L'ex difensore dell'Inter: "Era un momento difficile per noi, ma pensavamo che i giallorossi potessero perdere punti e invece noi abbiamo fatto la storia". Poi su Calciopoli: "Non bisogna dimenticarlo. Sapere che vai a vedere una partita e altri sanno già come va a finire, non esiste"
Intervenuto nel corso dell’Overtime Festival, Ivan Ramiro Cordoba ha ripercorso la sua lunga carriera con la maglia dell’Inter, dall’arrivo a Milano nel gennaio 2000 passando per i tanti trionfi, tra cui lo scudetto nell'anno del Triplete conquistato in un testa a testa emozionante con la Roma di Ranieri. “Dopo il pari contro la Fiorentina Mou convoca faccia a faccia la squadra. Momento difficile, era tutto in discussione - riporta calciomercato.it -. In una squadra forte, quando vuole vincere e fare la storia, succede questo: i giocatori si devono trovare tra di loro e dire, lo facciamo o non lo facciamo. Ci siamo detti, siamo a 15 giorni dalla storia e non possiamo buttarlo via, lasciamo stare tutto e vinciamo per noi e per la gente che ci segue. Facciamo la storia. Noi eravamo in tanti a fine carriera, poi così è stato. Noi pensavamo che la Roma non era abituata a vincere e poteva perdere punti, noi invece dovevamo fare la storia e così è stato“.
Il difensore colombiano va poi giù duro sull'argomento Calciopoli: "Cinque maggio? Ormai l’abbiamo dimenticato (ride, ndr). Ho un problema in testa, una parte mi dice parla e una parte no. Va rinfrescata un po’ la memoria. Non che noi non abbiamo vinto per questo, però sono successi degli episodi… E non sona qua a dire che la Juve questo, il Milan quello e la Roma quell’altro, ma sono dei fatti. C’era Udinese-Juve… va beh, Udinese e un’altra squadra. Quando senti un compagno che dopo quella partita viene da te, un mio compagno di nazionale, che dice che senza nessun motivo quattro titolari sono stati mandati in tribuna… Allora, noi non abbiamo vinto perché non abbiamo avuto tutta quella carica che dovevamo avere per vincere perché era nelle nostre mani. Però se non ci fossero stati tanti altri episodi, secondo me sarebbe stata un’altra storia. Non voglio dire il nome di un allenatore, ma lo capite: però quell’episodio è stato come tanti altri. Non voglio parlarne, poi va a finire che sembra sia stata l’Inter che ha scatenato una cosa così clamorosa e colpevole di una tragedia nel calcio italiano. Quello che è successo in quegli anni deve essere una vergogna del calcio italiano, punto. Fare quello che hanno fatto quelle persone che gestivano il calcio italiano. Sapere che vai a vedere una partita e altri sanno già come va a finire, non esiste. Non bisogna dimenticarlo perché altrimenti si torna a fare le stesse cose. Bisogna ricordarle e parlarne perché non esiste che poi si fa finta che non sia esistito, è esistito eccome“.
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