Giovane, competente e già esperto: un profilo che si sposa alla perfezione con le idee del tecnico piemontese
Mancini, un romanista nato a Pontedera
I colpi
Quando si parla di direttore sportivo, si finisce inevitabilmente a guardare i nomi che è riuscito a portare e valorizzare. E Tognozzi, con un lavoro silenzioso ma estremamente concreto, negli anni a Torino ha lasciato un segno evidente. Uno dei casi più noti è quello di Mati Soulé. È stato proprio lui a portarlo alla Juventus, intuendone per primo il talento e contribuendo alla sua crescita fino all’esplosione che lo ha poi portato alla Roma per oltre 30 milioni di euro. Ma non è l’unico esempio. Tra le scoperte c’è anche Huijsen, oggi al Real Madrid, altro profilo passato sotto la sua lente. E poi Kenan Yildiz, ormai diventato uno dei simboli del nuovo progetto bianconero. Senza dimenticare Dragusin e Barrenechea. Un lavoro che ha fatto la differenza soprattutto sul piano economico: giovani intercettati prima degli altri, fatti crescere e poi trasformati in plusvalenze importanti. E Yildiz, in questo senso, è l’esempio più evidente: un valore di mercato già oltre i 70 milioni e ancora margini di crescita.
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