De Cataldo: “Garcia e Totti gli artefici di questa Roma elegante, di classe e vincente”

di finconsadmin

Intervistato da Dario Bersani e Augusto Ciardi, è intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo Giancarlo De Cataldo, magistrato, sceneggiatore, autore e scrittore, tra le altre opere, di Romanzo Criminale. Queste le sue parole:

 

Simpatizzante della Roma?

Innamorato. Sabato scorso ero a Torino, non sapevo dove vedere Inter-Roma. Sono andato in un bar, pieno di anziani signori in tuta nerazzurra e altri tifosi dell’Inter. Ero l’unico romanista e al gol di Totti sono scattato in piedi urlando, come nel film Pane e Cioccolata, con una decina di occhi puntati su di me. Poi hanno riconosciuto l’evidente superiorità della Roma ed è finito tutto con una bevuta collettiva: è un momento magico e ce lo viviamo, speriamo il più a lungo possibile.

 

A cosa può paragonarlo?

A un senso di rinascita inattesa. Chi è che ci credeva ad inizio anno? “Abbiamo venduto i prezzi pregiati, preso un allenatore semi-sconosciuto“. E, invece, deve esserci un meccanismo interno allo spogliatoio che ha ridato fiducia, testa, energia, voglia, un gioco bello. La squadra è bella da vedere. Stile, eleganza: cose che nel calcio si sono perse in favore della muscolarità. Qui c’è una grande eleganza, una grande classe.

 

Rudi Garcia l’artefice principale?

Ci metterei anche il capitano. Si, Garcia è un motivatore eccezionale. I giocatori scendono in campo con calma olimpica, sembrano gli astronauti che hanno fatto i corpi d’addestramento abituati a fronteggiare le situazioni più assurde, senza scomporsi. Però anche Francesco Totti…

 

Ci sarebbero i presupposti per scrivere su Rudi Garcia?

Sono solo 7 partite, diamogli tempo. Noi romani e romanisti siamo un gregge particolare, esaltati come ‘babbuini’. Calma, godiamoci il momento e poi ai libri ci si penserà.

 

Ma al terzo gol di Florenzi a Milano, quella parola che molti non pronunciano…

La volta che ci è andata bene è quando si è taciuto. L’aspetto bello del tifo romanista è quello di legare sempre il risultato al piacere: la squadra deve vincere giocando bene. Questo porta un aspetto negativo: l’autoesaltazione porta facilmente alla depressione. Ci vuole calma. Garcia è un grande.

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