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Derby, Cafu: “Nedved in spiaggia mi pregò di non fargli più sombreri…”

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L'ex terzino giallorosso: "Spero sarà un derby bello da vedere, io lo guarderò qui dal Brasile"

Redazione

"Il calcio è cambiato in peggio. Prima era più giocato e ci divertivamo di più - ha detto Marcos Cafu, indimenticabile terzino destro della Roma del terzo scudetto intervenuto ai microfoni di “il Diabolico e il Divino”, trasmissione radiofonica in onda su New Sound Level -  L’attaccante più forte è stato senza dubbio Ronaldo il Fenomeno e dopo di lui Romario. Segnavano e giocavano in un modo incredibile. Oggi non si fa più il bel calcio, adesso si gioca solo per il risultato. Quando parliamo del terzino, il terzino di una volta faceva un lavoro sulla fascia incredibile, era un calcio maggiormente giocato e ci si divertiva di più. Era un calcio pieno di squadre forti e si trovavano calciatori forti dappertutto. Oggi vedo un calcio più grintoso e meno poetico e il Var di certo non ha aiutato".

Perché è così difficile vincere a Roma?

"È difficile dare una risposta a questa domanda, non saprei come rispondere. Quando io sono arrivato a Roma erano diciotto anni che la Roma ancora non vinceva uno scudetto e ora sono più di vent’anni. Non so se sia una questione di mentalità o di calciatori ma sembra sempre che ci sia qualcosa che non va. Dobbiamo cercare in ogni modo di rompere questo tabù".

Mourinho e Capello hanno qualcosa in comune?

“Non voglio paragonare Mourinho e Capello perché sono diversi, Capello è riuscito a vin cere il secondo anno ma la squadra giocava insieme già da cinque o sei anni. Mourinho adesso sta cercando di far capire ai ragazzi come stare insieme in campo ma io capisco che il tifoso della Roma dopo 20 anni non ha più pazienza".

Sul Derby di domenica:

"Io spero che i ragazzi entrino in campo e cerchino di giocare al calcio, senza essere troppo cattivi sportivamente, è giusto mettere la grinta nel gioco ma mi auguro ci sia correttezza in campo. Spero sarà un derby bello da vedere, io lo guarderò qui dal Brasile. Una volta incontrai Nedved in spiaggia, e mi pregò di non fargli più sombreri...""

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