Candela: “Ecco come Totti lavora nell’agenzia. Io e lui parliamo la lingua di Zidane e Guardiola”

I componenti della CT10 Management protagonisti al Social Football Summit. Oltre al francese, presenti pure gli altri collaboratori del Capitano: Demontis, Fittavolini e Cancellieri

di Paolo Franzino, @PaoloFranzino

Torna il Social Football Summit, stavolta totalmente online per rispettare le norme anti-Covid. È stata la terza edizione della rassegna dedicata all’industria calcio in tutte le sue sfaccettature. Dal marketing agli eSports passando per il panel ‘Scouting: l’arte di scegliere’, a cui hanno partecipato i componenti della CT10 Management, la società di scouting e consulenza creata da Francesco Totti. A prendere la parola è stato anche Vincent Candela, ex compagno alla Roma di Totti e ora ambasciatore della società. Con lui pure Giovanni Demontis (agente FIFA e cofondatore della CT10 Management), Matteo Fittavolini (capo area scouting CT10) e Carlo Cancellieri (manager sportivo CT10 e tecnico del Totti Sporting Club).

VINCENT CANDELA

Com’è nato il tuo rapporto con la CT10 Management?
Parte dal mio amico, ci conosciamo da 24 anni. Dopo Natale mi ha chiesto se fossi disponibile a collaborare con lui. Mi ha presentato la squadra, abbiamo avuto subito un certo feeling. Non ho potuto dire di no al mio capitano, il calcio è sempre stato la mia vita. Ho tanti amici in questo mondo, è un modo per ritrovare amici, ex compagni e allenatori.

Che valore aggiunto può dare l’esperienza tua e quella di Totti e Aldair?
Non diventeremo la migliore agenzia del mondo solo perché siamo stati campioni del mondo. Penso che quando io, Aldair e Francesco incontriamo Maldini, Gattuso, Zidane e Guardiola o ci confrontiamo con ds come Sabatini e Giuntoli parliamo la stessa lingua. Inoltre con la nostra esperienza capiamo quando qualcosa non va. La CT10 Management pensa molto al comportamento: anche noi abbiamo sbagliato partite e comportamenti, siamo stati in panchina e ciò ci rende consapevoli di quello che diciamo ai nostri atleti. Loro ci ascoltano di più in confronto a qualcuno che non ha giocato mai a calcio.

Oggi i giovani calciatori parlano una lingua diversa rispetto a quelli della tua epoca?
Stanno più al telefono, però quando parliamo tra di noi riusciamo a capirci, non sono tanto più vecchio (ride, ndr). Noi gli diamo l’esperienza che serve.

Come vivi il calciomercato da non atleta?
È completamente differente, abbiamo tanto da imparare ancora. Ringrazio tutti i ds che ci hanno ascoltato. Quello che abbiamo fatto in quest’anno è andato bene, personalmente ho trovato meraviglioso questo nuovo mondo, pur con tutte le sue difficoltà. Mi trovo abbastanza bene.

Ti sei posto degli obiettivi per i prossimi anni?
L’obiettivo è quello di essere sempre vicino al mio capitano e fare meglio di ciò che possiamo fare. Non vogliamo diventare i più forti al mondo, ma fare il nostro meglio.

GIOVANNI DEMONTIS

Com’è nata quest’idea?
L’idea è nata da un incontro tra me e Totti un anno e mezzo fa, il tramite è stato Cancellieri. Abbiamo parlato di questa cosa, col passare del tempo è diventata più concreta. Vogliamo essere un’agenzia diversa, non solo business, ma vogliamo mettere il calciatore al centro di tutto. Per fare questo abbiamo tre campioni del mondo, Totti, Aldair e Candela, che onestamente è qualcosa di difficilmente replicabile. Per un calciatore che nel corso della carriera deve fare scelte, avere dei mentori così è qualcosa di incredibile. Ho fatto fatica ad abituarmi nell’avere davanti Francesco tutti i giorni: lavorare con lui ti fa capire che ha delle qualità incredibili nella visione del calcio. Riesce a vedere delle cose che noi umani non possiamo vedere. È come se prima vedessi le partite in bianco e nero e con lui in 4K.

