01:19 min
forzaroma news as roma conferenze stampa Gasperini: “L’emergenza dà fastidio, ma per competere con le big serve un salto tecnico”

news as roma

Gasperini: “L’emergenza dà fastidio, ma per competere con le big serve un salto tecnico”

Redazione
Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia della sfida con gli azzurri: "Su Dybala e Soulé decideremo, ora non so neanche chi ho a disposizione. Domani e con la Juve saranno importanti, ma non decisive"

La Roma va a caccia del primo successo in un big match contro il Napoli di Antonio Conte. Domani alle 20:45 il calcio d'inizio al Maradona dello scontro diretto per la corsa alla Champions League. I giallorossi cercano il successo per agganciare a 46 punti i partenopei. Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida. Ecco le sue parole.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Le condizioni di Soulé e Dybala? "Dobbiamo vedere oggi. Per Soulé è stata una settimana più difficile delle altre, oggi pomeriggio stabiliremo, stesso vale per Dybala che si è allenato con continuità, ma non è al 100%. Però c'è da parte di tutti la volontà di stare bene".

Ha prenotato il tavolo per stasera a cena con Massara? "Non so se all'hotel dove siamo noi (ride, ndr)... Può darsi, io da lì non mi muovo".

C’è stato un punto di svolta nella crescita di Pisilli? Sta dimostrando che i giovani possono crescere anche in squadre importanti senza andare a giocare altrove. “I giovani hanno percorsi di crescita importanti, ci sono momenti di svolta e mi auguro ce ne siano altri per lui. Mi associo ai complimenti che gli sono stati fatti e io sono il primo a essere felice delle sue prestazioni”.

Le big sono state sempre avversarie ostiche per la Roma, soprattutto per i risultati. Vi siete chiesti come mai? Solo sfortuna o c’è uno step da fare nella mentalità? “Più che di mentalità c’è da fare un salto tecnico. Se le cose si ripetono nel tempo è perché c’è una differenza, che si è assottigliata anche grazie alle nostre prestazioni. Nel girone di andata con le squadre che sono con noi o davanti è stato così. Col Milan altra ottima prestazione, almeno non abbiamo perso. Rispetto al girone di andata siamo cresciuti, purtroppo stiamo vivendo questa emergenza che però riguarda tante squadre. Ci dà fastidio questa emergenza, siamo convinti di essere competitivi al completo. La mancanza di uno o dell’altro ci rallenta, ma abbiamo entusiasmo e domani giochiamo col Napoli, anche lì avremo un’altra risposta a questi quesiti”.

Le chance di qualificazione in Champions passano principalmente per domani e per la partita con la Juve o è una forzatura? “Sono due partite importanti, sono scontri diretti e quindi hanno un valore più alto delle altre gare, ma valgono comunque 3 punti. La quota Champions non varia mai tanto tra una stagione e l’altra. Sono partite importanti ma non decisive. Se perdi queste due e vinci tutte le altre non cambia niente. Sono importanti per la capacità di superare certe squadre e sentirsi anche sopra a certe squadre”.

In questi giorni ha letto i complimenti di Mattarella? Ha detto che lei è così bravo perché è passato per Palermo. Le piacerebbe confrontarsi con lui direttamente? “Lui è sempre stato appassionato di calcio. Quando ero lì seguiva il Palermo, ma comunque condivido la sua analisi”.

Si aspettava a questo punto di stare a lottare con il Napoli campione d’Italia? In cosa è cresciuta di più la Roma, a parte la presenza di Malen? “Noi abbiamo sempre pensato al nostro percorso. Poi in questo campionato ci sono stati momenti diversi, l’Inter prima viaggiava meno e ora è avanti. Milan, Juve sono cresciute, il Napoli. Ma dopo 24 giornate siamo lì, con Juve e Napoli e il Milan visibile, il Como e l’Atalanta che risalgono. Ma questo è il campionato. Da quello che ricordo però i risultati e gli obiettivi non si sono mai raggiunti con diverse giornate di anticipo, ma solo arrivando punto a punto. E noi dovremo stare lì a battagliare, stare dentro fino alla fine”.

Si è ricreduto sul fatto che non giocare i playoff sia stato quasi negativo? “Non è collegato a questo. Abbiamo avuto un periodo come ottobre-novembre in cui giocavamo tantissimo e la rosa stava benissimo, con l’infermeria vuota. Prima tante defezioni in difesa, ora in attacco e questo dà fastidio. Ma non succede solo a noi, non è collegato però alle partite perché quando giocavamo ogni tre giorni stavamo tutti bene. C’è anche un po’ di casualità, è difficile dare risposte sugli infortuni. Sono anche infortuni strani, El Shaarawy il tendine, Soulé la pubalgia, Ferguson la caviglia, Dybala il ginocchio, tutte queste situazioni un po’ così, delle contusioni. L’unico stirato è Koné, ma sia lui che Hermoso, che ha preso una contusione clamorosa sul collo del piede, dovrebbero rientrare la prossima settimana. Magari in queste partite importanti pensi di recuperare qualcuno in più e invece ci vuole un'altra settimana. Ora però siamo arrivati a sabato”.

Come sta Zaragoza? Si è integrato? “Vi sembra sia qui da tanto, ma sono passati solo 15 giorni. Lui gioca in modo diverso, avrà bisogno ancora di rodaggio, lo farà giocando e allenandosi”.

Segnate pochissimo sui calci piazzati. “Senza dubbio è un limite nostro. Siamo tra gli ultimi in questa casistica, ma quei gol lì valgono come gli altri. Dobbiamo fare sicuramente meglio”.

La Roma è molto vicina al Napoli: cosa ha la squadra di Conte in più? “È una grande squadra. Sul piano degli infortuni non è stata una stagione fortunata, ha perso giocatori forti e importanti. Il Napoli ha vinto 2 scudetti negli ultimi 3 anni e ognuno fa le sue valutazioni”.

Prima di Atene ha detto che giocando tante partite si può crescere, ma questo dei calendari fitti - su cui tanti allenatori si sono anche scontrati a distanza - è un vantaggio per lei? “Io non faccio polemiche. Rispetto le indicazioni di tutti e le opinioni di ognuno. Per la mia esperienza giocare in coppa mi ha aiutato, poi c’è il rischio degli infortuni. Nella stragrande maggioranza avvengono in partita e quasi mai in allenamento, questo è un rischio. Per tanti altri aspetti a me ha sempre aiutato giocare le partite in Italia e in Europa. I giocatori a livello individuale si sono confrontati con altre realtà, io preferirei sempre fare le coppe. La Champions ancora di più”.

Il Napoli all’andata ha dimostrato più qualità nella gestione del pallone. Può essere una soluzione schierare davanti Pellegrini che può dare una mano in costruzione? “In questo momento non so neanche i giocatori che ho a disposizione, prima devo verificare quello e poi vedremo la scelta. Pellegrini ha giocato tanto no? I giocatori sono quelli, prima capiamo come stiamo e poi decidiamo. Anche un giorno è diventato importante”.

Con Zaragoza e Malen si è alzato il tasso tecnico della Roma? “Malen ha avuto un impatto molto forte, sia nei risultati che nelle prestazioni. A parte i gol con Torino e Cagliari, col Milan ha avuto tante opportunità. Ma lui comunque a noi dà molto e dovremo sostenerlo il meglio possibile, per quello è importante avere anche il resto della squadra in forma. Zaragoza in questo momento è più il giocatore da secondo tempo, da inserimento, ma sono convinto che può diventare nelle rotazioni quel giocatore che a noi manca in attacco come caratteristiche e per questo motivo può diventare molto utile”.