Di Francesco: “Dobbiamo provare a fare il miracolo”. Nainggolan: “È ora di vincere” – AUDIO – FOTO – VIDEO

Il tecnico: “La gente può essere l’arma in più ma siamo noi a doverli trascinare. Ok Under, out Perotti: giocheranno i migliori, poi penseremo al derby”. Il belga: “Questa partita è un sogno fin da bambino”

di Redazione, @forzaroma

Missione impresa. La Roma si prepara ad affrontare il ritorno dei quarti di finale contro il Barcellona di Messi dopo il 4-1 dell’andata. In un Olimpico sold out, i giallorossi dovranno vincere con tre gol di scarto se vogliono ottenere il pass per una semifinale ai limiti dell’impossibile. Dalla sala stampa dello stadio, Di Francesco e Nainggolan hanno presentato la sfida nella tradizionale conferenza di vigilia. Nel pomeriggio la rifinitura a Trigoria.

Le parole di Di Francesco in conferenza stampa.

Domani sono attesi più di 60 mila spettatori all’Olimpico. Questa è una responsabilità in più per la Roma?
Innanzitutto ogni volta c’è una responsabilità, al di là degli spettatori che vengono a vederci. Dobbiamo sempre giocare al meglio per questa maglia, ancor di più in questa gara in cui dobbiamo rispondere al 4-1 subito all’andata e dare una risposta a tutti. Mi aspetto grande partecipazione da parte della gente, credo che possa essere la nostra arma in più ma dobbiamo essere noi a trascinarli in questa gara con con una grandissima prestazione emotiva, fisica, tecnica, in tutti i sensi.

Dopo la conferenza stampa del post partita con la Fiorentina aveva parlato del fatto che in settimana non sempre la squadra e l’ambiente aveva reso il massimo. Se lo spiega il motivo in un momento in cui c’è un quarto di finale di Champions, il campionato comincia a dare i verdetti. Non dovrebbe essere il momento in cui tutti devono stare sul pezzo e non ci devono essere cali di tensione e di concentrazione?
Colgo l’occasione perché a volte a Roma è facile mettere tutti contro tutti e travisare ciò che si dice. Il mio pensiero era in riferimento all’ultimo allenamento in cui ero arrabbiato perché abbiamo fatto un allenamento di sviluppo manovra, cercando di essere più concreti sotto porta, cercando il gol anche senza avversari. E mi ero arrabbiato perché facevamo pochi gol, testimone Radja. Il riferimento era che la cattiveria che non hai in allenamento, anche nelle cose che possono sembrare facili e semplici, le riporti la domenica in partita. Il fatto che la squadra non abbia l’atteggiamento giusto o che non cerchi di fare le cose che io chiedo è un grande errore, i ragazzi a partire da Barcellona ma anche con la Fiorentina, che siamo mancati dal punto di vista del cinismo e della concretezza, della cattiveria sotto alcuni punti di vista, che non compri al supermercato ma durante gli allenamenti, e l’unico modo che io conosco ma devono conoscere anche i loro per trovare questo aspetto. Poi mi chiedete ‘come mai non fate gol?’. E sono domande che lasciano il tempo che trovano perché il fatto che costruisci tanto e non concretizzi è un difetto, che ci portiamo dietro dall’inizio dell’anno e dobbiamo migliorare. Poi trarremo le conclusioni ma in questo momento il fatto che non si allenino con intensità o attenzione non è vero assolutamente.

In sei giorni c’è il quarto con il Barcellona e poi un derby fondamentale per l’accesso alla Champions. Non le chiedo qual è la partita più importante, ma chi gioca domani può giocare anche domenica oppure si possono aggiustare le formazioni con un po’ di turnover?
Questa partita va affrontata con i migliori, col Barcellona, che è la partita più importante in questo momento, dopo penseremo al derby. Questa è una partita in cui dobbiamo credere in qualcosa di importante e affrontarla con grande amore, passione. L’ho detto prima, perché portiamo dei colori che dobbiamo onorare, rispettare e dare il massimo. Domani è l’occasione di dimostrare di voler fare qualcosa di importante. Abbiamo conquistato qualcosa che nessuno si aspettava perché non crederci fino alla fine e sperare di fare il miracolo o fare qualcosa di impensabile? Siamo sotto di tre gol, sarà un’impresa difficilissima, ma ci dobbiamo provare, abbiamo il dovere di provarci. Domani ci sarà la miglior formazione, poi penseremo al derby.

