Scelte condivise e uomini di fiducia: il progetto della Roma si allinea sempre di più alle idee del tecnico

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Verona-Roma, che accoglienza per Gasperini: i bambini si inchinano e lui se la ride

Roma non è stata fatta in un giorno. Un detto antico, ma sempre attuale. Per costruire qualcosa di importante servono tempo, metodo e lavoro. Gasperini lo sa. E ora lo ha capito anche la società. Niente più rinvii, niente più esitazioni. L’obiettivo è chiaro: lavorare tutti nella stessa direzione per riportare la Roma a competere ai massimi livelli e, soprattutto, a vincere trofei. La qualificazione in Champions ha cambiato la prospettiva. Il futuro, almeno sulla carta, appare più solido. I segnali arrivano anche dalle scelte operative. Dai tempi. E dagli uomini che stanno entrando nell’organigramma giallorosso. Il primo passo è praticamente definito: l’arrivo di D’Amico nel ruolo di direttore sportivo. Un profilo molto vicino a Gasperini, con cui ha già condiviso un percorso vincente. L’Europa League conquistata contro il Bayer Leverkusen resta il riferimento più recente di un’intesa già collaudata. Ma non si tratta solo di un direttore sportivo “di fiducia”. Il progetto va oltre. Dalla sponda bergamasca è atteso anche Del Vescovo, destinato a prendere il posto di Petrucci e a guidare lo staff medico. Un ritorno a Trigoria, visto che aveva già lavorato alla Roma tra il 2012 e il 2019. Possibile anche l’arrivo del preparatore atletico Alessandro Pilati, ex Genoa e uomo vicino al tecnico. Si tratta di figure che conoscono il suo metodo di lavoro e le sue richieste. Uomini funzionali a un’idea precisa di calcio. Di Roma.

gasperini AS Roma v SS Lazio - Serie A

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