Da Verona… a Verona: cinque anni dopo senza Dzeko c’è una Roma che non esiste più

Nel 2015 i giallorossi esordirono al Bentegodi: di quella squadra non è rimasto più nessuno. Alla seconda giornata arrivò la Juve, sarà così anche stavolta. Con Edin da avversario

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

L’inizio non è la fine e la fine non è l’inizio. Netflix e Dark perdoneranno la Roma, ma dopo cinque anni i giallorossi tornano a esordire in campionato al Bentegodi contro l’Hellas Verona ma con una squadra completamente diversa. Era il 22 agosto 2015 e una data tutt’altro che come le altre: quel giorno Edin Dzeko faceva la sua prima apparizione in maglia giallorossa. Uno scherzo del destino ha voluto che stasera, con la squadra di Ivan Juric, l’attaccante bosniaco sia alla sua ultima partita con la Roma. Quasi impossibile che giochi titolare o che entri a partita in corso, Edin rischia addirittura di finire in tribuna: troppo viva la trattativa con la Juventus (con cui ci sono già tutti gli accordi) e col Napoli per Milik, nella quale invece mancano solo alcuni dettagli tra il giocatore e De Laurentiis.

L’esordio di Dzeko con la Roma nel 2015, ora l’ultima trasferta

 

Szczesny; Florenzi, Castan, Manolas, Torosidis; Pjanic, De Rossi, Nainggolan; Gervinho, Dzeko, Salah. Questa la formazione del lontano 2015: di quegli undici non è rimasto più nessuno. Tutti sono stati ceduti, in due addirittura alla Juventus e con Dzeko a breve diventeranno tre. Con Florenzi che è l’unico calciatore ancora di proprietà ma dopo il prestito al Valencia è stato mandato un anno in Francia al Psg, preferendogli le alternative Bruno Peres e Karsdorp.

In panchina c’erano Keita, Iago Falque, Ibarbo (subentrati nel corso della partita, poi terminata 1-1) ma anche Lobont, De Sanctis, Gyomber, Ljajic, Paredes, Ucan, Anocic e Macin. Oltre a Francesco Totti. In panchina invece Rudi Garcia, il presidente era James Pallotta e il direttore sportivo Walter Sabatini. L’unico superstite è Morgan De Sanctis, adesso nelle vesti di dirigente. Della squadra che partì per Verona cinque anni fa uno ha vinto Champions (Salah) e altri due hanno fatto una finale e una semifinale (Paredes e Rudi Garcia).

Il calendario beffardo ha voluto anche che alla seconda giornata si incrociassero Roma e Juventus, proprio come cinque anni fa. In quell’occasione, all’Olimpico arrivò il primo gol di Dzeko (che saltò sulla testa di Chiellini per battere Buffon) con tanto di corsa verso la Sud che aveva il sapore di un inizio di rincorsa allo scudetto. Domenica prossima potrebbero ritrovarsi, stavolta da avversari. I romanisti sperano non con lo stesso finale. Sarebbe un epilogo troppo doloroso.

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