È possibile la rimonta? Quanto dipende dall’annullamento di Messi?
Cosa devo risponderle, che non ci crediamo prima di una partita? È normale che è difficile come impresa, lo sappiamo tutti. È giusto crederci, in casa siamo stati una squadra, fuori abbiamo concesso di più. Lo stesso Barcellona in casa è stata una squadra e fuori casa ha fatto meno vedere la sua grande forza. Ci dobbiamo provare, è ovvio che dall’altra parte c’è un giocatore che tutti dicevano che non era in condizione e ha fatto tre gol domenica. Per far capire che magari siamo stati anche bravi noi a togliergli la possibilità di lavorare bene tra le linee. Ed è quello che cercheremo di togliere anche questa volta a Leo Messi, accorciando più possibile in qualsiasi posizione di campo si trovi.

C’è qualcosa nella mentalità, non so se della squadra o della città o nel rapporto con i dirigenti, che manca ancora in questo ambito? Perché si parla dell’importanza della partita della Lazio come se questa non contasse, siamo già eliminati, inutile pensarci. Si può fare uno sforzo in questo senso per migliorare qualcosa? 
Della città non parlo perché prima di Bologna pensiamo al Barcellona, prima del Barcellona pensiamo alla Lazio… questa è la dimostrazione del fatto che poi, quando si vanno a fare delle partite, e facciamo figure, o per lo meno non riusciamo ad ottenere quello che vogliamo, l’abbiamo preparata male. La capacità e la mentalità si deve costruire prima di tutto dentro casa nostra, a Trigoria. Lo ribadisco per l’ennesima volta. Bisogna dare continuità a quello che è un pensiero, un’idea. Sento spesso parlare di mentalità vincente. Credo che qui si sia vinto pochissimo, mentalità vincente non c’è mai stata, per lo meno c’è stata poche volte ed in passato. Si crea col tempo, creando senso di appartenenza, d’identità, dando continuità al lavoro cercando di non andare troppo dietro a quello che è l’ambiente in generale. Questo è un sintomo di crescita, di intelligenza e di mentalità. Poi di conseguenza tutti gli altri possono venirti dietro. Alla lunga la gente si trascina non con le chiacchiere che sto facendo io in questo momento, ma con i risultati che magari in questo momento vengono meno e sono discontinui, ma fondamentale lo sono sempre stati un po’. Non è una cosa di oggi, ma ce la portiamo dietro da tempo, quindi dobbiamo migliorare un po’ tutti. Ma non dobbiamo dare peso o dare adito a scusanti, a quello che è l’ambiente, le radio, i giornalisti… Io non credo a questo e non mi piace pensare a questo. Credo che bisogna pensare dentro casa nostra, cercando di migliorare prima dentro, e poi magari pensare a trascinare tutto quello che è l’ambiente esterno.

Quali sono le condizioni di Under e Perotti? Ci sarà spazio per Schick?
Sì, potrebbe esserci spazio per Schick per cercare di trovare la via del gol, cercando di mettere più uomini che hanno il senso del gol. In questa stagione Schick ne ha fatti pochi, ma ha nel DNA e nel sangue la possibilità di segnare, quindi potrebbe essere anche lui della partita, come potrebbero esserlo o lui o Under, a seconda delle risposte che avrò oggi nella rifinitura. Devo dire che Under sta molto meglio. Ieri si è allenato con la squadra, oggi valuteremo definitivamente le sue condizioni. Under sarà sicuramente tra i convocati se dovesse star bene oggi. Perotti sicuramente non verrà convocato, con l’auspicio e la speranza, anche se difficile, di vederlo al derby.

