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Col Cska l’ultima chance: da Villar a Darboe ecco chi rischia

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In vista del mercato di riparazione, il gm della Roma continua a ragionare su come muoversi in entrata e in uscita per far contento Mourinho

Redazione

Ultimo, piccolo, esame prima di salutare? Il conto alla rovescia per il mercato di riparazione continua anche in ottica cessioni e l’ultima sfida dei gironi di Conference stasera col Cska Sofia potrebbe essere anche la passerella d’addio per alcuni calciatori. A parte l'ormai certo addio di Borja Mayoral (Fiorentina forte sul giocatore), nessuno è al sicuro dei giocatori fin qui poco utilizzati da Mourinho. Villar è il diretto indiziato a lasciare Trigoria insieme a Diawara, con Kumbulla che sta sondando il terreno per capire se convenga o meno fare le valigie direzione Torino. Così come Carles Perez e Calafiori, entrambi sulla rampa di lancio un anno fa, entrambi sulla spola panchina-campo (più fuori che dentro) negli ultimi mesi. E a questi vanno aggiunti anche i giovani Darboe, Bove e Zalewski, tutti 'pupilli' di Mourinho che non sono riusciti a incidere fino in fondo.

Pinto deve decidere a chi rinunciare: da Villar a Carles Perez

Sarà difficile ma non impossibile il lavoro di Tiago Pinto a gennaio. Come detto ripetutamente, a Mourinho servono giocatori, ma per prendere altri serve dar via quelli che ci sono adesso. Non tutti, sia chiaro. Alcuni. Tra questi sembra destinato a salutare Gonzalo Villar. Lo spagnolo sembrava potesse rappresentare il futuro del centrocampo della Roma, eppure con Mou lo spazio trovato è stato inesistente. E nelle poche partite da titolare o da subentrato, non ha inciso e non ha stregato lo Special One. Stessa sorte per Amadou Diawara, giocatore lontanissimo dai livelli dello scorso anno, che ha messo in mostra soltanto una discreta mediocrità che non dovrebbe permettergli di restare in rosa. La sua permanenza dipenderà soprattutto dalle offerte che potrebbero arrivare per il guineano, non particolarmente numerose come quelle della scorsa estate, tutte rifiutate dal numero 42.

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Per ora sembra aver trovato spazio Marash Kumbulla, più per prevenire probabili infortuni di Smalling che non per reale interesse di Mourinho a far giocare l'albanese. Anche perché non ha mai convinto. La prestazione contro il Bodo in Norvegia si può ricordare ancora oggi. Il Torino e l'Udinese sembra vogliano provare a portare in rosa il numero 24 giallorosso, anche se l'ex Verona non gradisce particolarmente le destinazioni. A Pinto il compito di spiegargli che adesso, con ogni probabilità, non ci sono altre società disponibili a prenderlo. L'alternativa è quella di congelare in panchina qualora venisse preso un altro centrale o se Smalling dovesse trovare continuità fisica. Discorso simile per Carles Perez e Riccardo Calafiori: il primo è stato utilizzato con il contagocce da Mou, che comunque ha visto in lui un ricambio a cui affidarsi con più 'frequenza' rispetto ad altri. Il terzino scuola giallorossa non è invece mai riuscito a convincere lo Special One, che addirittura gli ha preferito Ibanez nelle situazioni in cui Vina ha avuto problemi fisici. A dimostrazione che quando tornerà Leonardo Spinazzola, Calafiori potrebbe diventare la quarta scelta sulla sinistra.

Delusione giovani: Darboe, Bove e Zalewski

È vero, l'età è dalla loro, ancora devono crescere. Ma se Mourinho ha deciso di aggregarli costantemente in prima squadra, un motivo ci sarà. Eppure il minutaggio concesso ai giovani della primavera non è così alto. Tranne Felix Afena-Gyan, salvatore della squadra a Genova in una partita che sembrava maledetta, gli altri 'under' della rosa giallorossa hanno visto poco (e male) il campo. Lo scorso anno Fonseca aveva lanciato Ebrima Darboe, mediano nelle ultime cinque di serie A, anche lui come Villar prospetto che sembrava potesse esplodere in questa stagione. Eppure Darboe finora ha giocato solo quattro partite (3 in Europa e 1 in campionato) senza far innamorare Mourinho a tal punto da confermare la sua presenza fino al termine di stagione. Si potrebbe parlare di prestito, anche perché le qualità del gambiano sono indiscutibili, privarsi definitivamente del suo talento (da dimostrare in toto) potrebbe risultare un errore.

Stesso discorso per Edoardo Bove e Nicola Zalewski. Il 'polacco di Tivoli' piace molto a Mourinho, che l'ha voluto fortemente con lui in prima squadra, tanto da fargli giocare anche uno spezzone nel derby d'andata. Dopo quella prima apparizione, il nazionale under 21 della Polonia ha trovato spazio solo altre due volte in serie A, contro Empoli e Venezia; mentre in Conference League ha partecipato al pareggio dell'Olimpico contro il Bodo Glimt e alla vittoria casalinga contro lo Zorya per 4-0.

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Il minutaggio è comunque esiguo, solo 35 minuti che non giustificano la voglia di Mou di tenerlo con sé. Per questo il prestito è una soluzione che Pinto potrebbe provare, tanto per lui quanto per Bove, anche lui utilizzato limitatamente dal portoghese. Tre presenze in serie A e poco più di mezz'ora di gioco effettiva nelle gambe dimostrano che per quanto le caratteristiche del centrocampista possano piacere allo Special One, il diciannovenne risulta ancora acerbo. Già quest'estate i club interessati al talentino della Roma non mancavano, ma lui ha preferito restare e convincere l'allenatore delle sue qualità. Ma non sembra esserci riuscito in pieno.

Tiago Pinto sta monitorando tutte queste situazioni e altri possibili colpi in entrata, cercando di capire come fare per attuare il 'mercato sostenibile' di cui parla senza lasciare scontento Mourinho. Compito decisamente arduo.

Simone Biondi