Spalletti: “Sciacallo chi ha fatto il video a Nainggolan. Migliorare mentalità di squadra” – AUDIO – VIDEO

Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia della gara contro il Crotone: “L’ambiente a Trigoria è perfetto. Il contratto lo devo meritare con i trofei”

di Redazione, @forzaroma

Dopo la bella vittoria di martedì contro la Fiorentina, domani la Roma tornerà il campo: alle 12.30 i giallorossi affronteranno il Crotone di Nicola, con il solo obiettivo di raccogliere i tre punti per scavalcare il Napoli e tornare al secondo posto. Alla vigilia del match contro i calabresi, il tecnico giallorosso Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa da Trigoria.

Bollettino medico: Florenzi continua lo stesso lavoro per ritrovare la condizione ottimale per stare con noi e Francesco ha avuto un problema intestinale stanotte, per cui non parte. E’ venuto stamane, si è fatto visitare ed è tornato subito a casa perché aveva questo inizio d’influenza.

Il ritorno di Salah può cambiare qualcosa dal punto di vista tattico? Si può tornare alla difesa a 4?
Sì, quella c’era anche senza il suo ritorno. Dipende che partita, che avversario, che situazione nello scorrimento della gara stessa si trova. Poter cambiare è un vantaggio, ma è un vantaggio anche giocare sempre allo stesso modo. Ti permette di lavorare sempre sugli stessi concetti, andando sempre a ritrovare un riferimento a quello che vuoi fare nel campo, qualsiasi esso sia, di attaccare o di attesa. Essere pronti in qualche momento a fare qualcosa di diverso e ad usare la qualità e l’intelligenza dei calciatori è un’arma in più. Se riesci pure a cambiare e a lavorare su tutti i concetti di cambiamento in maniera corretta allora è proprio l’ottimale, ma quello è un po’ più difficile.

Partita difficile domani?
Sì, con il Crotone non ha avuta vita dura solo la Juventus. Ci sono state altre squadre che hanno sbloccato il risultato da ultimo, anche il Milan ha vinto negli ultimi minuti e se non sbaglio era in casa, neanche a Crotone. Il fatto che Nicola sia li a fare il suo lavoro e sia un allenatore tra quelli che lavorano bene, è segno che manda i messaggi giusti alla squadra e che l’ ha tenuta viva fino ad ora nonostante la classifica. Dovremo essere una squadra forte, che sa quella che è la sua strada senza pensare alla forza dell’avversario. Sa quello che deve mettere per vincere la partita. E’ la sintesi di tutto, se perdiamo contro il Crotone o non vinciamo, ha fatto risultato e hanno vinto la partita la Juventus e il Napoli. I nostri avversari hanno tutti gli stessi colori. Non cambiano le maglie dei nostri avversari. Hanno tutti le maglie azzurre e bianconeri, sono quelli che ci stanno davanti. Qualsiasi punto perdiamo per strada lo abbiamo perso con loro, non contro il nostro avversario.

Febbraio è un mese decisivo per voi?
Sì, l’abbiamo già detto più volte. E’ un ribadire un concetto corretto, ma ci stiamo arrivando bene perché la squadra è in condizione che ha fatto vedere nell’ultima partita. La squadra ha trovato dei calciatori che ci permettono dei cambi. Sono sicuro che manterremo lo stesso livello di rendimento anche se qualche volta cambieremo squadra, facendo riposare qualcuno. E’ il numero che ti ci vuole e non il giocatore e il numero dev’essere fatto di grande qualità.

Le parole di Nainggolan che effetto le hanno fatto? Ha parlato con il ragazzo?
E’ semplice, dal mio punto di vista so quello che succede e quali sono le insidie a cui si va incontro. E’ evidente ciò che fa sul campo, la garra, il temperamento, il nono togliere mai la gamba quando gioca  è sotto gli occhi di tutti. Lo conoscete bene, è un bravissimo ragazzo. La garra e il temperamento è sempre messo contemporaneamente a lealtà e correttezza. Quella è la sua immagine, non due bischerate dette a delle persone fuori dal bar che ti iniziano il discorso e ti portano li. Quante volte sono passato dal cancello e ci sono le persone che mi fanno: “Mister, finisce gli anni un mio amico c’è da fargli gli auguri, è uno di questa squadra qui, gli si dice che la partita contro di noi finisce 3-0″… La disponibilità del ragazzo che ha il giorno libero e che va li. Ci sono dei tifosi che fanno finta di essere della Roma e lui ci si ferma a parlare. Queste cose non interessano a nessuno, interessa vedere quello che ha detto. Dice due bischerate a due persone che si sono rivelate due sciacalli, che possono aver manipolato il video. Non si vede l’inizio e sono loro che l’hanno portato su quel discorso li. Quante volte, noi addetti ai lavori siamo con gli amici e parlando prendiamo per riferimento quello che è l’obiettivo comune, in questo caso la Juventus e il Napoli che ora è davanti. Sciacallo è anche chi usa queste cose in maniera distorta. Si vuol far apparire una faccia del ragazzo che non è quella reale perché Il ragazzo è pulito, e voi lo sapete bene perché ci avete a che fare sempre. A me rimane quella d’immagine non questa, come è rimasta subito nello spogliatoio. Quando è entrato tutti a scherzare e ridere, però subito questo senso che mi aspettavo dalla mia squadra di protezione. Sapevano che piega gli si poteva dare a quest’episodio qui. C’è una protezione perché si cavalca per far male quelli sono quelli che vogliono vedere la nostra sconfitta. Noi siamo un’accozzaglia di giocatori buttati in un luogo, siamo una squadra con uno spirito comune. Ognuno di noi prende qualcosa di ciò che ha accanto di tutto quello che succede. Per noi situazione normalissima. Sappiamo la provenienza, la manipolazione e la volontà di far male. Ci interessa la partita di domani.