Il Barcellona può giocare bene, male, così e così. In casa sua però riesce a indurre nell’errore che si rivela decisivo per il risultato finale. Ha studiato qualcosa domani, a casa vostra, con 70 mila per fare la cosa inversa? Costringerli a fare errori che non hanno nel DNA?
La qualità nelle squadre non sta nel chi non sbaglia mai, ma chi sbaglia meno. Loro hanno la capacità di sbagliare meno degli altri perché hanno grande gestione della partita, della palla, della gara. In tante situazioni li abbiamo portati all’errore, soprattutto nella loro metà campo, ma non ne abbiamo approfittato, magari sbagliando l’ultima giocata o l’ultimo passaggio. Questo è stato un nostro merito, ma poi il demerito di non aver concretizzato al meglio quanto avevamo creato. Noi i nostri errori li abbiamo pagati profumatamente, con loro bisogna abbassare quasi totalmente il margine di errore, questa. Più ce li portiamo di qua e meno sbagliano perché hanno grande capacità di palleggio e di aggirarti da una parte all’altra. È un po’ quello che ho detto all’andata, modificando qualcosina, ma col desiderio di essere trascinati, con la volontà di andare a fare la partita, cercando di far male agli avversari. Cercando di non prendere gol, prima di tutto, che è la cosa più importante per mantenere un equilibrio o mettere la partita nella direzione giusta. Ci sarà qualche decisione a nostro favore anziché il contrario, può anche succedere questo, ultimamente non accade. Un pizzico di qualcosa in più ci vuole e in questa gara per forza di cose deve girare in questo modo per poterla indirizzare in una certa maniera.

Si accontenterebbe di rivedere il tipo di prestazione dell’andata, magari con un po’ di fortuna e per curiosità se in questi giorni lei o ha fatto vedere alla squadra qualche grande rimonta del passato: il Deportivo o il PSG col Barcellona l’anno scorso.
Più che far vedere le altre imprese dobbiamo crederci noi, crederci dentro, all’interno del nostro gruppo come dicevo prima, di mentalità. Questo è un passaggio. Basta fargli rivedere la partita col Chelsea in casa, che è finita in un certo modo con un altro avversario. Con quel tipo di prestazione e convinzione. L’atteggiamento sì, benissimo quello dell’andata, ma siamo mancati nei particolari e nel calcio i particolari fanno la differenza. Questa è una squadra che non ha mai perso, nella legge dei grandi numeri potrà succede che possano perderne una e ci auguriamo possa essere proprio questa. Giochiamo contro un’armata, sotto tutti i punti di vista, che osa  tanto a campo aperto, con gli uno contro uno, con grande mentalità. Però il Barcellona non è stato costruito oggi, ricordatevelo. Il Barcellona è stato costruito in tantissimi anni ma da tanti anni, dalla Cantera, da dietro nasce tutto questo. Dagli allenatori ai calciatori, che all’interno della squadra ce ne sono tanti. La mentalità si è creata negli anni, non con cinque mesi, sei mesi o in cinque giorni. Per questo credo che la forza del Barcellona sia proprio in questo, nella mentalità.

Riallacciandomi al discorso sui risultati, in Champions sono stati sempre positivi con grande attenzione sia nel segnare che nel difendere. Questa diversità di risultati nel campionato è una questione di stimoli, di avversari? C0s’è che cambia?
Gli stimoli chi gioca a calcio, veste questa maglia e gioca in Serie A, deve avere stimoli ogni partita e ogni allenamento. Questa è la mentalità. Non credo e non voglio pensare che lo stimolo sia più importante in una gara o in un’altra. Può accadere inconsciamente ma nella crescita di ogni giocatore, allenatore e gruppo deve passare la mentalità che ogni partita è la partita della vita o la partita più importante. È normale che giocare una partita come questa dà una sensazione diversa, ma ribadisco per l’ennesima volta che nella mentalità che dobbiamo migliorare ogni partita è una partita importantissima.

In questi giorni che partita avete immaginato domani per tentare questo miracolo di qualificazione? Come l’avete sognata? Una partita di grande difesa? Fare un gol nel primo tempo? Abbiamo visto ieri il Napoli cosa ha fatto nei minuti finali…
Rispondo io: se facciamo una grande difesa e stiamo attaccati sotto la nostra traversa è difficile andargli a fare gol di là, anche per le caratteristiche dei giocatori che abbiamo. Abbiamo qualche giocatore forte in ripartenza, che può essere Under, ma non abbiamo una squadra di grandi contropiedisti. Per quanto riguarda la fase difensiva dev’essere fatta al meglio, che significa anche quando siamo dall’altra parte. Da una grande fase difensiva mi immagino una grande fase prestazione offensiva.

