De Sisti: “La rosa della Roma non ha grandi difetti, Manolas è irrinunciabile”

L’ex centrocampista giallorosso e della Fiorentina parla del match di domenica sera: “I viola sono un gradino indietro, mi aspetto una partita ben giocata”

di Redazione, @forzaroma

Archiviato il pareggio senza emozioni contro il Viktoria Plzen, la Roma è pronta per tornare al campionato. In programma c’è il posticipo con la Fiorentina del ‘Franchi’, partita senza dubbio speciale per un doppio ex di prestigio. Giancarlo De Sisti è legato a doppio filo a entrambe le società, nato a Roma e cresciuto nelle giovanili giallorosse. L’ex centrocampista, soprannominato ‘Picchio’, ha rilasciato un’intervista al match program della Roma.

“Io non sarei mai andato via da Roma e la Roma non avrebbe mai rinunciato a quel giovanotto arrivato dalle giovanili, ma per ragioni economiche dovetti andare a Firenze”.

Come furono quegli anni in Toscana?

“Quando ho accettato il trasferimento non avrei mai immaginato che sarei riuscito ad entrare nel tessuto della città. Ho trovato una società a gestione familiare. In quegli anni sono cresciuto molto e sono arrivato fino alla Nazionale. E i fiorentini mi hanno trattato con uno di loro”.

Ha un aneddoto legato al suo ritorno a Roma?

“Radice fu il motivo per cui lasciai la Fiorentina. Non mi faceva giocare così dissi prima a lui e poi al presidente Ugolini che sarei andato via. Avrei accettato qualunque squadra di A. Pochi giorni dopo ricevetti la chiamata Camillo Anastasi, segretario del presidente Anzalone, Liedholm mi voleva nella Capitale. Richiamai il presidente viola e gli dissi: “Io voglio andare solo alla Roma e.. gli faccia lo sconto”. Era interessata a me anche l’Inter, mi cercò Mazzola, avrei guadagnato più soldi, una villa e una macchina a disposizione. Ma tornavo a casa mia, tra la mia gente”.

Passiamo all’attualità, che gara si immagina al Franchi domenica sera?

“Sarà molto importante l’aspetto tecnico di questa partita, tatticamente me la aspetto ben giocata. Si incontrano due allenatori molto bravi”.

Qual è il suo giudizio sui tecnici?

“Spalletti lo conosciamo bene, la sua prima Roma giocava un calcio meraviglioso. Mi piace molto, sa bene come motivare il gruppo e dà molta importanza ai particolari. È molto esigente e fa giocare la sua squadra a ritmi molto alti”.

Paulo Sousa, invece?

“Lo stiamo imparando a conoscere. È arrivato due anni fa ed è partito fortissimo. Sta lavorando bene”.

Come valuta la rosa giallorossa?

“Ci sono molti giocatori di ottimo livello, che dovrebbero giocare sempre. C’è lo zoccolo duro della squadra dei titolari e poi ci sono ottimi rinforzi. Non evidenzio alcun reparto deficitario, magari ci sono alcuni elementi che hanno prestazioni altalenanti, ma è normale, non esiste un solo giocatore al mondo che non sbagli una partita”.

Quali sono gli obiettivi della Roma a suo parere?

“Purtroppo la Juventus a detta di tutti ha ucciso il campionato e devo dire che è sicuramente un gradino avanti. Poi però credo la Roma possa avere ogni ambizione, deve puntare in alto perché ha un organico forte. La Fiorentina, al momento, è sicuramente un passo indietro”.

In questo periodo la Roma gioca ogni tre giorni, cosa ne pensa di questo aspetto del calcio moderno?

“Ci sono giocatori che hanno nelle loro corde la possibilità di giocare anche ogni giorno. E poi ci sono giocatori che invece rientrano nel turn over, la rosa è ampia e di qualità”.

A chi non rinuncerebbe mai De Sisti allenatore?

“Si parla molto di Totti; io credo che l’allenatore stia mettendo il giocatore nelle condizioni di dare il meglio. Io credo che il giocatore a cui non bisognerebbe rinunciare mai è Manolas: un difensore che fa la differenza”.

Insomma per chi fa il tifo domenica?

“Sono due società che sono nel mio cuore, anche se nasco e rimangono romanista”.

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