Caro Spalletti, mio figlio non ti perdonerà mai

La lettera aperta di un amante del calcio all’allenatore della Roma, che ieri ha deciso di non far entrare Totti per l’ultima volta a San Siro

di Redazione, @forzaroma

La Roma sbanca San Siro con un poker, ma a far discutere in casa giallorossa continua ad essere il mancato ingresso di Francesco Totti. Il capitano, omaggiato da tutto lo stadio, avrebbe potuto calcare per l’ultima volta quella che è la Scala del calcio dove ha regalato magie e spettacolo. E magari tirare anche il calcio di rigore trasformato invece da Daniele De Rossi. La decisione di Spalletti non è andata giù a gran parte dei tifosi giallorossi, ma non solo. Ecco infatti la lettera aperta al mister di Certaldo, scritta da un amante del calcio e pubblicata dalla pagina Facebook ‘Che fatica la vita da bomber’.

“Caro Luciano,
ti do del “tu”, anche se non ci conosciamo. Mi hanno insegnato che si fa così, tra uomini.
Ti scrivo perché sai, ci sono rimasto male. Anzi, a dirla tutta mi hai fatto davvero arrabbiare.
Ho 37 anni e quando ero bambino sognavo di fare il calciatore. Come Baggio, come Batistuta, come Del Piero, come Totti.
Non sono romano, non sono romanista, ma amo il calcio, e resto un romantico, se non lo fossi stato avrei seguito gli scacchi anziché il calcio.
Nella vita ho imparato che è importante avere empatia, ti semplifica la quotidianità, ti fa vivere meglio. E ti fa amare. Baggio, Batistuta e Del Piero hanno smesso, Totti non ancora. Lo farà tra qualche giorno, e io mi sentirò un po’ più vecchio.
Ieri sera ero a San Siro solo per dargli l’ultimo saluto, per poter dire a mio figlio: “Sai, quello è Totti, quando avevo la tua età lo vedevo giocare, oggi lo vedi anche tu”. Stavate vincendo 1-3, mancavano 5 o 6 minuti alla fine, eravamo già tutti pronti per dedicargli un applauso. Sai, non sarebbe stato un applauso fine a se stesso, sarebbe stato il modo di tre generazioni di dire grazie. Grazie per quello che ci hai dato, grazie per averci trasmesso emozioni in tutti questi anni.
Capisco tutto, tu devi gestire un gruppo, la Roma non è Totti, bla bla bla. Quello che non capisco, per un allenatore di una squadra importante come quella giallorossa, è la totale mancanza di empatia. Non solo con Francesco, ma con la gente. Quella comune come me, quella che voleva salutare Francesco.
Hai perso una grande occasione, e l’hai fatta perdere a me, a mio figlio, a mio padre e a Francesco”.

 

9 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. mvignat_143 - 3 anni fa

    Tutti i giocatori siamo unici. Quello che lo rende piu unico di altri é che ha giocato molto é vinto poco. Questo si che lo fa unico.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. mark.caprarell_743 - 3 anni fa

    La cosa che più mi commuove nel calcio è quando vedi un tifoso di un’altra squadra alzarsi e applaudire un giocatore di un’altra squadra rivale. E’ bello, commovente. Si abbattono tutte le barriere in un attimo! Si diventa tutti UNO. Fosse sempre cosi! Ma forse, proprio perchè non è sempre cosi, diventa ancora più bello quando lo si fa! Onore a questo tifoso non romano e non romanista che voleva omaggiare Totti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. oscarfaste_946 - 3 anni fa

    Ma quale campione.

    Uno che sputa all’avversario non può essere definito campione.

    Per fortuna ancora un mese e poi smetterà di giocare al calcio. E forse la Roma potrà vincere qualcosa. L’unico anno in cui la Roma ha vinto è stato unicamente grazie a Batistuta e Capello.

