Castan: “Alla Roma il mio anno migliore. Ho affrettato troppo il mio rientro”

Castan: “Alla Roma il mio anno migliore. Ho affrettato troppo il mio rientro”

Il difensore brasiliano ripercorre l’esperienza nella capitale: “Nel 2014 avremmo potuto vincere lo Scudetto”

di Redazione, @forzaroma

Leandro Castan torna a parlare dell’esperienza con la maglia della Roma. Il difensore brasiliano, attualmente capitano del Vasco da Gama, ha rilasciato un’intervista a “Calcio 2000”. Queste le dichiarazioni relative al suo periodo in giallorosso:

Nell’estate del 2012, la Roma ufficializza l’acquisto di Castan, 25enne fresco vincitore della Copa Libertadores con il Corinthians.
Ricordo che c’erano tanti rumors in quel periodo. Ufficialmente, avevo due offerte sul piatto. C’era quella della Roma e quella del Fenerbahce. Il club turco mi offriva più soldi ma io, in quel periodo, sognavo la Seleçao e quindi ho preferito andare a giocare alla Roma, in un campionato di primissimo livello e in una squadra conosciutissima in tutto il mondo. È stato un bel periodo, giocavo tanto ed eravamo anche forti. Onestamente credo che il mio secondo anno in giallorosso (stagione 2013/14, ndr) sia stato il migliore di tutta la mia carriera. Penso che avremmo anche potuto vincere il campionato, avevamo davvero una bella squadra. Purtroppo, non è andata così e mi dispiace molto perché, lo ripeto, eravamo una bellissima squadra, allenata bene da Rudi Garcia. Siamo arrivati secondi dietro alla Juventus ma potevamo anche vincere.

Dopo i primi due anni, favolosi, alla Roma, è arrivato il problema alla testa, quel cavernoma che ti ha costretto ad andare sotto i ferri.
Il mio più grande rammarico e non essere riuscito a tornare ai miei livelli. Il mio obiettivo, dopo l’operazione, era di recuperare il tempo perduto e dare il mio contributo alla squadra. Ci ho provato in ogni modo ma non ci sono riuscito. Premetto che, se tornassi indietro, rifarei le stesse scelte di allora ma, con il senno di poi, credo di aver affrettato troppo i tempi del mio rientro. Volevo tornare a giocare, volevo aiutare i miei compagni ma, probabilmente, non ero ancora pronto e questo l’ho pagato a caro prezzo, visto che il mio rendimento è stato inferiore rispetto alle mie aspettative.

Al Vasco da Gama ti sei ritrovato…
Ho ritrovato me stesso. Mi sento bene fisicamente e mentalmente. Sono in un club molto noto in Brasile che sta cercando di tornare ai fasti di un tempo e io voglio dare il mio contributo. Sono il capitano della squadra e questo è motivo di grande orgoglio da parte mia.

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