Di Francesco: “Dzeko e Kolarov giocheranno”. Jesus: “Non sottovalutiamo il Qarabag” – FOTO – AUDIO – VIDEO

Le parole del tecnico: “Sono partite in cui servono determinate caratteristiche per vincecere, come la voglia di lottare. Non mi aspettavo un El Shaarawy così”

di Redazione, @forzaroma

BAKU – Dopo le 3 vittorie consecutive in campionato, la Roma torna in Champions League per provare a centrare un successo in trasferta che nell’Europa che conta manca da 7 anni. Di fronte ci sarà il Qarabag, che nel primo turno ha perso per 6-0 contro il Chelsea. Da Baku, la conferenza stampa di vigilia con Di Francesco e Juan Jesus.

DI FRANCESCO

Nei ruoli ci sono gerarchie alla Roma?
Ci sono giocatori con grande spessore ed esperienza rispetto agli altri. Alleno tutti allo stesso modo per poter giocare e avere determinati giocatori per ruolo è stata una scelta. Con tante partite ravvicinate c’è necessità di far giocare tutti. La scelta non si lega al tipo di partita che affrontiamo. Voglio che i giocatori affrontino al meglio ogni partita, come questa. Si danno per scontate troppe cose, invece avremo grande rispetto per il Qarabag, per la sua storia, per quello che ha fatto e come ci è arrivata. Vi assicuro che non sarà un match facile.

El Shaarawy se lo aspettava così pronto? Che alternativa tattica può dare?
Non me lo aspettavo da subito perché non è partito subito titolare. Ha dovuto fare un percorso di crescita legato agli allenamenti, ma lo avevo visto davvero bene nell’ultimo periodo. Nel momento in cui ho ritenuto opportuno metterlo in campo ha giocato. Il suo ruolo, come quello di Perotti, Under, Defrel o Florenzi è molto dispendioso e per questo cambio spesso e ci sarà spazio per tutti. Lui è uno dei titolari e lo interpreta al meglio.

Il campionato italiano è poco allenante per questa Champions?
Non credo sia poco allenante. Anche negli altri campionati ci sono squadre che non riescono a competere con le grandi. Esiste anche in Spagna e Inghilterra il divario, dove sono quasi sempre le stesse a dominare. Sicuramente dobbiamo alzare il ritmo e il livello e stiamo crescendo, ma non credo sia questo il motivo per cui facciamo fatica in Champions.

Dzeko e Kolarov sono quelli che hanno giocato di più. Se la partita si metterà nel modo giusto lì farà riposare in vista di domenica?
Tutte le partite sono difficili, pericolose e insidiose. Sicuramente abbiamo un tasso tecnico superiore al Qarabag, ma quando affronti certe squadre serviranno certe caratteristiche: determinati, cattivi e voglia di fare il risultato. Senza di questo tutte le partite diventano difficili. Sia Dzeko che Kolarov giocheranno dall’inizio.

Sarà rispettato il turnover con i 5 cambi? Meglio Dzeko o Immobile?
Non so quando cambio 5 o 6 uomini. Non me ne sono reso conto. C’è una logica nel non cambiare totalmente una squadra. In determinate partite si deve cambiare e succederà anche in questa gara, come può succedere Milano. Poi saranno 4, 5 o 6, questo non posso dirlo. Ovvio che preferisco Dzeko a Immobile. Sono due giocatori con caratteristiche differenti. Uno può agire anche da seconda punta, Immobile, che può girare per tutto il fronte d’attacco. E’ bravo ad attaccare gli spazi e la profondità, lavora in maniera differente. Edin lavora meglio dentro l’area, ha qualità tecniche importanti. Quando la butti alta e la mette giù ti da alternative differenti. Quando devi ripartire con la squadra bassa come fa la Lazio in alcune gare, Immobile diventa devastante. Parliamo di due giocatori di grande spessore con caratteristiche differenti, ma io mi tengo Edin.

Cosa ne pensa di Matadov?
Un giocatore con grande qualità, gran piede e tiro dalla distanza. Nell’ultimo match ha fatto 2 gol, calciando bene. Sono curioso di vederlo, ma sono qui principalmente per vincere la partita e per la mia squadra. Quando si è qui si possono notare tanti giocatori, tra cui lui e non solo: davanti ci sono Pedro Enrique, Elyounoussi, Matadov, lo stesso Ndlovu. Hanno diversi giocatori interessanti che possono far male.

Defrel può avere una chance come esterno?
Può rigiocare esterno.  Ho fato altre scelte in base alle gare che abbiamo affrontato, ma può essere riutilizzato da esterno. Ci sono dei giocatori che devo vederli allenarsi, in particolare lui che conosco molto bene. Vivo anche di sensazioni anche quando resta fuori e scelgo altre soluzione, ma può rigiocare tranquillamente a destra.

JESUS

A livello mentale è stato difficile il passaggio alla difesa alta del nuovo mister?
Giocare più alti perché guardiamo la palla, non per fare i fuorigioco o altro. Siamo più corti e lavoriamo sul recuperare subito la palla. Questo ci da la forza per non prendere tanti contropiedi e non prendere gol. Lavoriamo dove ci sta la palla e non lavoriamo lontani l’uno dall’altro lasciando la squadra lunga senza avere possibilità di recuperare subito la palla.

C’è il rischio di sottovalutare l’avversario?
No mai, sarà una partita difficile come tutte. Loro vengono da un risultato poco positivo. Vogliono dimostrare di valere di più di quanto visto con il Chelsea. Dobbiamo essere pronti, sarà una gara difficile. Noi vogliamo dimostrare che siamo qui per vincere e mostrare il nostro valore.

Ha già sfidato due squadre azere. Cosa ricorda?
Con il Qarabag ricordo bene che a San Siro è stata difficile. Abbiamo fatto gol al primo tempo e chiuso il match solo nel secondo. Loro sono cresciuti tantissimo. Spero sarà una partita diversa, sono altri giocatori e sono anche più forti.

Di chi è il merito del tuo ottimo inizio?
Quando ci sono dei cambi, ci metti sempre un po’ a capire dove sei, cosa fare o non fare. L’anno scorso, da novembre in poi ho iniziato a giocare come sempre. Sto dimostrando anche adesso il mio valore. Al di là del mister, dipende tutto da me. Come ho detto mille volte, il lavoro paga sempre. Per quello ho sempre sudato e il lavoro è stato ripagato.

Come ha trasformato i fischi in applausi? Ha mai pensato di lasciare la Roma?
Ho vissuto 7 stagioni all’Inter, anche lì è un ambiente difficile. E’ così il calcio, se giochi bene va tutto bene ma se giochi male non sei capace. Io sono rimasto umile, ho lavorato senza dire una parola perché i tifosi pensano quello che vogliono. Io devo dimostrare il mio lavoro e l’ho fatto così tante volte che nessuno adesso critica. Anche se domani o dopodomani succederà qualcosa, io lavorerò come ho sempre fatto e i fischi li lascerò a loro.

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