Il suo obiettivo minimo per restare?
Riuscire a mandare un messaggio forte, di ricerca di mentalità e vittoria per questa squadra. Lavorare sempre al massimo, trovare una soluzione all’ossessione che ho e di trasmetterla ai calciatori e cercare di vincere possibilmente. Quello che ha detto De Rossi è un concetto che devo ribaltare totalmente. Sono io che devo meritarmi la Roma, non lasciarla scappare, non che devo firmare e per farlo devo mandare messaggi forti e vincere qualche cosa. Io devo meritare, io devo non lasciarmi scappare la Roma, devo firmare il contratto. Non dobbiamo lasciarci scappare una possibilità importante che abbiamo. Questo posto magnifico è una cosa da preservare, non è un ambiente malfamato, va cartellato come i giardini con i fiorellini con i cartelli “non calpestare”. Manteniamolo così. Obiettivo sportivo? te l’ho detto. Messaggio forte, far vedere che siamo un marchio, quando arriviamo arriva la lupa pronta a sbranare i palloni perché vuole vincere. Quello è il timbro che si guadagna lavorando correttamente tutti i giorni, venendo al campo con la stessa mentalità. Ci si trasferisce ogni giorno l’obiettivo comune. Quella è la cosa che ci interessa più di altre. Ci mette a posto tutte le cose che viviamo giornalmente.

Come fa Nainggolan che ha uno stile di vita così a essere sempre il migliore?
Che stile di vita fa? Mi chiamate Radja che voglio sentire che ha a che fare con lei?. Lei conosce molte cose, voglio sentire se sono vere. Perché è sempre il migliore? Perché fa una vita regolare, la fa meglio di tutti perché va più forte. Quella sera li è quella che do libera. Do 1 o 2 giorni liberi, a seconda del tipo di frequenza di partite che ci sono, e uno li consuma come vuole. Abbiamo anche delle regole interne che non mettiamo fuori dalla porta perché fanno parte del rispetto che dobbiamo avere fra di noi e di quello che dev’essere un patto corretto per quelli che sono i nostri obiettivi. Lui è corretto come tutti verso questi patti che abbiamo. Fa una vita corretta. Se vuoi vedere lo stile di vita si va un paio di settimana di allenamento in Russia e ti accorgi veramente che è da studio, visto che sono abituati ad andare più forte come sensazioni e ti accorgi anche della risposta. Sanno benissimo alternare il momento. Radja l’equilibrio lo trova nel “forte sempre”. C’è chi lo trova facendo pochino di questo, pochino di quest’altro, mangio pochino, bevo pochino, do pochi baci. Invece c’è mangia molto, corre molto, do molti baci, ci sto molto e trova l’equilibrio lo stesso. E’ un equilibrio altissimo ma sempre equilibrio è. Lui è di questi.

Le polemiche danno pepe al campionato o distraggono?
Non lo so cosa fanno. So che capitano tutte le settimane e che ci siamo u n po’ abituati. Posso risuccedere, so che Staffelli è pronto a portare i tapiri, so queste cose qui. Se tolgono l’attenzione non lo so, so quali sono i nostri obiettivi e la nostra disponibilità a guardare quello che riguarda la nostra classifica, quello che è importante. Le altre cose non m’interessano. Quelle ci pensa la stampa che è più attenta a metterle in superficie, evidenza. Ma bisogna stare attenti a dare importanza alle cose che contano. Le letture come quelle dell’episodio di Radja possono essere anche totalmente diverse, dipende dalla volontà che uno ha. Si capisce bene la volontà di qualcuno, è sotto gli occhi di tutti questa settimana. Se sono nemici si vede si ti mettono in prima pagina oppure in ottava facendo vedere quanto ci tengono ai tuoi risultati.

Che segnale è il derby in notturna per il calcio italiano? Nura che fine ha fatto?
Bravo, io non ne ho parlato, segue il percorso di riabilitazione e stiamo trovando soddisfazione perché si sta allenando anche abbastanza bene. Hai fatto bene a farci accorgere di non dimenticare niente. Il derby di notte è una fiducia che non dobbiamo disperdere, che ci danno perché ci sono stato a qualche riunione nelle università a parlare con Gabrielli. Dice delle cose giuste, ci dobbiamo comportare bene allo stadio e dobbiamo fare le cose corrette per farci venire sempre più gente e farli essere sempre più spettacolari e belli. E’ facile parlare di ciò che provano a fare e del messaggio che dobbiamo recepire correttamente. Impegno totale da parte di tutti. Tento di metterci qualcosa di più: una volta sono a fare la riunione con i calciatori, le regole sono queste e vedo un calciatore che fa diversamente. Vado li e gli parlo e lui risponde: “Mister se vuole non mi faccia giocare ma io tengo il cellulare acceso e parlo con mia moglie e i miei figli finche non sono seduti dentro lo stadio. Lei mi mette fuori ma io non spengo il cellulare”. Il clima di tensione che si crea fuori, crea tensione anche ai giocatori che non fanno venire le mogli allo stadio perché hanno paura che gli succeda qualcosa. Quelli che le fanno venire ci stanno a pensare finché non sono in campo. E questo era il capitano della squadra. Se c’è la fila e non sono ancora dentro lo stadio, non vado a scaldarmi finché qualcuno che è in contatto non mi dice dove sono i miei figli. Finché i miei figli non sono in tribuna tranquilli io non entro in campo e non gioco la partita. E’ un discorso giusto. Non dev’essere quel clima li. Bisogna alzare il livello di comportamento verso la correttezza, verso lo spettacolo. Lo vivono anche i calciatori che sembrano al di fuori, ma non è così. La dobbiamo far finita, stadi nuovi per far venire le famiglie. Dobbiamo seguire l’esempio di Germania e Inghilterra. Da dove sono più bravi e si divertono di più, bisogna saper imparare.

Lo stile Roma che un anno fa voleva creare a che punto è?
Sono contento di quello che vedo qui. Ci vengo volentieri qui. Sono a mio agio dentro gli spogliatoi, quando vado in campo ad allenarmi, quando vado via la sera tardi e vedo la gente che lavora e ci passo tanto tempo qui. Vengo presto e vado via tardi, non vengo presto e vado via presto o vengo tardi e vado via tardi. Faccio tutte e due. Vedo molte situazioni, non comando su niente ma voglio controllare più che posso. Voglio vedere il modo di lavorare e vedere voler bene a questa squadra e questi colori ed è un modo corretto quello che c’è. Il presidente crea sempre cose nuove per migliorarsi e andare avanti, ci sono centinaia di persone che lavorano qui dentro in maniera seria e ci fanno trovare a posto tutto ciò possibile. Il dietro le quinte è di qualità, arrivano sempre prima questi che lavorano con noi e ci fanno trovare tutto preparato: è giusto così, dargli importanza. Lavorano per questi ragazzi che vanno in campo. Questi ragazzi stanno facendo vedere di essere seri, corretti, persone per bene. Sono cresciuti dei giocatori. Ciò che si diceva all’inizio è fondamentale che oggi ce lo metto io. Il discorso era su Francesco e noi siamo abituati a lui perché non abbiamo trovato uno uguale, ma dobbiamo lavorare per trovarlo ed è quella la crescita, due o tre come lui. Dzeko è vicino a essere uno come lui, Strootman è uno come lui, De Rossi c’è, Fazio è una persona bellissima, Ruediger è giovane ma fa vedere che è attaccato a questi colori e mette tutta la forza per vincere le partite. E’ evidente, si vede ed è lì. Sono tutti segnali positivi. Se a me domandassero se voglio cambiare giocatori non cambio niente con nessuno. C’è però da migliorare un po’ la mentalità, sulla quale stiamo lavorando. Quando si arriva qui dentro il livello è questo e non si scende di un centimetro. A quelli che arrivano si fa vedere di che livello siamo e dove vogliamo arrivare. Non guardiamo cosa succede, succede tutto quello che vuoi ma da qui in su, da qui in giù non succede niente.


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  1. aracu_798 - 4 anni fa

    Onore a Spalletti che implicitamente riconosce che le dichiarazioni di Nainggolan sono vergognose. Le giustifica con due fattori: la malafede di chi lo fa parlare e la “semplicità” (chiamiamola così) del ragazzo.
    Facciamo finta di crederci e chiusa qui.

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