Domani alle 18 la Roma è ospite del Genoa per la 28esima giornata di Serie A. I giallorossi ritrovano per la seconda volta in stagione il grande ex Daniele De Rossi, tecnico dei rossoblù. Gian Piero Gasperini, alla vigilia della gara, ha parlato in conferenza stampa rispondendo alle domande dei cronisti. Ecco le sue parole.

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Gasperini: “L’argomento Totti non l’ho tirato fuori io. Ferguson stagione finita”
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
Sei assenti tra infortuni e Wesley squalificato: a parte Malen, in attacco c'è sempre bisogno di avanzare un centrocampista o Zaragoza può giocare dal 1'? "Se contiamo sempre Dovbyk e Ferguson sono sempre tantissimi gli assenti. Dovbyk è fermo da tanti mesi, ha fatto quest'intervento e se va bene rientrerà a fine aprile-inizio maggio. Non possiamo continuare a metterlo nella lista degli assenti. Stessa cosa vale per Ferguson, probabilmente verrà operato alla caviglia e finirà la stagione qui. Questi ormai sono depennati dalla lista. Gli altri sono quelli, abbiamo Dybala e Soulé fuori. C'è Malen, c'è Vaz, Venturino... abbiamo recuperato El Shaarawy, c'è Pellegrini, Zaragoza. Abbiamo i numeri per continuare a giocare, come abbiamo fatto fino ad adesso. A parte Soulé, fermo da qualche settimana, gli altri ci sono stati molto poco".
Guardando ai casi Dybala, Dovbyk e Ferguson, c'è qualche problema di comunicazione all'interno dello staff medico? "Sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina, non è un argomento su cui possiamo competere con dei medici che sono dei professionisti da tempo. E' vero che quest'anno si sono dovuti confrontare con dei casi molto limite. A cominciare da Ferguson che è arrivato dopo un anno che ha avuto un intervento, con grosse difficoltà iniziali a recuperare dopo le poche partite giocate l'anno scorso. Ha avuto un ottimo periodo verso dicembre, poi c'è stata questa ricaduta ma era già un caso molto difficile. C'è stato il caso di Angelino, quello di Bailey, Dovbyk. Adesso quella di Dybala. Sono casi non frequenti nel calcio, non muscolari ma un po' particolari e ognuno diverso dall'altro. Per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori è pesante, ma nonostante questo siamo arrivati fino a qui e continueremo ad andare avanti con tutti i migliori propositi".
Con Totti a cena avete parlato anche di un ruolo tecnico? "Non sono nella condizione di proporre queste situazioni. Sono 8-9 mesi che sono a Roma e non avevo mai incontrato Totti. Non è un argomento che ho tirato fuori io, è uscito un mese fa non da parte mia. Sul ruolo, sul centenario... da oltre un mese vengo qui e voi mi chiedete di Totti. C'è stata questa cena, ma senza voler mettere in difficoltà nessuno. Abbiamo parlato di calcio, mi piace molto come parla di calcio Totti. E' uno molto diretto, che come tutti i grandi campioni ha misura e angolazioni molto dirette e anche molto alte quando si parla di giocatori e squadre. E' piacevole per me, che sono sempre molto incuriosito da chi ha capacità particolari".
Malen si appresta per la prima volta qui all'impegno infrasettimanale: ci sarà un'attenzione particolare? A che punto è la crescita di Vaz? "Non si possono fare previsioni sulle partite. Entriamo in una fase di partite tutte importanti e determinanti. E' importante il campionato e sarà decisiva l'Europa League, in una settimana ci giochiamo l'opportunità o meno di andare avanti in Europa che è una competizione importantissima e diventano fondamentale i due prossimi turni in un campionato che sta diventando decisivo di partita in partita. I calcoli fatti prima non servono a niente, quando giochi la partita e ti trovi durante la gara devi vedere che cosa fare. Abbiamo dei diffidati, speriamo non ci tocchino altri infortuni anche piccoli che possono farti saltare qualche partita. Bisogna guardare ciò che c'è di volta in volta, come uno recupera e se si possono fare degli spezzoni. Bisogna utilizzare tutta la rosa. Vaz in questo momento è l'alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo. Ogni situazione e occasione, giocando così ravvicinati, ci sarà bisogno di lui come di Arena e di tutti quanti. Come, quando e dove lo vedremo giocando".
Si è un passo indietro rispetto alle avversarie o pensa che la Roma possa essere all'altezza dei competitors per la corsa alla Champions League? "Quando pensa di avere a disposizione Angelino? "Non lo so, anche questa è una situazione difficile da prevedere. Sta meglio, si sta allenando, ma la capacità di prestazione non lo so. Sicuramente è migliorato negli ultimi tempi, ma ha avuto un periodo in cui era completamente fermo. Siamo lì a giocarcela con tutti, un po' tutte le squadre hanno avuto infortuni importanti. E' imprevedibile questo. Il tipo di infortuni che abbiamo avuto noi è stato un po' particolare. Ci sono stati 15-16 highlander, infortuni di tipo muscolare ne ho avuti pochi e spesso molto brevi. Se Bailey sta fuori 5 mesi, Dovbyk anche... si sommano. Abbiamo avuto diversi giocatori fuori tanti mesi. Il numero magari è lo stesso, ma distribuito in pochi giocatori. Continuo a guardare avanti e a pensare al Genoa, di cui non abbiamo parlato, poi c'è il Bologna, il Como, di nuovo il Bologna e il Lecce prima della sosta. Sono due settimane belle, non decisive: ora dobbiamo stare dentro per restarci ad aprile e poi a maggio. Le cose decisive saranno a maggio, ora l'obiettivo è stare dentro il più possibile".