Prima parlava di carica motivazionale, che bisogna avere sempre. La Roma sta dimostrando il contrario, di averla nelle partite importanti e di cartello. È stato sottovalutato il campionato in questa parentesi di Champions e non sono chiari gli obiettivi di stagione? Si sente quello giusto per portare la mentalità vincente?
Io non sono nessuno e non decido niente. Faccio parte di questa squadra e mi sento il signor nessuno. Porto avanti la mia idea e la porto fortemente. Può piacere o non piacere, non è un mio problema. Mi sento di fare questo lavoro al mio meglio, con grande passione amore per quello che faccio, con pregi e difetti, con scelte giuste e sbagliate. Per tentare di fare questo anche io devo sbagliare molto meno nelle scelte e in quello che vado a fare durante il campionato. La squadra sì ha dimostrato quello, ma se abbiamo fatto bene in Champions e abbiamo perso, 4-1 dice che è stata preparata male. Con la Fiorentina abbiamo perso 2-0 e sono stati attaccati dentro l’area di rigore per 83′ e l’abbiamo preparata male, questo sì. Ho valutato tutti, siamo mancati in qualcosa che ce lo dobbiamo dire oggi ed è la cattiveria e la concretezza sotto porta, che va migliorata. Dire che non le abbiamo preparate senza voglia di vincere o far bene non è corretto. Poi il risultato ha detto altro. Abbiamo fatto prestazioni peggiori che con la Fiorentina e abbiamo vinto, ma nettamente. Abbiamo vinto e tutti contenti, e lo sono anche io. Si passa attraverso un lavoro e un’idea.

Le parole di Nainggolan in conferenza stampa.

Quanto ti è dispiaciuto non esserci nella gara d’andata e che partita hai visto dalla tribuna del Camp Nou?
È stata una gran partita da parte nostra, siamo stati un po’ sfortunati con episodi a favore non dati. La prestazione è stata buona, adesso abbiamo il ritorno qua e speriamo di fare una bella partita con la speranza di fare qualcosa di importante.

Ho letto una tua intervista la scorsa settimana su “Il Tempo”, in cui facevi un po’ il bilancio della tua vita, dicendo che eri soddisfatto di quello che hai fatto e di come sei. Un calciatore e un campione del tuo livello, con una vita soddisfacente, ha quest’ansia della vittoria ,l’ossessione della vittoria, il bisogno di vincere? Non c’è il rischio che uno si giri indietro nella carriera e dica ‘sono stato un campione ma non ho vinto nulla’?
Fino ad oggi è così, non ho mai vinto niente, ma chi mi conosce sa che ho sempre giocato per vincere. A volte preferisco prendere la via più difficile. Sarebbe facile andare a giocare in una squadra vincente, per me è più importante essere protagonista di un progetto importante e cercare di vincere in una squadra magari meno favorita. Ho scelto questa piazza anche per quello, è una piazza importante e prima o poi bisogna vincere qualcosa perché una piazza come Roma si merita qualcosa di importante.

Da centrocampista una delle migliori qualità del Barcellona la qualità. Quale può essere la migliore qualità del centrocampo della Roma da contrapporre al Barcellona?
Io sono un giocatore, dovresti farla al mister. Loro hanno grande qualità, gran palleggio, però non ho visto tanta differenza all’andata, abbiamo fatto una buona partita, anche col palleggio. Siamo stati sfortunati negli episodi, che alla fine fanno la differenza. Speriamo di fare pochi errori e sfruttare le occasioni che riusciamo a creare.

In Barcellona ha perso 1 partita su 48 e l’ha fatto 1-0. Che percentuale dai alla rimonta?
Non lo so, penso che le occasioni per far gol le abbiamo avute anche all’andata e con la Fiorentina anche ne abbiamo avute tante. Bisogna concretizzarle, dipenderà da noi come ha detto il mister. Dobbiamo essere più cattivi sotto porta e sfruttare le occasioni che possiamo avere. Come va la partita si vedrà. Dobbiamo entrare in campo con la convinzione di poter far bene e poter far male ad una squadra come il Barcellona.

