La Roma riparte nel nuovo anno per dare continuità alla vittoria contro il Genoa di De Rossi. Il banco di prova è importante, in casa di un'Atalanta ferita e a caccia di punti per rientrare nella corsa europea. Per Gasperini sarà una gara particolare a livello emotivo, ma fondamentale per la lotta Champions. I giallorossi si preparano a un tour de force con 9 partite in un mese tra campionato, Coppa Italia ed Europa League e c'è necessità di partire col piede giusto, anche se con qualche problema di formazione tra infortuni, febbre e indisponibilità. Come di consueto il tecnico della Roma parlerà in conferenza stampa alle 13:30.

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Gasperini: “Mercato? Le big si scatenano, è una battaglia. Voglio una rosa completa”
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
C'è qualcuno in bilico a livello fisico? Poi, nove anni a Bergamo, cosa significherà per lei tornarci? "Con l'influenza ci sono Pellegrini e Bailey che sono comunque infortunati, l'ultimo è Pisilli ma dovrebbe anche lui recuperare. Hermoso è recuperato e dobbiamo vedere Wesley che ha un po' di acciacchi. Sono convinto che in prossimità della gara recupereremo tutti. Torno a Bergamo con grande piacere, è una bella storia quella dell'Atalanta e ci sarà tempo per ricordarla. Il comune denominatore era il presidente Percassi con cui siamo andati avanti e siamo sempre cresciuti. L'unico motivo è che la proprietà ad un certo punto è cambiata e la figura dell'allenatore è cambiata. L'Europa League non è stata il punto massimo. La vera anomalia è stata raggiungere questi obiettivi facendo sempre bilanci positivi. Credo che abbia dato anche molto fastidio ma è stata la capacità di un grande imprenditore e di una città unita. Ho lasciato la squadra al punto più alto, in Champions, una società molto ricca. Non ho toccato il patrimonio di giocatori dal grande spessore umano che rivedrò. Sono contento di essere venuto a Roma perché sono venuto nella situazione più difficile e quello che stiamo cercando di fare insieme alla società e all'ambiente è qualcosa che potrá essere veramente importante e gratificante, e io su questo ci credo molto".
Quali sono le insidie della partita? Chi è più penalizzato dalla Coppa d'Africa tra Roma e Atalanta? "Sono tutti giocatori che avrebbero giocato dal 1', ma su questo almeno siamo pari. Incontriamo una squadra forte e costruita per la Champions. In campionato ha zoppicato ma è stata rinforzata con acquisti un po' ovunque. È una squadra completa e che conosco bene. Ma io sono molto fiducioso di questa squadra. Anche quello che abbiamo fatto è un qualcosa che in pochi si aspettavano e guardiamo le partite con la fiducia che ci siamo conquistati sul campo in questi mesi".
Di quanti giocatori ha bisogno questa Roma? Poi, in Spagna dicono che per Raspadori è già fatta... "Allora dovete chiedere in Spagna (ride, ndr). Questa è una squadra che ha una sua base che sta facendo cose che ci piacciono. È competitiva. L'obiettivo della Roma è diventare sempre più forte. Non bisogna mettere giocatori tanto per metterli, bisogna mettere giocatori forti che possano dare continuità e valore aggiunto. Questo è un mercato strano, diverso dagli altri anni, dove le big si stanno scatenando perché la competizione è molto vicina e in pochi punti ti giochi tutto. Bisogna accettare la sfida, la battaglia e stare attenti e pronti. Guardare solo il nostro percorso per migliorarsi e diventare più forti".
Gasperini è cambiato rispetto a quello di Bergamo? "Non credo, spero di no. Spero di essere sempre me stesso nel bene e nel male. Mi porto dietro le mie caratteristiche. La cosa importante per me è aver fatto presa su questo spogliatoio e aver conquistato in parte quello scetticismo che c'era all'inizio. Per me non è stato facile cambiare vita però professionalmente sono in una situazione che mi stimola forte, che mi dà la credibilità di fare un bel lavoro. In questo penso di non essere cambiato. Quando abbiamo vinto l'Europa League ero convinto di poter arrivare anche più in alto... forse anche per questo sono venuto a cercare queste cose a Roma".
Su Dybala. "A me piace quando può fare gol, quindi deve stare davanti. Poi in momenti di difficoltà può aiutare anche la squadra, con la sua tecnica è in grado di dare una mano anche quando l'avversario è nella tua metà campo. Però il Dybala importante è quello che fa gol e che fa assist, che tira punizioni e rigori e che realizza"
Quanto incideranno le tempestiche di questo mercato? "Noi vorremmo giocatori pronti, magari averli avuti anche prima. Chi arriva a gennaio magari ha giocato poco ed è stato fermo. Non penso mai che chiunque arrivi possa darti un valore aggiunto da subito. Quanto tempo ci vorrà non lo so, vedremo quando sarà qui. Come ho detto prima, la rosa esiste e ha fatto anche molto bene quindi non c'è da avere fretta a pensare di far arrivare un giocatore per cambiare tutto. La mia visione è quella di fare la Roma più forte nel tempo".
Si aspetta un'accoglienza simile a quella di De Rossi all'Olimpico? "È stata molto bella ma spero di non ripeterla a fine partita... è stata bella e meritata. De Rossi è stato fantastico qui a Roma. Conoscendo i bergamaschi, sarà bello salutarsi ma poi ognuno per sé, senza prigionieri... (ride, ndr)".
Si aspetta che la Roma investirà abbastanza per rendere la squadra competitiva a gennaio? C'è un giocatore della vecchia Atalanta che riporterebbe in questa Roma? "Sono troppi, dovrei fare un elenco lunghissimo. Sappiamo la realtà finanziaria di questa estate e speriamo di sistemarla. Non è solo questione di soldi, chiaramente aiuta, ma la storia è anche l'Atalanta: è importante scegliere e magari ci vorrà tempo. Ti scontrerai con squadra che hanno disponibilità molto alte ma la Roma deve essere ambiziosa lo stesso. Inutile fare confronti, dobbiamo migliorare pezzo per pezzo la nostra squadra. Tutti vogliamo il massimo ma credo che questa sia la strada migliore".
Su Ziolkowski. C'è bisogno anche di un acquisto in difesa? "Portando Celik sugli esterni siamo in 5 senza Ndicka. In una squadra che spero farà 3 competizioni a lungo... non sono mai per le rose molto ampie. In questo momento sto guardando anche nel settore giovanile ma in tutta Italia sono meno prolifici rispetto al passato. Bisogna operare più su giocatori che magari giocano meno come Ziolkowski e dargli il tempo per diventare un titolare affidabile come Ndicka e Mancini. Non possiamo pretendere che a quell'età abbiano la stessa affidabilità. I numeri non devono essere enormi ma la rosa deve essere completa".
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