La squadra l'ha seguita in settimana sul concetto di non abbattersi? C'è stata un'analisi sulle rimonte subite? "Dipende sempre da come si vuole guardare le cose. All'andata avevamo perso sia con il Napoli sia con la Juve, ora abbiamo fatto due punti. Potevano essere probabilmente di più, sì. Siamo usciti dispiaciuti martedì, quando ci siamo ritrovati, perché quando prendi gol a 2' dalla fine pesa molto di più rispetto a quello per esempio subito a Napoli a 10' dalla fine. Soprattutto in virtù della partita e da come è andata la gara. Puoi continuare a parlare di questo o di che prestazioni hai fatto, di come hanno giocato certi giocatori. Dipende sempre che cosa si vuole vedere".
Il fatto di avere adesso la prima partita di un ciclo ravvicinato cambia l'approccio? Ha un impatto sulla gestione delle forze in campo? "Domani giochiamo a Genova, conosco bene quello stadio pieno e quella squadra in casa va forte, trascinata e spinta dal pubblico. Non abbiamo altri pensieri da fare. Dobbiamo pensare alla squadra, alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi 51: vuol dire che abbiamo fatto bene, ma ci sono delle condizioni particolari per cui se arrivi con mal di testa e problemi psicologici corri il rischio che siano ancora più alti. Dobbiamo andare a giocare forti, una partita difficile come tutte quelle del nostro campionato, guardare il loro 11 e guardare ai nostri, che cosa può succedere e che cosa possiamo fare di buono. E' una partita che vale tre punti".
Il fare più gol rispetto al girone d'andata, subendo però di più, è una conseguenza dell'arrivo di Malen o è cambiato il modo di giocare? Hermoso come sta? "Malen pesa e molto bene. Non è che prima di Malen andassero malissimo le cose, ora sicuramente con lui abbiamo più potenzialità offensiva e questo è innegabile. E' l'altro mezzo bicchiere che possiamo cominciare a vedere. Hermoso domani non ci sarà, vediamo la prossima settimana".
Perché quel calo di tensione nel finale contro la Juventus? Che cosa manca alla Roma? "Ho rivisto la partita, non abbiamo sofferto e anche dopo il 3-2 non ci sono stati tanti tiri. C'è stata una punizione tirata dentro l'area a 2' dalla fine, come ne ho viste tante in questo campionato. Se su quello si vuole giudicare tutta la partita... Non riesco a ragionare in quell'ottica, faccio veramente fatica. Lo accetto, ma giudicare la partita per una punizione a 2' dalla fine. C'è un avversario, abbiamo fatto la prestazione. Non ne voglio neanche più parlare. Fa parte della cosa, ma non mi coinvolgo in questo".
Come si sopperisce all'assenza di Wesley? Che cosa pensa dell'operato di De Rossi? "Daniele ha una squadra che gioca a calcio, che è convincente con il proprio pubblico. Sono segnali positivi, quando la gente va allo stadio, ha fiducia nella propria squadra ed è soddisfatta di come giocata è un grande segnale. Stanno giocando per obiettivi diversi dal nostro ma stanno costruendo il loro traguardo, anche per loro è tutto aperto e hanno tutto da giocare. C'è difficoltà per tutti in qualunque zona della classifica, ma sicuramente sta facendo un lavoro molto buono. Wesley? E' squalificato, capita. Abbiamo un paio di soluzioni, vediamo".
L'ha convinta la prestazione di Rensch, anche in ottica di una titolarità domani contro il Genoa? Anche prendendo in esame la possibile assenza di Norton-Cuffy. "Ha fatto molto bene, arrivava da un periodo di poco impiego e infortunio. Ha avuto un colpo al ginocchio con un grosso ematoma che l'ha tenuto fuori per diverse settimane, impedendogli di fare bene. Nel finale ha pagato un po' di crampi, ma è normale. Aveva già fatto prestazioni buone. A sinistra può giocare Tsimikas, Rensch, Celik, Ghilardi. Queste sono le alternative. Celik può giocare dietro ed esterno. Su quello ci muoviamo".
Domani Cristante può riposare? Lunedì ha pagato lei o Totti? "Nessuno dei due (ride, ndr). Cristante sta giocando tantissime partite, ora giocheremo anche ravvicinato e non puoi mai sapere il recupero. Questo è un aspetto difficile, riuscire a intuire quando uno ha bisogno di un giorno in più di recupero e quando invece può giocare da giovedì a domenica. Faccio fatica a rinunciare a Cristante, nel gioco aereo è fondamentale oltre alla duttilità di tutto il resto. Anche lui però a volte ha bisogno di recuperare un po' di più e in quella zona del campo abbiamo più alternative importanti e valide".
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