Sei vicino al 100%? Come ti senti fisicamente in vista della partita di domani?
Prima di Bologna stavo arrivando al 100%, poi ho avuto un problemino che mi ha dato un po’ di fastidio. Ho dovuto saltare il Barcellona, ma ora ogni giorno va sempre meglio. Sto lavorando anche un po’ di più personalmente per tornare al 100%. Sono uno che vuole giocare sempre, anche con i dolorini. Non ho voluto giocare col Barcellona perché non potevo spingere al massimo e ho deciso di lasciare spazio a chi stava meglio e magari poteva dare di più in quel momento. Adesso sto pensando a rimettermi a posto il prima possibile, ora sto di nuovo meglio.

Gli arbitri sono condizionati in Champions da squadre come Barcellona e Real Madrid? Che impressione hai?
È sempre lo stesso discorso degli arbitri. Ero in tribuna, per me al momento lì erano chiari. Ci sono stati altri episodi in cui fare gol altre e riaprire la partita, se pensiamo agli episodi passati si possono scrivere libri. Oggi dobbiamo concentrarci su domani, dipende da noi per come entriamo in campo, come approcciamo la partita, quanto concretizziamo e quanti errori facciamo. La concentrazione è su quello.

Visto che si è parlato molto dopo le gare di andata di Roma e Juve del fatto che forse nessuno giocherebbe titolare nel Real o nel Barcellona, tu hai detto prima che hai scelto di restare alla Roma. Come valore ti senti di poter giocare titolare in una squadra come il Barcellona e questo ti darà un’ulteriore motivazione per giocartela domani da pari a pari?
Penso che giocare queste partite è un sogno di un bambino. Ogni squadra costruita ha caratteristiche di giocatore in giocatore, non so se ci potrei giocare. Non so se avrei pensato di andarci a giocare. Nel mio piccolo, in quello che ho fatto nella mia carriera sono soddisfatto, ho sempre cercato di migliorarmi partita dopo partita o allenamento dopo allenamento. Non tocca a me dire se potrei giocarci o no. (Interviene Di Francesco: “Per me Radja potrebbe giocare benissimo giocare in una grande squadra come sta giocando in una grande squadra come la Roma. Domani deve dimostrare di essere un grande giocatore, perché è l’occasione che aspettava da bambino. Credo sia una responsabilità che un giocatore grande come lui deve prendere. Vi assicuro che ha delle potenzialità impressionanti, questo ve lo posso assicurare. Magari non è riuscito a metterle in campo sempre con grande continuità, ma queste sono le occasioni per poterlo fare e lui lo deve fare. Deve trascinare i compagni. Per questo ti ho dato questo peso, questa patata bollente. In senso positivo lo dico, dev’essere trainante per i propri compagni”).

Al termine della conferenza, Di Francesco e Nainggolan hanno rilasciato alcune dichiarazioni anche ai microfoni di Premium Sport.

Ecco le parole di Di Francesco:

Il riferimento c’è ed è il 3-0 al Chelsea. Può essere quello lo specchio dell’impresa che deve fare domani la Roma se vuole sognare ancora in grande?
Sì, è un sogno bellissimo che tutti quanti ci auguriamo si possa avverare. Bisogna prima di tutto crederci, affrontando la partita con grande determinazione e voglia, con il desiderio di trascinare il pubblico che sarà sicuramente dalla nostra parte e che ci caricherà alla grande.

Si rivede nel discorso di “Ogni maledetta domenica”?
Qualche volta l’ho fatto. Magari troveremo le parole giuste anche per questa gara. Le parole motivazionali sono importanti, ma alla fine molto è insito nei calciatori, nel loro inconscio, nel desiderio di fare qualcosa di importante. Nella mia testa c’è, mi auguro di poterla trasmettere e trasferire anche a loro.

Qualche parola ce la può anticipare?
No, ma ha detto benissimo lei: basterebbe far rivedere le immagini del 3-0 sul Chelsea, che è sicuramente un’altra squadra rispetto al Barcellona che invece non ha perso nemmeno una partita, però, per la legge dei grandi numeri, prima o poi qualche partita la dovranno perdere. Tutti quanti ci auguriamo che possa essere proprio questa.

