Da “Sangue e Oro” a giallorosso: ecco Bianda, la nuova speranza del calcio francese

Da “Sangue e Oro” a giallorosso: ecco Bianda, la nuova speranza del calcio francese

Arriva dal Lens per 4 milioni di euro con 5 presenze in Ligue 2 e l’appellativo di nuovo Varane. Veloce, potente e elegante, può diventare un’arma letale

di Valerio Salviani, @vale_salviani

“Ma che ne sanno i 2000” recitava uno slogan in voga sui social poco tempo fa. E che ne sanno di Francia ’98, quando la nazionale che fu di Zidane e dei vari Petit, Deschamps, Barthez saliva sul tetto del mondo come ultima generazione francese a non essere spinta dal “black power”. La new generation dal cuore africano, 20 anni dopo quella notte al Saint-Denis, è l’anima della nazionale transalpina. Una rivoluzione di cui fa parte William Bianda, ultimo acquisto dell’era Monchi in arrivo dal Lens. Bianda, nato il 30 aprile del 2000, è il simbolo della nuova vita del calcio francese, che sa poco di quel Francia ’98, ma che è pronto a conquistare il mondo.

PRECOCEBianda arriva in giallorosso per 4 milioni di euro. Un’operazione che per età e costo ricorda quella di Marquinhos (un anno dopo rivenduto a 5 volte tanto). Segnalato a Monchi da Balzaretti, ha fatto innamorare il ds spagnolo che lo ha di fatto bloccato dallo scorso gennaio, per poi definire il suo arrivo a maggio. In Francia lo paragonano a Varane, più che per lo stile di gioco per la storia. Come il centrale del Real Madrid, Bianda ha infatti esordito con il Lens a 17 anni. Un percorso naturale dopo 3 anni con il club Sangue e Oro. Nato a Souresnes, a nord di Parigi, Bianda inizia a giocare a calcio nel 2006 con la Red Star di Saint-Ouen. Cresce come centrocampista centrale, ma è quando inizia a fare il difensore che scuote gli animi degli osservatori. Il Lens è più veloce di tutti e batte il Monaco, che lo aveva invitato per un torneo, trattando direttamente con l’allenatore della Red Star. Il provino è un successo e Bianda firma il suo primo contratto e si aggrega all’under 15. Da lì in poi la sua vita è in discesa. A Clairfontaine ci mettono poco ad accorgersi di lui e a 15 anni e 10 mesi fa il suo esordio con la nazionale under 16. Scala le tappe in fretta sia con il Lens che con la nazionale, con la quale racimola 21 presenze passando da un Europeo e un Mondiale di categoria. In attesa dell’esordio con l’under 21, anche il trofeo di miglior giocatore al torneo di Limoges, trofeo che prima è passato dalle mani di Lucas Digne. Con il club ha firmato un anno fa il suo primo contratto da professionista. Il tecnico ci mette poco a mandarlo in campo ma Bianda si fa male sul più bello. Il difensore riesce comunque a mettere insieme 7 presenze tra Ligue 2 e coppa di France, abbastanza per farsi notare da Monchi. La Roma non esita e lo porta in prima squadra. In attesa di conoscere il futuro di Juan Jesus, Bianda arriva come quinto centrale.

CARATTERISTICHE – Veloce, potente, elegante. Bianda può diventare un’arma letale se cresciuto nel modo giusto. Il nuovo difensore giallorosso ha un ottimo piede in impostazione, caratteristica che può fare comodo a Di Francesco. Ha un buon lancio e sa leggere bene le situazioni di gioco. Ama essere aggressivo e tentare l’anticipo per ripartire a testa alta. Il suo idolo è Umtiti, ma per caratteristiche somiglia molto a Koulibaly. Un paragone importante, ma è meglio andarci piano. Bianda è ancora troppo giovane, deve crescere in esperienza e migliorare il suo gioco aereo. Nonostante i 186 cm d’altezza, è ancora poco dominante sui colpi di testa in fase difensiva, mentre è più efficace sull’altro lato del campo dove riesce spesso a rendersi pericoloso. Puntare subito su di lui può essere un rischio, tuttavia con Di Francesco l’età non è mai stata un problema.

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