Una vita con la maglia che ama, con quei colori che ha tifato da sempre. Parole mai banali di un uomo che ha messo al primo posto il club giallorosso, poi la sua carriera
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Trentuno ottobre 2017, anno 1 dopo Totti. De Rossi non è più 'Futuro', è il capitano indiscusso della Roma. Con la maglia giallorossa in tutti questi anni ha vissuto gioie e dolori, sicuramente molte delusioni. In primis non essere riuscito (per ora) a vincere uno scudetto con questo club. Rimpianti, ma anche la voglia di provare ancora a lottare per un trofeo. Così dopo la vittoria per 3 a 0 contro il Chelsea, nella sua 50esima presenza in Champions League, ecco tornare la speranza e quel senso di appartenenza ai colori giallorossi che lo ha sempre contraddistinto: “Mi ricordo la vittoria contro il Chelsea di dieci anni fa e una vittoria così rimane nella testa, ma noi non giochiamo per farci le foto da mettere nel comodino. Non dobbiamo perdere la trebisonda, la Champions forse è un pochino sopra le nostre possibilità, però, dopo serate del genere chissà. Io comunque ringrazio sempre di essere nato romanista, anche dopo il 7-1 contro il Manchester”.
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