Convinzione o bluff? Tutti gli elogi dei colleghi allenatori a Luis Enrique

di Redazione, @forzaroma

(di Luca Parmigiani) Da Montella a Montella. Il 2-2 finale contro il Catania ha sancito il fallimento della Roma, fuori aritmeticamente dalle Coppe europee della prossima stagione.

La debacle di quest’annata chiama ovviamente in causa l’allenatore Luis Enrique, chiamato proprio al posto di Montella perché, come sostiene il tecnico del Catania,  “serviva una scelta diversa, che rappresentasse discontinuità con il passato”.

I numeri sono però impietosi per l’allenatore di Gijon, con 14 sconfitte in campionato, alcune delle quali imbarazzanti; tuttavia, al termine delle gare perse, sono sempre arrivati grandi elogi per Luis Enrique e per il fantomatico “progetto”, parole che a rileggerle oggi viene il dubbio se sono state dettate da reale convinzione o da una presa in giro per la presentazione in pompa magna del progetto ispanico-americano.

Ripercorriamo il film allora. Prima partita di campionato, la Roma esce subito sconfitta dall’Olimpico contro il Cagliari.  Nonostante la partita abulica dei giallorossi, il mister dei sardi Ficcadenti elogia i padroni di casa: “Luis Enrique merita pazienza. Si nota un progetto nuovo e interessante. Ma le innovazioni richiedono tempo. Luis Enrique è umile, serio e preparato. Basta non mettergli fretta e dargli modo di capire il calcio italiano e di adattarsi alle varie situazioni di gara”.

È un inizio ad handicap quello della Roma, certificato dal pareggio ottenuto contro il Siena all’Olimpico. Sannino, uno degli allenatori più incantati dal progetto di gioco giallorosso, riempie di complimenti il collega Luis Enrique: “La Roma sarà la vera sorpresa, è una grande squadra”. Al girone di ritorno, dopo Siena-Roma 1-0, non cambiano le parole del tecnico senese: Luis Enrique è un grande allenatore e questa nostra vittoria non deve sminuirli. Noi abbiamo corso tantissimo e per contrastare la Roma è faticoso, ci siamo riusciti e sono felice per i miei giocatori e per i tifosi”. Tra la gara d’andata e quella di ritorno, l’allenatore dei toscani è tornato a parlare della filosofia di gioco dell’asturiano: “Luis Enrique ha portato una nuova idea di calcio, tutti parlano di lui, ha trasmesso a molti una gran voglia di fare calcio in modo diverso. Un calcio totale dove il giocatore non si occupa solo del suo ruolo ma è pronto ad interpretare anche ruoli diversi dal suo. Il calcio di Luis Enrique è un calcio fatto di intelligenza e dipende da quanto lui voglia sobbarcarsi oneri ed onori”.

A fine ottobre si gioca Genoa-Roma, una partita persa dai giallorossi in maniera incredibile all’ultimo minuto. Malesani, allora tecnico dei rossoblu, elogia la Roma, sia Luis Enrique che la dirigenza: “Complimenti alla Roma e a Luis Enrique e a chi l’ha costruita. Se vanno avanti così faranno grandi cose”.

Altra trasferta, altra sconfitta, come purtroppo spesso è accaduto quest’anno: è Udinese-Roma 2-0, 13.a giornata di campionato. I bianconeri passano nel finale grazie alle reti di Di Natale e Isla e anche in questa occasione, nel post gara, arrivano i complimenti dell’allenatore avversario Guidolin, che prospetta un futuro roseo per la Roma: La Roma è un’ottima squadra. Luis Enrique farà strada. Ha un gruppo importante e credo sia giusto dargli fiducia. La sua squadra è forte ma è giovane, il futuro sarà dalla sua parte. Il progetto della Roma è molto interessante e mi fa piacere che la Roma possa crescere, Luis Enrique è un ragazzo di valore”.

A Cagliari, la Roma di Luis Enrique subisce la prima “imbarcata” del 2012, con la sconfitta al Sant’Elia per 4-2. Ballardini a fine gara da una parte loda i giallorossi ma dall’altra mette in primo piano i limiti dell’impostazione di gioco dei capitolini: “La Roma è una squadra forte ma in fase difensiva si fanno trovare impreparati. Cercano di giocare un grande calcio, sono destinati a diventare importanti in Italia e in Europa e miglioreranno sotto quell’ aspetto”.

Le trasferte del 2012 si riveleranno un disastro, una catastrofe, un cataclisma. Atalanta-Roma è un po’ l’immagine di quanto detto, partita che nasce sotto una cattiva stella già dall’inizio con l’esclusione di De Rossi relegato in tribuna. Colantuono nella conferenza stampa pre gara aveva parlato molto bene della Roma e di Luis Enrique (“E’ un allenatore che ha le idee chiare. Ha una sua filosofia e lo stimo molto. Mi piace anche quando parla nelle conferenze stampa. In Italia di solito non c’è pazienza ma i tifosi della Roma dovranno averla con questo allenatore”) e verso fine partita, sul punteggio di 4-1, deve addirittura frenare i suoi nel non irridere ulteriormente una squadra che stava concludendo la gara in nove (espulsioni di Osvaldo e Cassetti). Un’umiliazione totale. Umiliazione che i giallorossi subiranno anche a Lecce, con il tecnico Cosmi che anche in questo caso come Colantuono dice ai propri ragazzi di non infierire.

In tutto questo si inseriscono le parole beffa di Reja dopo Roma-Lazio 1-2 del 4 marzo scorso, vittoria che consente ai biancocelesti di tornare a vincere due derby nella stessa stagione dopo 14 anni: “E’ difficile giocare in 10 tutta la gara, ma hanno giocato bene, hanno grandi giocatori tecnici e di spessore, gli faccio i complimenti. Sono sicuro che avranno un gran futuro”.

Si finisce quindi a Montella, che ha mancato il colpaccio all’Olimpico solo perché di mezzo c’era quel fenomeno che si chiama Francesco Totti. Cosa pensa l’Aeroplanino della situazione a Trigoria? Sabato scorso Montella ha dichiarato che “la Roma ha un’idea di gioco e questo è grazie all’allenatore” ma le prime difficoltà di Lucho portarono Top Gun a parlare in questo modo: “Se avessi avuto ora gli stessi punti che ha lo spagnolo sarei stato già cacciato”.

Complimenti, elogi e apprezzamenti: è stato tutto un bluff?

 

 

 

 

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