Riccardo Calafiori è tornato a parlare della Roma in un'intervista al podcast Supernova. Il difensore dell'Arsenal ha parlato del su passato in giallorosso e della sua volontà di voler tornare nella Capitale in futuro. Di seguito le sue parole:

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Calafiori: “Mi piacerebbe tornare alla Roma, ho lasciato il lavoro a metà”

EINDHOVEN, NETHERLANDS - MARCH 04: Riccardo Calafiori of Arsenal celebrates scoring his team's seventh goal during the UEFA Champions League 2024/25 UEFA Champions League 2024/25 Round of 16 first leg match between PSV and Arsenal FC at PSV Stadion on March 04, 2025 in Eindhoven, Netherlands. (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)
Quanti anni avevi quando hai segnato in Europa League? Cosa vuol dire segnare in Europa a quell'età? "Diciotto anni e lo feci con la Roma. Ti sembra di sognare. Sono ancora tifoso della Roma, prima ero sfegatato. L'unica pecca è che era durante il Covid, quindi non c'erano tifosi allo stadio altrimenti sarei andato immediatamente sotto la Sud. Emozione indescrivibile, la realizzi più avanti negli anni. Il passaggio tra Primavera e prima squadra è velocissimo, non te ne rendi nemmeno conto".
Le piacerebbe tornare alla Roma? "Sì, mi piacerebbe tornare alla Roma prima o poi. Ovviamente non posso pianificare adesso tutta la mia carriera, ma vorrei tornare perché l'ho lasciata a metà. Come hai detto tu, è iniziata tutto benissimo: il gol (contro lo Young Boys, ndr) e la possibilità di giocare di più. Poi per vari motivi prima sono stato in prestito e poi venduto. Sicuramente non ho fatto come speravo per diversi motivi. Vorrei tornare per esultare sotto la Curva Sud davanti ai tifosi".
Il prestito al Genoa? "Inizio i primi sei mesi con Mourinho, all'inizio va anche benino e gioco titolare fornendo qualche assist. Dopo il 6-1 contro il Bodo/Glimt non ho più giocato e io volevo avere più spazio. Vado al Genoa, la situazione era complicata e ho fatto soltanto 3 presenze, di cui una da titolare. Ho fatto peggio di prima...".
Ha avuto un momento in cui pensavi che non saresti diventato un campione? "Sì. Dentro di me non mi sono mai rassegnato, ma l'idea era rimasta nella testa. In quel momento ero davvero giù. La Roma vinse la Conference League e i ragazzi che giocarono al posto mio fecero molto bene, quindi non c'era più spazio per me. Poi la Roma mi ha venduto al Basilea e all'inizio non ero contento, ma quando ho accettato il fatto di dover fare un passo indietro ho capito che sarebbe stato il posto giusto per me. Per un giovane era perfetto trovare continuità lì".
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