Cinquanta sfumature di Friedkin: in un mese e mezzo zero sconfitte e leader ritrovati

Il presidente non si perde una partita della sua squadra, che ora è più compatta. Senza invadenza, perché non è nel suo stile. Senza tuffi in piscina o battute forzate

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Un vecchio e forse inflazionato proverbio latino recita: “Oculus domini saginat equum”. Ovvero: l’occhio del padrone ingrassa il cavallo. Una nozione semplice che ogni imprenditore conosce bene. Compreso Dan Friedkin, e tranne coloro che per anni hanno voluto “sottovalutare” l’assenza totale di Pallotta da Trigoria. Oggi i fatti ribadiscono l’importanza dei proverbi. Sono passati, infatti, 48 giorni di Dan Friedkin a Roma. O meglio con la Roma visto che il presidente giallorosso ha seguito la squadra di Fonseca in tutte le trasferte: da Verona a Milano passando per Udine e Berna. Un occhio vigile, severo dicono a Trigoria, che incute quella paura della sconfitta che da queste parti era sparita dal giorno alla notte. In quasi 50 giorni dei Friedkin, infatti, la Roma non ha mai perso una partita sul campo. E questa è cronaca. Eppure due esami difficili sono arrivati tra Juventus e Milan, e se non fosse stato per il pasticcio di Verona con la lista Diawara oggi i giallorossi sarebbero a pari punti dei bianconeri e a -1 dall’Inter. Tutto questo in una situazione finanziaria difficile che Friedkin sta risolvendo a colpi di aumenti di capitale e dopo un mercato in controtendenza con le ultime stagioni. Il texano ha tenuto i big e provato a completare la rosa. Non ci è riuscito fino in fondo e questo lo sa, ma lo spogliatoio ha apprezzato e – come tutti noi – ora si aspetta uno sforzo in più.

Da Dzeko a Pellegrini: la squadra ora è compatta

 

“Ci fanno sentire la loro presenza”, è il parere unanime che coinvolge giocatori, staff tecnico e dirigenziale e che riguarda ovviamente Dan e Ryan Friedkin. E i risultati sono tangibili anche nel comportamento dei calciatori. Dopo un’estate paradossale, infatti, Edin Dzeko si è ripreso fascia e leadership della Roma. L’esultanza di ieri a San Siro dopo il 3-3 di Kumbulla è tutto ciò che un tifoso (da casa purtroppo) vorrebbe vedere. Pure Lorenzo Pellegrini ha un altro piglio e sta proseguendo in un percorso di rinascita. Tutti e due ad agosto, dopo il tonfo col Siviglia, avevano lamentato in campo e fuori un certo malumore. Quasi un distacco. Oggi ci credono, e sotto gli occhi di Dan non vogliono deludere. Il magnate texano ha parlato di persona (quanto sono brutte le videochiamate?) anche con Zaniolo rincuorandolo e promettendogli un rinnovo a breve termine. Senza invadenza, perché non è nel suo stile. Senza tuffi in piscina o battute forzate. Friedkin incute quel giusto rispetto misto a timore che ogni presidente dovrebbe emanare. Sempre in giacca, sempre coi modi giusti. E questo i giocatori, soprattutto i leader, lo avvertono.

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Dirigenza sull’attenti e futuro già in ballo

 

I cambiamenti di Trigoria si respirano anche tra le mura del palazzo adiacente il campo sportivo. Friedkin non ha mollato l’osso nemmeno un minuto mettendo da parte per quasi due mesi gli affari Toyota e concentrandosi sulla pianificazione di un 2021 duro vista la crisi provocata dal Covid. Tagliati alcuni rami secchi ora è prioritario l’arrivo di due nuove figure dirigenziali per poi valutare il ruolo di Fienga: un direttore sportivo e un direttore generale. Friedkin sa che la fretta spesso è nemica della saggezza, e quindi sta vagliando attentamente la scelta dopo colloqui personali (anche questi di persona finché si potrà) e valutazioni progettuali. In pole ora sembrano esserci Emenalo e Uva, ma il lavoro sotto traccia della nuova proprietà alimenta sorprese gradite. Anche sul mercato di gennaio quando Friedkin dovrà aiutare Fonseca a coprire almeno due buchi in rosa che non possono non essere sottolineati: il terzino destro e un esterno offensivo. A livello mediatico, infine, c’è più attenzione al lavoro di chi lavora per e con la Roma, e gli slogan sono banditi. “Parlerò quando ci sarà da parlare”, ha detto nella sua unica intervista Dan. Per ora parla il campo.

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