Delneri: “Se i ragazzi di Mihajlovic ripetessero quella cosa da niente che fece la mia Samp sarebbe stupendo”

“Ricordo uno stadio pieno, avevano già programmato la festa, una partita che sembrò un film” dice l’ex allenatore dei doriani con un passato anche in giallorosso

di Redazione, @forzaroma

Ai microfoni di Repubblica.it, l’ex allenatore della Samp Gigi Delneri ha parlato del match di lunedì sera tra Roma e Samp, ripercorrendo anche la grande impresa compiuta all’Olimpico nel 2010 dalla formazione blucerchiata, che ne spalancò le porte della Champions.
Delneri, lunedì è di nuovo Roma contro Sampdoria. “Stupendo se i giocatori di Mihajlovic ripetessero quella cosa da niente che abbiamo fatto noi”.

E’ ironico, spero. “La Roma ha perso uno scudetto, noi siamo andati in Coppa Campioni, secondo lei? Ricordo uno stadio pieno, avevano già programmato la festa, una partita che sembrò un film. Nel primo tempo loro sbagliarono diversi gol, Storari fu bravissimo, anche se la parata più difficile la fece nella ripresa su Vucinic, ci misero sotto, ma fummo bravi a resistere, a tenere il campo. Poi nella ripresa la metamorfosi: Cassano inventò un assist, Pazzini segnò e i giallorossi sparirono. Per compiere certi miracoli calcistici ci vuole anche fortuna, devi disputare la partita perfetta e sperare che di fronte ci sia un minimo di esitazione. Però la mia Samp era proprio bella, forte. Se la giocava dappertutto, pareggiammo in casa dell’Inter di Mourinho, finimmo quarti, e in quel campionato c’era pure il Milan con tanta qualità, ma che noi battemmo a Marassi”.

 

A proposito di Marassi: in casa rimaneste imbattuti per l’intera stagione. “Non credo sia l’unico punto di contatto fra le due formazioni, però è vero, non perdemmo mai. E mi auguro possa riuscirsi anche Sinisa. Questione di organizzazione difensiva, acume tattico e un pubblico che sa trascinarti come pochi. Con la Sud devi entrare in sintonia: se c’è entusiasmo, non ti molla. Lo dimostra chiamandoti sotto la gradinata e aspettandoti alla fine della partita”.

 

Parlava di paralleli.”Sento che spesso Mihajlovic fa riferimento alla nostra media punti e che vorrebbe migliorarla. Noi finimmo a 67, credo che loro possano andarci vicini, lottando sino alla fine per l’Europa. Vedendo la Samp in tv, mi sembra che la mentalità sia la stessa, massimo sforzo per vincere, in ogni gara, a costo di rischiare qualcosa. Ogni tanto noi franavamo, penso ad un tre a uno a Livorno, come loro hanno perso due a uno a Verona con il Chievo. Però l’atteggiamento è quello giusto, molto offensivo. Mihajlovic schiera il tridente, io avevo Cassano e Pazzini, due ali come Semioli e Mannini e due terzini come Zauri e Ziegler che si spingevano molto in avanti. In più c’era un centrocampista dall’inserimento facile come Poli. Loro per questo hanno Soriano e Obiang, mentre Palombo fa da schermo come ai miei tempi. E poi c’è il gruppo: granitico allora, credo molto unito anche adesso”.

 

Con la Roma è pronostico chiuso? “Manco per idea. L’ho vista con la Fiorentina, è venuta fuori nella ripresa con la sua qualità. Sul piano tecnico è fortissima, però si gioca tanto, è una gara complicata anche per Garcia. Ha il fiato sul collo del Napoli, potrebbe avvertire la pressione, un po’ come capitò con noi. La Samp deve essere sfrontata, come sempre. Giocare senza paura e mente libera. E con le sue doti potrebbe scapparci il colpo grosso”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy