Sarà lui il prossimo direttore sportivo dei giallorossi

La scelta del nuovo direttore sportivo è all'ultima curva. Massara è pronto a salutare e D'Amico che oggi ha salutato ufficialmente l'Atalanta. È lui il profilo individuato dai Friedkin per creare una Roma formato Champions: pronto un contratto di 3 anni a poco più di un milione a stagione. Ha già lavorato con Gasperini dal 2022 al 2025, tre anni di successi nei quali l'Atalanta ha disputato una finale di Coppa Italia e una di Europa League vinta col Bayer Leverkusen. Al Verona aveva già fatto un ottimo lavoro: Kumbulla, Rrahmani, Zaccagni e Amrabat i colpi migliori. Ma il salto di qualità è arrivato all'Atalanta. A Bergamo ha portato Hojlund, Retegui, Ederson, Hien e Lookman solo per citare i più importanti. Il primo acquistato a 20 milioni e poi rivenduto a 74. Un re delle plusvalenze: "Diciamo che vendere bene è possibile se hai comprato bene", aveva detto qualche mese fa in un'intervista a La Gazzetta dello Sport. La nuova era D'Amico è pronta a partire e oltre agli acquisti dovrà concentrarsi anche sulle cessioni entro il 30 giugno.

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Dalle sigarette alla febbre da mercato chi è D'Amico

"Fumo troppe sigarette, durante il mercato troppissime. Fino a due pacchetti" ha ammesso D'Amico in una vecchia intervista. Una cattiva abitudine quella del ds soprattutto durante le trattative. E il mercato provoca stress soprattutto per chi come lui è abituato a vive le trattative in un certo modo. Lo dimostra un episodio risalente ai tempi del Verona, quando rimase chiuso per tredici ore consecutive in una stanza d’albergo a Milano pur di portare a termine l’arrivo di Dawidowicz. E ogni sessione finisce con un effetto collaterale: "Ogni anno, alla fine del mercato, mi viene la febbre a 40»" ha raccontato.

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