Quali sono gli obiettivi nel breve periodo e quelli a lungo termine?
Nel breve stiamo cercando di fare una strutta ramificata in tutte le aree, dal professionismo maschile ai giovani. Da poco abbiamo aperto il ramo del calcio femminile e probabilmente a breve ci occuperemo di eSports. Ci avvaliamo di tanti collaboratori esterni che sono la nostra forza trainante. Vogliamo essere un modello che possa essere anche replicabile all’estero. La Francia è piena di talenti, lì abbiamo creato una sorta di affiliata. Nel lungo periodo vogliamo riuscire ad avere un bagaglio d’esperienza tale da fornire consulenza ai club: riuscire ad avere calciatori sparsi nei maggiori campionati d’Europa senza perdere quella vicinanza che ci lega all’uomo. Vogliamo diventare una risorsa per i club, un soggetto con cui i club interagiscono per avere consulenze anche in fase di mercato.

Qual è il rapporto della dicotomia business-atleta?
L’esperienza degli agenti si è delineata verso l’intermediazione pura, quindi verso il mercato, i trasferimenti e i soldi. Vogliamo che questi aspetti del business rimangano una conseguenza del lavoro che facciamo con i nostri ragazzi, che per noi non rappresentano dei numeri ma delle persone. Ci dev’essere l’onestà di dirsi la verità in faccia perché nel calcio si diventa uomini da giovani. Per noi il calciatore è al centro di tutto. Il business è una conseguenza del lavoro che facciamo con i nostri calciatori e i club.

Come sono divisi i ruoli con Francesco Totti?
Io sono un agente e seguo la fase di negoziazione con i club. Dal punto di vista aziendale gestisco la struttura. Francesco coordina e supervisiona la parte dello scouting, ovvero ciò da cui si origina tutto il lavoro. Dal punto di vista umano e calcistico sceglie la persona che deve avere particolari requisiti, chiaramente alla base di tutto deve esserci una bontà della qualità tecnica. Io mi occupo della parte negoziale, Francesco cerca di dare qualità con un occhio sopraffino: lo stesso occhio che aveva in campo l’ho ritrovato mentre guardiamo le partite, è straordinario.

MATTEO FITTAVOLINI

Quali competenze deve avere un capo scouting nella CT10 Management?
È chiamato a fare un lavoro a 360 gradi. Cerco di occuparmi dello scouting internazionale, seguo una decina di campionati. Questa è una struttura che ha deciso di seguire campionati nazionali e internazionali, quindi ho figure di riferimento. I giovani li segue Gianluca Cesaro che riesce a segnalare con grande anticipo i campioni dei campioni; il mio braccio destro è Gianluca Pantano che segue Serie B, C e Primavera. Tutto ciò che vedo parte dalle loro imbeccate, poi viene inserito nel database, cosicché Francesco abbia visione di tutto e possa riuscire a dare la giusta consulenza alle squadre e la giusta collocazione ai nostri assistiti, che è il nostro fine.

Quali sono i criteri di valutazione per i giocatori?
Noi abbiamo un metodo un po’ particolare: nel calcio moderno tutti i giocatori devono saper fare un po’ tutto, però ognuno ha le sue peculiarità. Dovendo raccogliere giocatori diversi in un unico database, c’è bisogno di catalogarli, perciò abbiamo creato questo metodo che prevede la suddivisione in trenta macro ruoli, che ci fa capire quale può essere il giocatore più adatto per un certo contesto. Se ci chiedono un difensore centrale, per esempio, dobbiamo sapere se vogliono un marcatore o uno che imposta il gioco. È una suddivisione che facciamo per tutti i ruoli, partendo da questa analisi cerchiamo di mettere il calcio al centro del progetto e non il business. Cerchiamo di proporre il giocatore giusto alla squadra giusta, per far operare al massimo il giocatore e farci vedere dalla squadra stessa come collaboratori affidabili, per risolvere quei problemi che ogni squadra in fase di mercato si trova ad affrontare.

Qual è l’iter con le società?
In fase preliminare un giocatore ci può essere proposto da agenzie internazionali, oppure possiamo sceglierlo noi dopo alcune valutazioni. Ciò che passa per il mio tavolo alla fine ha il marchio di qualità di Totti, che ha la parola finale. Lui deve essere straconvinto ed entusiasta di ciò che gli andiamo a proporre. Quando lui è convinto del valore del giocatore, allora la palla passa a Demontis e pensa lui a proporre il giocatore alla società a cui abbiamo deciso di proporlo.

CARLO CANCELLIERI

Hai avuto un ruolo fondamentale per questa società: hai messo in contatto Francesco Totti e Giovanni Demontis.
Il mio lavoro è mettere idee e selezionare personale. Ho tanti anni di esperienza nel calcio, mi considero un falegname del settore, metto le mie idee a disposizione della struttura.

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