De Sanctis: “Il nostro segreto è la compattezza. Dobbiamo continuare a battere forte”

di finconsadmin

Queste le parole di Morgan De Sanctis a “Tika Taka” trasmissione in onda su Italia 1 dove il portiere giallorosso è ospite di eccezione:

 

Come si vive a Roma? Tutto quello che sta succedendo è meraviglioso, non era preventivato ma meritato. La squadra ha iniziato a lavorare per fare qualcosa di importante, ma nemmeno il più ottimista si sarebbe aspettato nove vittorie consecutive. Continueremo a lavorare, è il nostro obiettivo. La mia esultanza? E’ stata una bellissima vittoria, sofferta e insperata, loro hanno giocato bene. E’ successo che quando siamo rimasti in dieci abbiamo giocato meglio, abbiamo sofferto pochissimo, siamo stati bravi ad approfittare del contropiede con Bradley protagonista. Siamo tutti numeri uno, ma il percorso è lungo è tortuoso. Dobbiamo lavorare con determinazione perché vogliamo toglierci delle soddisfazioni“.

 

Ieri tanti tifosi a Fiumicino?

Si erano tanti, , quando siamo passati con il pullman battevano forte ma è importante che siamo noi a battere forte perchè devono essere rappresentati in maniera forte ed orgogliosa da noi ed l’obiettivo di fine stagione

Vuol dire godersi l’attimo?

E’ legittimo da parte dei tifosi godersi questi attimi in maniera divertita e godereccia, chi non può vivere di contentezze parziali siamo noi. Dobbiamo pensare alla stagione perchè sarà un cammino lungo e tortuoso
Le altre squadre non riescono a ti rare in porta alla Roma, qual’è il segreto?
Il segreto è la compattezza. La squadra ha una grande capacità di sacrificio e interpreti validi. Non si può prescindere dalla partecipazione di tutti e dal possesso palla, la Roma è in queste partite ci è riuscita ma lo deve fare fine a fine campionato

E’ successo qualcosa ad Udine? Hanno detto che sei andato a festeggiare sotto la tribuna a dire qualcosa ai dirigenti dell’Udinese…
Qualcuno ad Udine ha voluto strumentalizzare la mia esultanza. Io nell’Udinese non ho lasciato un ricordo positivo per quello successo alla fine, io ho avuto problemi con la società e non con i tifosi, i miei problemi con la società qualcuno li ha strumentalizzati come problemi con i tifosi e loro non lo capiscono. Ieri la mia squadra ha vinto a Udinese ed è stato elemento di mal contento per qualcuno che ha girato il coltello nella piaga 

Questo è un momento intenso e di felicità generale che ti appaga per il lavoro che fai quotidianamente con la squadra, ma non dobbiamo abbassare la guardia”

Un aggettivo per Totti?
Con Francesco sono cresciuto fino alle Nazionali giovanili, poi lui ha avuto una crescita repentina ed è andato alla Nazionale maggiore. Quello che più mi ha emozionato che frequentando lo spogliatoi la sua capacità di relazionarsi a tutti dal più esperto al più giovane è fantastico. Francesco è Francesco dentro gli spogliatoi come compagni, magari fuori si vive con un po’ sudditanza, ma dentro è un ragazzo eccezionale

Garcia che tipo è? Qual è la sua forza?
L’impatto che ho avuto con lui è stato fantastico. Non solo il mio. E’ di una persona di una intelligenza e cultura superiore e questo gli consente di relazionarsi con l’interlocutore in maniera privilegiata. Poi ha imparato l’italiano in 50 giorni ed è chiaro con tifosi, giornalisti e società.

 

E’ vero che hai lasciato qualche premio al Napoli per venire alla Roma?
Quello che dice D Laurentiis è sacrosanto, è la verità. Mi fa piacere sentire le se parole dopo che tante persone hanno strumentalizzato il mio trasferimento dicendo che mi ha mandato via Benitez. Io avevo intravisto nell’investimento di Rafael una situazione che non mi faceva più essere artefice del mio destino. Questo mi ha dato l’opportunità di firmare con la Roma, dopo aver chiesto al presidente ci sono stati dei passaggi un po’ complicati che spero rimangano sempre personali perchè sono di materia economica. E’ stato fatto un passaggio che io accettato e la società ha condiviso e ha reso tutti felici nel senso che il Napoli ha Reina e un portiere futuribile come Rafael. 

Sulla punizione di Parolo, con la barriera che si apre cosa avresti fatto?
La percezione del fatto che il pallone si sposta in avanti di otto metri difficilmente ce l’hai, il resto è responsabilità dei ragazzi n barriera. 

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