    Totti lo considero un ingombro per il calcio italiano. Avanti un altro.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. milko.pellegrin_459 - 3 anni fa

    Sì, certo, bella roba a scrìvere lèttera del gènere, métterla sul sentimentale menzionando il figlioletto, sentìrsela passare per “lèttera aperta” e non aver nemmeno il coraggio di firmarla. Non s’era mai visto un quotidiano a tiratura nazionale e noto in tutto il mondo, esaltare una lèttera anònima, per di più veramente patètica.
    Ad majora.
    Milko PELLEGRINO

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. frafab5_679 - 3 anni fa

    Per venti anni lo avete insultato, oltraggiato, trattandolo come una specie di incrocio tra un minus-habens e un criminale (le barzellette, la coattagine, lo sputo a Poulsen, il calcio-in-quel-posto a Balotelli… potrei continuare per quant’è lunga l’Eneide…).
    Sostenitori della Roma a parte, è stato il catalizzatore di ogni cialtronaggine pensabile dalle tifoserie avversarie. E ora – che è un ex calciatore – lo volevate in campo, giusto? E quanto avrebbe dovuto giocare, secondo te? Tutto il secondo tempo, per facilitare la rimonta dallo 0-2? Solo gli ultimi dieci minuti, sull’1-3, per dire poi che era stato ancora una volta «umiliato» dal suo allenatore?
    Scusa se ti do del tu, giornalista (?) milanese: a tuo figlio fagli vedere la palombella a Julio Cesar o le punizioni contro il Milan, per spiegargli chi era Totti. Le trovi facilmente su YouTube.
    Ah, penso che ci troverai facilmente anche il saluto tributato dai tifosi milanisti a Paolo Maldini.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. bisbandare_695 - 3 anni fa

    Le voci del mercato allenatori danno tra i papabili all’ Inter,
    Spalletti….Dio ce ne scampi…
    Un uomo che si comporta come ieri sera, è un uomo senza l’idea del
    rispetto che deve esserci per Totti e per tutti i tifosi del del vero calcio…
    La prego Spalletti stia lontano dal calcio italiano…e forse ritroverà i
    veri valori…che la renderanno più umile e più intelligente.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. turro5_81 - 3 anni fa

    Caro Spalletti l’invidia è una brutta bestia

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. fabriziomongell_138 - 3 anni fa

    Scusate ma secondo voi a Spalletti, prima di un derby delicatissimo, hanno fatto piacere certi proclami idioti del tipo: Vinceremo 2 a 0; distruggiamoli! Grande capitano, ma il bene della squadra viene prima.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. encat - 3 anni fa

    alt, già che non sei romano né romanista, non puoi capire. Non c’è altro da aggiungere.
    Io sono romano, romanista e ho conosciuto una grande Roma, che vinceva e convinceva, quando Totti faceva si e no le elementari. I nostri pilastri si chiamavano Pruzzo, Conti, Falcao, Nela, Tancredi. Tutta gente che ha giocato anche in altre squadre, vero, ma non per questo meno valorosi. Questo per dire che per me viene prima la Roma coi suoi bellissimi colori, poi gli uomini.
    I più romantici probabilmente vedono ciò che è successo ieri come una specie di alto tradimento, come una mancanza di rispetto; per me è semplicemente scelta tecnica dettata dal risultato non ancora acquisito, e non venitemi a dire che sul 3-1 eravamo tranquilli, perché sappiamo benissimo di cosa è capace la Roma quando decide di fare la Rometta.
    E poi la mia controdomanda è: Spalletti è mai stato rispettato? Dal primo giorno che è tornato hanno cominciato a rompergli l’anima con la questione Totti, come si fa a lavorare serenamente in queste condizioni? Con tutto questo ha fatto un girone di ritorno spaventoso (in senso buono) col contributo determinante del capitano, che ha gestito a piccole dosi.
    Quest’anno ci si aspettava da lui molto di più e ha deluso, ma sulla questione Totti francamente non ha tutti i torti, ha un po’ stufato questa storia.
    Come fai fai, ce n’è sempre una: lo mette gli ultimi minuti, e non va bene, lo mette un quarto d’ora, eh no ma almeno un tempo, poi una volta gli dice di entrare e quell’altro “ho mal di schiena”…ma allora cosa deve fare?
    Al di là di ciò che penso di Spalletti tecnicamente (per me molto sopravvalutato) capisco la sua frustrazione anche se in un momento cruciale come questo un professionista serio certe frustrazioni dovrebbe tenerle per lui e tenere la bocca ben chiusa, pensando solo a lavorare bene fino al 90′ della 38 giornata.
    Umanamente mi dispiace per Totti, magari si può contestare a Spalletti di avergli preferito una pippa epocale come Peres.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy