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Corsa di Miguel, la Roma e l’ingresso all’Olimpico: il sogno realizzato di Emanuela

Corsa di Miguel, la Roma e l’ingresso all’Olimpico: il sogno realizzato di Emanuela - immagine 1
Una domenica, che Emanuela non scorderà mai
Redazione

All’Olimpico, domenica, non sono entrati solo i corridori della Corsa di Miguel. È entrato anche un sogno lungo quarantun anni, spinto con forza, amore e determinazione. Il sogno è quello di Emanuela Di Marzio, romanista vera, che per la prima volta ha attraversato il tunnel tra la Curva Sud e la Monte Mario, lo stesso che ogni settimana accoglie la Roma prima del calcio d’inizio. Emanuela convive dalla nascita con una tetraparesi spastica distonica, ma questo non le ha mai tolto una cosa fondamentale: l’appartenenza. Alla squadra, alla sua gente, a quei colori che indossa ogni domenica, allo stadio o davanti alla televisione. "Sognavo da sempre questo momento", ha raccontato Emanuela subito dopo la corsa. "Seguo la Roma tutte le domeniche e spesso vado allo stadio". Per questo la sua partecipazione alla 10 km della Corsa di Miguel non è stata solo una prova sportiva, ma un viaggio simbolico, fatto su una joëlette e condiviso con chi non l’ha mai lasciata sola. A spingerla lungo il percorso c’erano la sorella Stella, un gruppo di amiche fondamentali per questo viaggio e il supporto della SOD Italia Running Time. Intorno, un’atmosfera che parlava di casa: la sciarpa della Roma al collo, l’inno di Venditti che rimbombava dalla cassa , e “Mai sola mai” di Marco Conidi a fare da colonna sonora a ogni metro conquistato. L’arrivo all’Olimpico è stato il punto più alto.

Corsa di Miguel, la Roma e l’ingresso all’Olimpico: il sogno realizzato di Emanuela- immagine 2

Non solo il traguardo, ma il luogo. Quel tunnel carico di storia, dove Emanuela ha voluto fermarsi un istante davanti alla maglia di Francesco Totti, simbolo assoluto di una fede che non si spegne. "Nel tunnel ho voluto scattare una foto davanti alla sua maglia, per fermare questo momento nella mia memoria", ha spiegato. Nel suo cuore c’è spazio anche per De Rossi, conosciuto a Trigoria, altro volto di un legame autentico con la Roma vissuta da vicino, spesso anche fuori dallo stadio, tra Trigoria e Fiumicino. Dopo il traguardo non c’è stato bisogno di molte parole. "Non mi sembrava vero: ho urlato “Forza Roma” e ho abbracciato mia sorella Cristina, tutta la mia famiglia era lì con me", ha raccontato Emanuela, ancora emozionata. Come tutta la famiglia, anche lei vive quella passione senza condizioni, accompagnando Emanuela ovunque ci sia da seguire la squadra. Non è stata solo una corsa. È stata una dichiarazione d’amore. Alla Roma, allo sport, alla possibilità di esserci sempre, comunque. Perché certe maglie non si indossano soltanto: si vivono. E Emanuela, domenica, lo ha dimostrato entrando nel luogo che per lei rappresenta tutto.

Federico Grimaldi