che essere supportato per un allenatore è fondamentale, essere sopportato no. Ma è fondamentale domani che chi scende in campo, e che sceglierò io, faccia una prestazione di altissimo livello e che ricordi quelle dello scorso anno in particolare in Champions.

La partita contro la Lazio ti ha portato a fare considerazioni sul piano delle decisioni che prenderai? Magari qualche giocatore che ha mostrato grandi difficoltà finirà per pagare nelle scelte che farai… Terrai presente degli errori individuali del derby?
Se dobbiamo parlare di singoli facciamo un grande errore, è il collettivo che ha approcciato malissimo alla partita, in primis l’allenatore. Bisognerebbe cambiare tutto. E invece noi dobbiamo ragionare in base alla partita, all’avversario e alla scelta degli uomini. Al di là che possa non giocare qualcuno che ha giocato nel derby… Quando uno esce non è una bocciatura, è una scelta che si lega ai tanti elementi che ho in squadra o perlomeno a quelli che ritengo più opportuno schierare in questa gara. Ci sono tanti aspetti in un calciatore, fisici ma anche psicologici. È importante andare in campo con chi ha la testa più libera di tutti o perlomeno con chi ha il desiderio di fare una grande prestazione. A volte c’è anche il desiderio di rivalsa, per questo chi ha fatto male la partita prima quella dopo ne farà una grande. Non lo potremo dire fino a quando non scenderemo in campo.

Troverebbe inopportuna la presenza di Paulo Sousa allo stadio?
No, assolutamente no. Un conto è fare dichiarazioni non simpatiche o non con stile. Andare a vedere partite in giro fa parte del nostro lavoro, potrebbe accadere un domani anche a me. Dipende tutto da ciò che si è e da come ci si pone in un contesto di lavoro, non ci vedo niente di male. Perché c’è? Io non lo so…

Di Francesco a Sky

Le sue doti di allenatore sembrano dire che rende meglio in Champions che in Serie A.
I risultati dicono questo. Teniamoci stretta questa competizione che per noi è importante. Sarebbe una gran cosa passare il turno di coppa, anche a livello storico.

La squadra finora ha sempre reagito alle brutte sconfitte.
E’ tutta la stagione che facciamo così. Venivamo da ottimi risultati, ma con la Lazio è stata una partita particolare. Non ci sono alibi, dobbiamo ripartire.

C’è da aspettarsi un sistema di gioco diverso?
No, il pensiero è di partire col 433. Poi valuteremo prima della gara, o la notte porterà idee differenti, ma per ora l’idea è questa.

Porto è uno snodo cruciale per il gruppo, per il club e anche per lei?
E’ normale. Fa parte del percorso di ogni allenatore. Ci siamo conquistati insieme la possibilità di passare il turno. Oggi non prevale il discorso Di Francesco, oggi prevale la Roma. Sopra ogni chiacchiera.

Perotti in conferenza stampa

Sei legato a molti episodi favorevoli in Champions per la Roma, sei sempre presente. Questo mentalmente ti dà forza?
Sì, tutto quello che è successo l’anno scorso e due anni fa sono cose positive. Domani è un’altra partita, una nuova partita. Magari posso ancora continuare con quello che è successo in passato. Abbiamo voglia di migliorare l’immagine che abbiamo dato sabato e domani è una bellissima prova per dimostrare che vogliamo arrivare ai quarti di finale.

In questo tipo di partita un solo gol può cambiare la storia. È più difficile difendere sapendo che quando attacchi i pensieri vanno alla fase difensiva? Come si prepara una partita così?
Abbiamo questo vantaggio che è piccolo ma dobbiamo approfittarne, sapendo che se segniamo per loro diventa più complicato. Non possiamo pensare al risultato dell’andata, dobbiamo fare la nostra partita a tutti i livelli e in tutti gli aspetti, sia difensivo che offensivo: se riusciamo a segnare un gol o due per loro diventa complicato.

Hai giocato due volte qui, con Roma e Siviglia, il Porto è più simile a quella del 2011 o a quella del 2016? Cosa ricordi?
Non ricordo tante similitudini. Ricordo col Siviglia nel 2011 e avevano Hulk, Falcao, una squadra forte. Abbiamo vinto 1-0 ma abbiamo perso a Siviglia 2-1 e non abbiamo passato il turno. Qui in casa diventano molto forti con i loro tifosi, domani non sarà facile per noi però abbiamo un piccolo vantaggio e dobbiamo approfittarne con la consapevolezza che raggiungere i quarti sarebbe incredibile. È successo l’anno scorso e vogliamo farlo ancora.

Stagione sfortunata per te, sei stato tanto fuori. Nelle stagioni precedenti sei stato spesso decisivo, hai segnato il gol-Champions. Ti manca un acuto, può arrivare domani?
Magari. Magari posso aiutare la squadra per quello che non sono riuscito a fare in questo periodo. Non sono stato fortunato, ho avuto infortuni che mi hanno costretto a rimanere fuori, senza poter stare dentro la squadra. È stata dura, spero di essere d’aiuto e se giocherò darò tutto per aiutarli e per arrivare ai quarti di finale.

Sei stato fuori per problemi fisici, magari hai avuto una visione più lucida. Perché la Roma fatica ad avere continuità? Cade, si rialza, ricade…
Questo mi è successo da quando sono arrivato. Sono tre anni e mezzo che sono qui e quando potevamo fare quel passo in avanti e stare più alti in classifica abbiamo perso punti che erano più semplici. Non è una cosa che succede adesso. Dobbiamo migliorare su questo aspetto, essere più concreti. Una delle cose più brutte dello stare fuori è stato questo, non poter aiutare, non poter allenarmi con loro. Quando sei a questo livello ritrovare la condizione non è semplice, non ho più 20 anni come dieci anni fa che era più semplice. Ora a 30 è più dura. Domani abbiamo la possibilità di raggiungere un obiettivo importante, in campionato siamo a tre punti dall’Inter e possiamo fare una bella stagione.

Perotti a Sky

Dopo ogni evento negativo c’è sempre stata una risposta, può succedere di nuovo?
Sono convinto di sì. Basta parlare, chiacchierare, bisogna dimostrare. Domani è una partita diversa da sabato, sappiamo cosa rappresenta per il futuro della Roma e dobbiamo migliorare l’immagine. Abbiamo un piccolo vantaggio, dobbiamo approfittarne ma dobbiamo migliorare rispetto a quello che stiamo facendo fino ad ora, giocando così non raggiungeremo i quarti. È una buona prova per dimostrare che ancora siamo lì e che questa squadra si merita di giocare i quarti di Champions.

Perché tanta differenza tra campionato ed Europa?
Difficile trovare una risposta concreta e capire quello che succede. Purtroppo non abbiamo fatto benissimo ma non tutto è perduto. Domani possiamo raggiungere questo obiettivo e siamo a tre punti dall’Inter, con l’obiettivo di giocare la Champions il prossimo anno. Nonostante i risultati negativi siamo ancora lì vicino e faremo di tutto per raggiungerlo.

C’è empatia ancora con Di Francesco?
Sì, siamo al 100% con lui ma dobbiamo dimostrarlo. Non bastano le parole, le chiacchiere, dobbiamo scendere in campo e vincere e non per il mister, ma per la Roma, per i tifosi e per la storia di questa squadra dobbiamo dare una buona risposta e sono convinto che lo faremo.

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