Per credere in quest’impresa bisogna segnare, cosa che alla Roma non sta riuscendo tanto bene.
Sì, è il nostro difetto maggiore. Paradossalmente in una partita dove ci servono tanti gol, la squadra riesce a concretizzare pochissimo la grande mole di gioco che fa e le grandi occasioni che crea. In questo caso dobbiamo invertire la rotta, cercando di essere più determinati e cinici. È anche importante non prendere gol, facendo un’ottima fase difensiva. Questo non significa difendersi troppo bassi, ma essere determinati e cattivi quando hanno la palla loro.

Messi?
Siamo stati molto bravi nel togliergli qualcosa. Si diceva non fosse in forma, subito dopo ha smentito tutti facendo tre gol in campionato. Si può accendere da un momento all’altro. Magari si assenta anche un po’ dalla partita, ma ha una capacità, una qualità tecnica e un’accelerazione unica che lo rendono il giocatore migliore al mondo.

La Roma è una squadra più da coppe che da campionato?
Oggi sì, speriamo che da domenica torni ad essere anche da campionato.

Ecco le parole di Nainggolan:

Dopo l’assenza dell’andata, quanta voglia hai di giocare la partita contro il Barcellona?
È una partita che dà stimoli ad ogni giocatore. Sono sogni realizzati che hai fin da bambino. Tutti vogliamo fare una bella prestazione e giocare questa partita. Anche se sarà difficile, niente è impossibile, comunque bisogna giocare 90 minuti. All’andata meritavamo qualcosina in più, ma nel calcio sono gli episodi che fanno la differenza e quelli non sono girati a favore. Adesso dipende da noi, da come entreremo in campo e da cosa faremo di buono. Cercheremo di onorare questa partita al massimo, sperando magari in qualche miracolo.

Non avete mai subito gol in casa in Champions League, ma siete alla settima sconfitta all’Olimpico nelle altre competizioni. Cosa peserà di più?
Dipende dalla nostra convinzione. Anche contro la Fiorentina ci sono stati episodi: abbiamo avuto tante occasioni, potevamo fare gol e sbagliato gol che magari in altre circostanze non sbagliamo, è mancata un po’ di cattiveria sotto porta. Nel secondo tempo non è stata una prestazione così malvagia, abbiamo tirato tante volte in porta e non abbiamo segnato, potevamo giocare un’altra ora senza fare comunque gol, il calcio è così. Adesso siamo sereni e consapevoli di quello che possiamo fare, spero di fare una partita bella come all’andata.

Misurarsi con Messi è un peso o uno stimolo?
È uno stimolo, sono giocatori forti e sono partite che qualsiasi giocatore vorrebbe giocare. Innanzitutto gli stimoli vengono da soli, è normale, sono partite importanti e belle, vuoi competere con i giocatori più forti e gli stimoli vengono da soli.

Per la Roma si decide quasi tutto in questa settimana tra Champions e derby?
Sì. Adesso pensiamo a domani, che è una partita importante. Se ci va bene è un miracolo. È importante fare una buona prestazione e poi si penserà alla prossima partita.

Ecco le parole di Di Francesco a Roma Tv:

Il clima può aiutarvi?
Ce lo auguriamo, la gente sarà qui per spingerci e fare il 12esimo uomo. La Roma è riuscita spesso in grandi imprese, prendiamo da esempio quella col Chelsaa. Il Barcellona non ha mai perso, noi dobbiamo trascinare la nostra gente con una grande prestazione.

Cosa servirà?
Mi aspetto grande voglia, cuore e desiderio di prevalere su un avversario difficilissimo. Servirà una partita con la ‘p’ maiuscola, cercheremo di fare il massimo magari con una vittoria, magari con un miracolo che tutti ci auguriamo.

Cercherete di fare gol subito o terrete l’equilibrio?
Ci vorrà quilibrio cercando di fare gol subito. Senza equilibrio non vai da nessuna parte, se parti con la spregiudicatezza di non avere movimenti coordinati c’è il rischio che trovi una squadra in grado di farti male in ogni momento. Partendo dai concetti di equilibrio ed organizzazione bisogna cercare di far gol subito.

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