Cudicini: “Con Strootman e Castan Roma favorita per lo scudetto”

“Pallotta mi ha fatto un’ottima impressione, perché dopo mezzo secolo ha voluto festeggiare la coppa delle Fiere. Dall’America, poteva ignorare la storia della società, come succede in Italia”. Ha dichiarato l’ex portiere

di Redazione, @forzaroma

Il 20 ottobre ha compiuto 80 anni Fabio Cudicini, ex portiere di Milan e Roma. Quest’oggi ha rilasciato un’intervista al sito Assocalciatori.it dove ha parlato del suo passato da calciatore e della corsa scudetto“La favorita? La Roma, soprattutto se torna l’olandese Strootman e se Castan recupera appieno dopo l’operazione. Il presidente Pallotta mi ha fatto un’ottima impressione, perché dopo mezzo secolo ha voluto festeggiare la coppa delle Fiere, premiando sul campo tutti gli ex che l’avevano vinta. Dall’America, poteva ignorare la storia della società, come succede in Italia. Sono stato persino invitato al derby di domenica, ho ricevuto una bella mail dalla segreteria. Il presidente tiene molto al mondo del calcio del secolo, non a caso ha istituito la gallery of fame. Lo stesso Milan manda gli auguri di Natale e di compleanno, grazie al vicepresidente Adriano Galliani”.

Ha disputato 8 stagioni nella Roma, le prime due da riserva
“Dietro a Panetti: disputai la prima e l’ultima gara il primo anno, qualcuna in più nella seconda”.

Chi la scelse?
“Il ds Busini. C’erano Ghiggia e Lojacono, talentuosi quanto birichini. Ma soprattutto a Roma ho conosciuto il ragionier Carlo Giampaoli, che mi ha convinto ad avviare l’attività diventata il mio lavoro, dopo il calcio”.

Nella capitale lei si aggiudicò due trofei, fra il ’58 e il ‘66
“Una coppa Italia e, soprattutto, nel 1961, la Coppa delle Fiere, poi Uefa e ora Europa League, con il mio amico e coetaneo Giacomino Losi a sollevare la coppa da capitano. Eravamo amici di famiglia e vicini di casa, a Monte Mario, i figli andavano nello stesso asilo”.

Com’erano i giallorossi dell’epoca?
“Ci chiamavano anche cimitero degli elefanti, nel senso che arrivarono campioni a fine carriera. Schiaffino era un personaggio eccezionale, centrocampista ma fece persino il libero, in 4-5 partite. Ci fu anche lo svedese Nordahl, che poi divenne allenatore, lasciando il posto da centravanti a John Charles”.

A Roma sarebbe rimasto molto volentieri, si oppose il tecnico dell’epoca, il leggendario Oronzo Pugliese
“Un infortunio all’anca lo indusse a credere che non fossi recuperabile. In effetti mi condizionava un po’, a fine campionato però ero guarito, ma con il mister non ci prendemmo molto. Neanche vorrei parlarne, dal momento che non c’è più e non può controbattere. Non ero molto contento di giocare senza essere al meglio, dovevo parare di piede perché non riuscivo a buttarmi a destra: nell’andare giù, faceva male. Ci furono piccoli dissidi, pare non avesse molta fiducia”.

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