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Wesley: “Non ho toccato Diao, espulsione inaccettabile. Gasperini mi ha voluto qui”

Wesley: “Non ho toccato Diao, espulsione inaccettabile. Gasperini mi ha voluto qui” - immagine 1
L'esterno brasiliano, espulso contro il Como nell'ultima gara di campionato, parla alla vigilia del ritorno degli ottavi di Europa League
Redazione

Wesley parla al fianco di Gian Piero Gasperini nella consueta conferenza stampa alla vigilia del ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna, in programma domani sera all'Olimpico con fischio d'inizio alle 21. Il brasiliano, espulso contro il Como e che salterà il prossimo match di campionato contro il Lecce, partirà dal 1' dopo l'1-1 del Dall'Ara di giovedì scorso. Alle 13:30 l'esterno giallorosso risponde alle domande dei cronisti.

WESLEY IN CONFERENZA STAMPA

Come si sente ad essere un calciatore già importante per la Roma. Come ha fatto ad ambientarsi così velocemente? "Sono molto felice, voglio continuare così. Devo ringraziare tutti e soprattutto il mister che mi ha voluto qui. Sono venuto qui per aiutare la squadra, non mi sento Cafu ma mi sento di poter aiutare la Roma".

Sull'espulsione e la simulazione di Diao. "A mio avviso non era assolutamente fallo, ero consapevole di essere ammonito, non volevo lasciare la Roma in 10. Si vede che gli corro di lato, gli appoggio un braccio perché mi stava letteralmente cadendo addosso. Neanche Rensch glielo ha fatto. Uscendo ho detto più volte di non averlo toccato. Dalle immagini mi dicevano di confermare il fallo. È un episodio inaccettabile, decisivo. Eravamo 1-1, in undici sarebbe stata un'altra storia".

Sugli allenamenti con Gasperini. Su cosa preme di più? "Il calcio italiano è diverso da quello brasiliano. Se sono concentrato per l'avversario è difficile superarmi e io posso superare lui con più facilità. Il mister mi chiede di essere offensivo, di non sbagliare troppo, di prendere le decisioni giuste. Mi chiede equilibrio in fase offensiva e difensiva".

Quanto ti senti migliorato dal tuo esordio contro il Bologna? Ti trovi meglio a destra o a sinistra? "Ho un ricordo bellissimo, non vedevo l'ora di vedere i tifosi e lo stadio. Il mister ha scoperto che forse gioco meglio a sinistra, gioco dove vuole lui e cerco di dare il massimo. Sono migliorato negli atteggiamenti tattici, sono diversi da quelli che avevo in Brasile. Sto crescendo e voglio migliorare sia a destra che a sinistra".

Nello spogliatoio cosa significa per voi l'Europa League? "Teniamo tutti a questo obiettivo. Per me giocare in Europa era una delle priorità. Le carriere si costruiscono in queste competizioni. Sono impegni che richiedono più del 100% della concentrazione. Dobbiamo farci trovare pronti domani, è una partita importantissima per tutti noi e per l'ambiente".

Che duello è stato con Bernardeschi? È uno dei più difficili che hai affrontato finora in Italia? "È un giocatore molto forte, è stato un duello molto bello. Non credo ci siano stati molti duelli perché nella nostra pressione è il centrale che esce su di lui. Di grandi calciatori ne abbiamo affrontati molti in quella posizione, mi viene in mente Conceicao. Sicuramente dovremo essere pronti per affrontarlo domani".